La JAAF ha pubblicato un’estensione di uno studio precedentemente pubblicato LEGGI QUI lo scorso anno sulla ricerca del numero di infezioni da COVID-19 tra i partecipanti e gli addetti ai lavori nelle gare su pista e su strada.
Lo studio ha preso in esame i dati dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 analizzando 1044 gare su pista e 74 gare su strada che si sono svolte durante questo periodo.
Su 750.389 partecipanti e funzionari a questi 1118 eventi, lo studio JAAF ha documentato due casi di persone con diagnosi di COVID-19 entro due settimane dall’evento a cui avevano partecipato. Per gli eventi in pista sono stati tracciati 568.271 partecipanti e 147.942 addetti ai lavori mentre per le corse su strada 25.936 partecipanti e 8240 addetti ai lavori.
Questi numeri sono in linea con quelli riportati dalla Maratona femminile di Nagoya dopo la quale non sono stati riscontrati casi di COVID-19 tra i quasi 5000 partecipanti a due settimane dalla data della gara. Oltre il 50% sia dei raduni in pista che delle gare su strada si sono svolti senza spettatori, per le gare su strada gli organizzatori hanno dissuaso i tifosi dal presentarsi.
La campagna vaccinale in Giappone è iniziata a metà aprile 2021 solo per le persone più anziane e più a rischio mentre la popolazione avrà accesso ai vaccini non prima dell’autunno. Tuttavia, questo studio dimostra che anche quando non è la vaccinazione a prevenire la diffusione del contagio, le gare non sembrano rappresentare un problema, purché svolte in rispetto delle norme sanitaria.
Questa considerazione rende attuabile lo svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo e anche se non sarà facile i numeri sono a favore di una ripresa ottimistica.



