Torino e Firenze: gli organizzatori italiani sono i migliori al mondo

di Cesare Monetti

Gli organizzatori italiani sono i migliori del mondo. Sì la penso proprio così e se oggi siamo qui solo a fare semplice e sterile polemica è solo grazie alla loro professionalità. Hanno agito al meglio con un solo unico denominatore: sicurezza.

I FATTI – A Torino per la T-Fast42k c’è lo stop definitivo della gara a pochi minuti dal via, piove incessantemente da giorni, la sera alle 22 c’è ancora il benestare all’evento da parte delle autorità, che invece non è confermato la mattina della gara. Verso le ore 8 il Comune di Moncalieri e la Protezione Civile negano il passaggio dei maratoneti per ragioni di sicurezza, è prevista la piena del Po verso le ore 11. C’è bisogno di far passare i mezzi di soccorso, che le strade siano libere e che soprattutto non vi siano migliaia di runner in pericolo.

La decisione, obbligata dalle autorità e dal Comune di Torino che ha immediatamente disposto il divieto di partenza, è una soltanto: Stop. Tutti a casa. Infatti tempo poche ore e i Murazzi e altre zone di Torino sono state invase dall’acqua.

L’organizzatore in primis non è responsabile, ha tutto l’interesse a far partire la gara affinchè tutto si svolga al meglio, così da poter anche dare soddisfazione agli sponsor e ai contratti di visibilità oltre che dare soddisfazione ai maratoneti che giustamente hanno pagato. Gli organizzatori, sia chiaro, in questo momento ci stanno rimettendo la faccia e tanti tanti soldi.

Attenzione però, il regolamento delle gare parla chiaro:

“L’organizzazione, sotto indicazione delle Autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni necessarie al corretto e sicuro svolgimento della manifestazione, si riserva il diritto di modificare in ogni momento e senza darne preventiva comunicazione la data di svolgimento della manifestazione, l’orario di partenza, il percorso di gara, l’ubicazione dei punti di ristoro, etc.

In caso di condizioni meteorologiche avverse e/o per ragioni di sicurezza, l’organizzazione ad insindacabile giudizio del direttore di gara o delle Autorità competenti, si riserva il diritto di sospendere, rinviare o annullare definitivamente la manifestazione.

La sospensione o l’annullamento della corsa non daranno diritto ai concorrenti ad alcun rimborso della quota di iscrizione”.

Informiamo che ogni volta che ci si iscrive ad una gara, online o cartacea, firmiamo un regolamento e questa qui è la dicitura standard e quella della T-Fast42 presente sul sito evento e controfirmata e accettata da Fidal.

Onore agli organizzatori di Team Marathon che hanno confermato in pochi minuti che tutti i partecipanti potranno correre gratuitamente nel 2020. Vi pare poco? Sappiate che è un gesto che costa all’organizzatore diverse decine di migliaia di euro.

Complimenti!

A FIRENZE a gara in corsa c’è un cambio percorso immediato che ha evitato guai più seri. Dopo le 2h30’ di gara, intorno al 40°km si sente un forte odore di gas, scatta l’allarme immediato e i vigili del fuoco arrivano in pochi minuti a sirene spiegate. Maratona o non maratona, la cosa fondamentale è la sicurezza dei cittadini fiorentini e dei maratoneti, in egual misura ovviamente. Gli organizzatori, con il mitico presidente Giancarlo Romiti, riescono nel giro di pochissimi secondi, sì proprio così, parliamo di secondi, a far aprire un varco per far sfogare le centinaia di maratoneti che stavano sopraggiungendo per farli rientrare poco dopo nel percorso. Un taglio inevitabile di circa 500-600 metri che include tutti i finisher dopo circa il 60° arrivato sulle 2h41′ circa. Da lì in poi tutti hanno corso questa distanza in meno.

Mappa percorso Firenze Marathon

Romiti e il suo staff sono stati egregi nel loro lavoro, nessuno e ripeto nessuno, dei maratoneti in gara si è accorto di nulla se non magari ritrovandosi sul gps un chilometro molto più corto e veloce. Con ogni probabilità le prestazioni di tutti i maratoneti dal 60° in poi non potranno essere omologate dai giudici Fidal.

Ma che colpa ha l’organizzatore? Nulla. Niente di niente.

