Re Giorgio Calcaterra, regalaci un altro Passatore!

Il Re ha già abdicato l’anno scorso. Ma il Re è sempre lui. Puoi precederlo sulla finish-line, puoi arrivare qualche minuto prima di lui, ma il più acclamato, il vero vincitore alla 100km del Passatore sarà sempre e soltanto lui, Re Giorgio Calcaterra.

Nel 2018 è arrivato terzo in piazza a Faenza dopo quel meraviglioso viaggio di 100km che parte dal centro di Firenze. Ci mise 7h32’02”, roba da non crederci quasi, una mezz’ora abbondante più del solito, vincitore quella notte un anno fa fu Andrea Zambelli in 6h54’34’’ che la spuntò dal tedesco Benedikt Hoffmann. L’applauso più forte del pubblico presente però fu per Calcaterra che con l’umiltà e la semplicità che lo contraddistingue da sempre ha abbracciato e stretto la mano a Zambelli. Compagno di squadra in Nazionale ai mondiali, un amico con cui ha condiviso chilometri e fatica.

L’anno scorso dunque niente vittoria, ma il passato parla per lui e nessuno potrà mai cancellare la storia: 12 anni di vittorie consecutive alla 100km del Passatore: Calcaterra è la 100km del Passatore. Che detto così, 12 anni, uno non ci pensa, però è bene rifletterci un attimo sopra. Perché significa ogni anno dedicarci almeno sei mesi di meticolosa preparazione, significa per oltre un decennio, fin dal 2006, esserci sempre e sempre al top della forma al posto giusto nel momento giusto. Precisi. Puntuali. Regolari. A pensarci bene, questa sua costanza è straordinaria per non dire unica e questo, insieme ai 3 ori del Campionato Mondiale, fanno di Calcaterra un mito.

Sembrava finito Calacaterra l’anno scorso dopo il Passatore, scarpe appese a un chiodo e via. Invece no, ai mondiali in Croazia, solo quattro mesi dopo, ha tirato fuori una magia con una grinta e una classe che hanno fatto ancora una volta capire quanta sostanza c’è dentro l’ex tassista romano. In Croazia in una caldissima giornata di settembre , in un percorso con oltre 1000 metri di dislivello positivo complessivo si piazza in settima posizione assoluta, primo europeo, primo azzurro, crono finale di grande livello in 6h42’35” dimostrando che Calcaterra c’è e ci sarà. Nonostante la carta d’identità si faccia sentire, classe 1972, ognuno faccia il conto.

E quest’anno che Calcaterra sarà al Passatore? Ci sarà? Proverà a vincere? No, salvo che stia bleffando come un abile stratega del poker per depistare gli avversari, questa volta non lotterà per la vittoria, da mesi Giorgio è infortunato, la sua preparazione questa volta è stata davvero problematica e le sue ultime prestazioni lo fanno capire.

Lui stesso l’ha scritto sulla sua pagina social facendosi fotografare mentre è sul lettino dal suo fisioterapista: “-3 giorni al Passatore! Quest’anno senza la solita preparazione (che non ho potuto fare a causa di un infortunio) penso che sarà dura. Però sarà bello esserci anche sapendo di non poter ambire al podio. Intanto mi godo uno scarico pregara, grazie all’amico Corrado Zambonelli non solo un amico ma anche un ottimo professionista che mi ha aiutato anche ad uscire da quel dolore alla coscia che mi ha bloccato per diverse settimane. Grazie Fisioolympic di Corrado Zambonelli”.

Calcaterra dunque c’è, e questa volta sarà nella pancia del Passatore, ad un ritmo più blando, magari zoppicante, magari in preda a qualche crisi di fatica, sarà un normale runner che poi non cambia molto, lui è sempre stato un ‘normale’ runner, forse solo più veloce, ma di sicuro per 13 anni di Passatore, è stato l’emblema di tutti gli ultramaratoneti che si sono identificati con lui. Chi lo incontrerà prima, dopo, ma soprattutto durante la gara, lo applauda. Attenti fate veloci, conoscendolo sarà lui il primo ad applaudire voi…

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