Michele Sarzilla ha chiuso in 22ª posizione il suo primo IRONMAN World Championship,
corso sabato 10 ottobre.
Le parole del portacolori del DDS Triathlon Team e l’analisi
dell’allenatore Fabio Vedana
Kona, Hawaii (USA) – Ci sono giornate che sogni per una vita e che poi, senza neanche avvisarti prima, tradiscono ogni attesa e aspettativa.
È la sintesi del primo Mondiale IRONMAN a Kona (Hawaii) di Michele Sarzilla, disputato sabato 10 ottobre e che ha chiuso al 22° posto con il tempo di 8h17’05” dopo aver percorso 3,8 km di nuoto, 180 km di ciclismo e 42 km di corsa.
In una gara di livello assoluto dominata dal francese Vincent Luis, campione del mondo al debutto nella competizione in 7h47’27”, e dalla statunitense Taylor Knibb, che si è presa la rivincita dopo il ritiro dello scorso anno imponendosi in 8h36’29”, le condizioni climatiche caratterizzate da un tasso di umidità estremo hanno reso il percorso ancora più impegnativo, impedendo al portacolori del DDS Triathlon Team di esprimere completamente il livello di prestazione costruito in questi due anni di lavoro.
«È stata la giornata più difficile della mia vita sportiva. Sono amareggiato per il risultato, perché penso di valere qualcosa in più, ma anche e soprattutto per la gara in sé. Il mio impatto con Kona non è stato dei migliori, dalla frazione ciclistica in poi – quindi per la maggior parte della competizione – non ho avuto buone sensazioni. Al contrario di molte altre gare non mi sono divertito. Non è il mio percorso. Ero così provato che mi sono domandato più volte chi me lo stesse facendo fare. Se sono andato avanti e ho tagliato quel traguardo è grazie anche a tutte le persone che erano là ad aspettarmi. E forse è questa una delle poche note positive: ho saputo tener duro, ho stretto i denti e ho portato a casa una finale mondiale. Arrivare al termine di questa gara è qualcosa di pazzesco, mi ha forgiato dentro», le parole di Sarzilla.
A tracciare l’analisi della gara è anche il suo allenatore, Fabio Vedana: «È stato un Campionato del Mondo durissimo. Le condizioni climatiche e un’umidità spaventosa hanno messo tutti a dura prova. Della prestazione di Michele vediamo il bicchiere mezzo pieno per il percorso straordinario fatto con tutto lo staff per portarlo a competere a questi livelli, restando nel vivo della gara per buona parte della competizione. Ma è anche un bicchiere mezzo vuoto perché il suo reale valore è superiore a questo 22° posto, ma la durezza della prova e la pressione mentale di un evento di così alto livello tecnico ci hanno messo in difficoltà. Come si dice sempre, le Hawaii non fanno sconti ed è l’isola a dettare legge, è una gara imprevedibile. Guardiamo con orgoglio alla crescita di Michele come atleta e come uomo, pur con il rammarico di non aver raccolto tutto quello che abbiamo investito. Ora analizzeremo ogni dettaglio per ripartire e programmare il futuro».
Ancora Hawaii
Il viaggio hawaiano di Michele Sarzilla non si concluderà con il traguardo di Kona. L’atleta si tratterrà nell’arcipelago è il 16 ottobre visiterà la storica piantagione Dole a Wahiawa, sull’isola di Oahu, un luogo simbolo in cui affondano le radici del marchio.
Un appuntamento che rafforza un legame profondo, come sottolinea Cristina Bambini, Head of Marketing Dole Italia, main sponsor del DDS Triathlon Team: «Siamo orgogliosi di aver accompagnato Michele in un appuntamento così importante della sua carriera sportiva. La sua determinazione, la passione e la capacità di affrontare sfide sempre nuove rappresentano valori nei quali Dole si riconosce pienamente. Questa esperienza alle Hawaii assume per noi un significato ancora più speciale: è proprio qui che affondano le radici della storia del nostro marchio legata all’ananas. Siamo quindi particolarmente felici che Michele, dopo la gara, possa trattenersi qualche giorno per visitare le nostre piantagioni e conoscere da vicino una realtà che rappresenta una parte importante dell’identità di Dole. Sarà un’occasione per rendere ancora più autentico il legame tra il nostro brand e un atleta che siamo orgogliosi di sostenere».
Credits: StokedStudios Milano



