Un giapponese straricco a Tokyo, un giudice Fidal Puglia è uno sceriffo

di Cesare Monetti

VOTO 10 – Non può che essere il giapponese Shitara il vero eroe della giornata. E il suo Giappone che crede sempre di più nello sport. Il minuto (1,67 x47kg) maratoneta giapponese ieri si è piazzato secondo alla Tokyo Marathon in uno strepitoso 2h06’11”. Record nazionale ed una delle prestazioni mondiali migliori di sempre, soprattutto per un bianco. Poi è passato alla cassa. E ha incassato ben 100milioni di Yen, ovvero 760.000,00 euro. Sì esatto, così. 76.000 per via del nuovo record, il resto da sponsor privati tipo la Honda e altro. Le Olimpiadi 2020 di Tokyo sono vicine, gli atleti vanno stimolati in tutto. Chissà se anche i nostri azzurri con simili cifre in ballo sarebbero capaci di arrivare a simili prestazioni. Certo Shitara fa così 3-4 maratone ed è posto per la vita. RICCO

VOTO 9 – A Stefano La Rosa e Govanna Epis che alla piattissima maratona di Siviglia fanno due ottime maratone, ambedue con il primato personale. Il grossetano fa 2h11’04” e lima il proprio primato di 7 secondi. Ad Amsterdam aveva fermato il cronometro sul 2h11’07”. Strepitosa Giovanna Epis, allenata dal mitico Giorgio Rondelli, che si migliora di quasi 3’ minuti e scende sotto il muro delle 2h30’ per la prima volta. Il suo nuovo 2h29’38” è nettamente migliore del precedente primato personale di 2h32’31”. Epis ha firmato così la seconda migliore prestazione italiana dopo la Bertone che ha fatto 2h28’34” a Berlino 2017. Se paragonati ai tempi ‘mondiali’ che girano…è poca cosa, ma di questi tempi sembra quasi oro, quindi…complimenti a loro, gli Europei di Berlino di agosto non sono poi così lontani. IN GAMBA

VOTO 8 – A tutti i ‘tapascioni’, gli amatori, i runner di ogni tipo di razza, religione, colore delle scarpe, marca di guanti e giubbottino, velocità e consistenza fisica…che ieri Burian o non Burian hanno avuto la forza e la voglia di indossare un pettorale e correre in tante gare italiane tra neve, vento e gelo. La passione di tutti noi è qualcosa che scalda il cuore ma a quanto pare anche le gambe. Il divano può aspettare, i runner non si fermano davanti a nulla. STREPITOSI

VOTO 7 – A tutti gli organizzatori che hanno allestito gare in programma ieri e che hanno rischiato di ‘saltare’ causa maltempo. La Soja Sun Verdi Marathon di Salsomaggiore era davvero a rischio ma il suo ‘boss’ Giancarlo Chittolini è uomo d’esperienza e non si è certo piegato a questa paura. Lui come altri organizzatori (vedi ad esempio la Terre di Siena Ultramarathon) hanno dato il 110% per ‘coccolare’ ancor di più i partecipanti offrendo assistenza maggiore e qualità organizzativa che è in ogni gara sempre migliore. Spesso le gare sono frutto solo di tanto lavoro di volontariato, non sempre c’è un tornaconto economico. Dunque a maggior ragione va il nostro ringraziamento e i nostri complimenti. BRAVI TUTTI

VOTO 6 – Alla Pietro Mennea Half Marathon che cresce ogni anno di più. Con 2.500 finisher è diventata in pochi anni la seconda mezza maratona del sud Italia dopo la Napoli City Half Marathon. Diversi gli errori organizzativi, è vero, ma la passione di chi ha organizzato (gli amici Mariella di Leo, Gionata Cedrola, Enzo Cascella e tutto lo staff) non ha uguali e va premiata. C’è tanto da migliorare ma anche tanto da ringraziare per quanto hanno fatto e stanno facendo per fare qualcosa di grande. Pietro Mennea non potrebbe che esserne fiero. Peccato quel giudice Fidal…(quale? Vedi il voto 2).

VOTO 2 – A Fidal Puglia ed al suo ‘giudice sceriffo’. Ieri alla Pietro Mennea half Marathon ennesimo episodio da mania di protagonismo. Squalificato al traguardo uno ‘spingitore’ reo di aver attraversato il traguardo con in braccio il suo cagnolino recuperato poco prima dell’arrivo che con tanto amore è saltato in braccio all’arrivo del padrone. Un arrivo emozionante di un gruppo che ha corso spingendo delle carrozzine di ragazzi disabili, un runner che ha sacrificato la sua gara e la sua classifica per fare del bene, un runner che ha pagato la tessera Fidal e che arricchisce le casse federali non può essere trattato così. Squalificato. Non ha ostacolato nessuno, non aveva velleità di classifica, il mistero rimane. Si è ripetuta la vicenda di Francesco Cannito, il runner vestito da Babbo Natale squalificato alla Maratona delle Cattedrali a dicembre. Un giudice che sta facendo male, molto male al running italiano. Chi può, dai piani alti, prenda subito provvedimenti. SQUALLIDO

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