LE PAGELLE DELLA LONDON MARATHON

di Alberto Stretti

10e lode –
Al pubblico londinese che abbiamo visto capace di posizionarsi sul TowerBridge un’ora e mezza prima del passagio dei primi atleti…spettatori in prima fila dello show che solo la grande corsa su strada sa creare.

10

Alla città e alla atmosfera e alle emozioni che solo una grande gara come la London Marathon sa produrre. Una metropoli come Londra completamente ferma per 12 ore con chiusura totale delle arterie di traffico principali in centro come il lungo Tamigi. Allo scoccare delle 6h20 di gara era normale trovare ancora il servizio d’ordine che impediva accesso ai tunnel della metro suggerendo percorsi alternativi per fare defluire meglio la gente quantificabile in decine di migliaia.

10 – Alla organizzazione e alla sicurezza dell’atleta sul percorso. Podisti protetti da un servizio d’ordine con un addetto ogni 50m su tutto il percorso. Punti ben specificati dove gli spettatori potevano attraversare la sede di gara con una cartellonistica invidiabile. Abbiamo assistito ad un locale attraversare gara fuori settore ed è stato subito placcato dagli agenti. Giustamente.

9
All’immenso expo decisamente ordinato secondo un preciso schema in spazi decisamente ampi che permettevano a tutti di ritirare il proprio pettorale. Ampie location d’incontro dove nell’arco dei tre giorni di apertura sono stati tenuti importanti dibattiti e interviste esclusive agli atleti in gara. Un expo che pulsava di luce propria sapientemente collegato al centro città seppur posizionato nelle Docklands.

9

Alla marea di atleti che abbiamo visto raggiungere il percorso gara e la partenza utilizzando solamente i mezzi pubblici di trasporto senza ricorrere a mezzi privati. Una tendenza anglosassone che abbiamo gia riscontrato altre volte nelle gare su strada inglesi quando neppure un’auto, ma solamente gente a piedi, col proprio zainetto, sbucare da ogni strada,bus o treno.

9

A due scorci incredibili quanto mitici del percorso inglese come il Tower Bridge poco prima di metà gara e l’arrivo su The Mall col palazzo della Regina a sovrastare maestoso l’arrivo di ogni runner.

9

Per la incredibile quanto meritata vittoria di Wilson Kipsang che con due “sgasate” ha ucciso la gara cogliendo l’oro. Con un tempo piu vicino a suoi standard da extraterrestre avrebbe meritato il 10. Stesso voto alla vincitrice donne Edna Kiplagat che con quel micidiale sprint coglie la vittoria andando contro ogni pronostico.

8
L’esordio di Tirunesh Dibaba che seppur sbagliando quel rifornimento, da inesperta, si piazza ancora terza poco sopra le 2h20. Che debutto e quante speranze per il futuro di questa atleta che dichiara di volere vincere anche in maratona.

7

Stanley Biwott secondo classificato. Quello che tanti pronosticano come il vero nome nuovo dei maratoneti keniani coglie finalmente un prezioso risultato e aggiunge altra esperienza al suo già blasonato curriculum.

6

Diamo comunque la sufficienza a Mo Farah. Eravamo ben coscienti che non poteva puntare alla vittoria ma l’ha comunque corsa egregiamente. Il tempo non lo soddisfa perchè lontano dalle sue aspettative. Non si è tirato indietro e ci ha messo del suo anche per onorare al meglio il fantastico pubblico inglese che lo ha sostenuto dal primo all’ultimo metro incessantemente.

5 

Geoffrey Mutai che non mantiene le aspettative della mezza di newyork e va fuori giri nel momento cruciale classificandosi insieme a Farah stesso…cosi come Emmanuel Mutai, il detentore record percorso, che ha dovuto lottare per tenere dietro Farah.

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