Dobbiamo solo ringraziarlo per la grande prontezza nel comandare i suoi uomini al 40km trovando una soluzione che forse solo il genio italiano ha potuto. Popoli esteri meno flessibili, abituati a seguire i protocolli in maniera rigida, non ci sarebbero riusciti.

La sicurezza, i vigili del fuoco, le ambulanze nei casi gravi, il comandante della Polizia Municipale hanno priorità su tutte le decisioni. Comandano.

Ringraziamo la ‘fortuna’ che non è accaduto nulla di grave (se fosse scoppiato qualcosa con quel gas…con dei maratoneti coinvolti…cosa direste ora all’organizzatore???), ringraziamo la fortuna che il tutto è accaduto in un punto di facile soluzione.

In altri punti del percorso in città una deviazione non sarebbe stata possibile (guardate la mappa qui sopra, se fosse accaduto al 20km ‘sotto’ a Piazzale Michelangelo, dove avrebbero potuto tagliare i maratoneti? DA NESSUNA PARTE) la maratona sarebbe stata bloccata, si sarebbe creato anche un muro di maratoneti che nel sopraggiungere a migliaia si sarebbero accalcati senza poter sfogare in vie di uscita alternative con altri tipi di pericoli.

E’ vero, tanti allenamenti e sacrifici, magari un personal best da festeggiare che invece è stato vanificato da 2-3 minuti in meno sul cronometro per via della minore distanza di gara, ma cosa si poteva fare? Nulla.

Ho letto sui social di gente che afferma che si sarebbe potuto spostare subito l’arrivo di 500 metri più avanti ma…basterebbe dire che per montare tutta la struttura di arrivo è stato necessario lavorare ben 3 giorni (oltre ad una programmazione di mesi di riunioni varie).

Ancora ho letto che dovrebbero comunque rimborsare tutti i maratoneti.

E perché mai? Perché non è possibile memorizzare una prestazione amatoriale? Ricordo che il pagamento di una quota d’iscrizione ha anche un ‘prezzo’ che paga la professionalità dell’organizzatore per garantire la nostra sicurezza mentre corriamo. Bene, l’organizzatore ci ha ripagato erogando appieno il servizio preposto: ha garantito la sicurezza di tutti noi, facendo entrare sul percorso i vigili del fuoco e gestendo i maratoneti al meglio deviandoli senza che corressero il pericolo di saltare per aria per una eventuale esplosione.

Tutto questo NON è accaduto a Montecarlo alla ultramaratona No Finish Line. Sabato 23 novembre gli organizzatori nonostante l’allarme rosso meteorologico, con vento pioggia e mare ingrossato, hanno lasciato la gara in corso. In questo caso invece un’onda pazzesca del mare è finita sul percorso travolgendo e ferendo in maniera grave alcuni concorrenti. VIDEO QUI

Basta vedere questo video per capire quanto a Montecarlo si doveva fare: fermare la gara.

Gli organizzatori italiani sono i migliori al mondo perché lavorano incessantemente un anno per costruire un evento e magari si ritrovano con un pugno di mosche, rischiano civilmente e penalmente sulla loro pelle, sono chiamati a dare professionalità con budget ridicoli magari rispetto ad eventi delle nazioni estere che contano decine di migliaia di maratoneti dove puoi permetterti veri professionisti che si dedicano solo ed esclusivamente alla gara.

Sono i migliori perché garantiscono ‘il pacco gara’ che è un’usanza tutta italiana che risponde alla logica: ho speso 50 euro per iscrivermi, voglio una contropartita di tale portata nel sacchettino prima della gara con t-shirt ufficiale, bibita energetica e altre mille diavoleria. Come fossimo a fare la spesa al mercato.

Sono i migliori perché sono tartassati dalle tasse Fidal e quelle di Stato, non possono accogliere i maratoneti esteri perché c’è il limite del certificato medico che rende tutto burocratico e difficile per non dire impossibile l’iscrizione. Tanti altri sono i motivi…ma gli organizzatori, insieme ai volontari, spesso sono i veri eroi di una domenica di corsa. I sacrifici fatti sono tanti nei mesi prima dell’evento, al pari degli allenamenti all’alba dei maratoneti. Non scordiamolo mai.

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