SANCHEZ LACRIME D’ORO

La quarta giornata ha regalato incredibili emozioni agli 80000 dell’Olimpico di Londra che si è emozionato per Felix Sanchez che ha commosso tutti mostrando la foto della nonna scomparsa che lo guardava dal cielo. Felix Sanchez ha ripetuto il successo di Atene 2004 con un favoloso primato mondiale stagionale di 47”63 (suo secondo tempo sotto i 48 secondi dopo il 47”76 della semifinale) con ilquale ha battuto lo statunitense Michael Tinsley (47”91 primato personale) e il grande favorito di Portorico Javier Culson (48”10). Con questo tempo vinse a Atene 2004. Fuori dal podio il britannico David Greene con 48”26. Malgrado l’assenza di un britannico sul podio il pubblico britannico ha tributato un lungo applauso durante la premiazione e questo rimarrà scolpito nella memoria come uno dei momenti più belli dell’Olimpiade insieme allo scambio del pettorale tra  Kirani James e Oscar Pistorius dopo la semifinale dei 400 in segno di amicizia come dopo una partita di calcio.
di Diego Sampaolo
Kirani James è stato l’uomo copertina della quarta giornata con il suo magnifico 43”94 (miglior tempo non statunitense della storia) nella finale dei 400 metri, nona migliore prestazione mondiale di sempre. Kirani, che da ragazzino si dilettava giocando a basket, ha regalato il primo oro olimpico della storia a Grenada, isola caraibica da 104 mila abitanti. Incredibile ma vero la Repubblica Dominicana ha vinto la seconda medaglia a distanza di pochi minuti dall’oro di Felix Sanchez grazie al diciottenne Luguelin Santos, capace di avvicinare il suo personale di un centesimo con 44”46 poche settimane dopo il successo ai Mondiali Juniores di Barcellona. Lalonde Gordon di Trinidad and Tobago ha completato il bronzo vincendo il  bronzo in 44”52 davanti all’eterno quarto classificato Chris Brown in una finale con 4 atleti under 20 (tra questi anche il diciannovenne australiano Stevenson), i due gemelli belgi Kevin e Jonathan Borlée e i due bahamensi Chris Brown e Demetrius Pinder. Addirittura non c’era nessuno statunitense in finale in una specialità tradizionalmente dominata dagli atleti a stelle e strisce.

E’ stata anche la serata dell’ex giocatrice di basket Jennifer Suhr che ha vinto il salto con l’asta femminile con 4.75 in difficili condizioni di vento. Ha abdicato la zarina Yelena Isinbayeva che dopo gli ori di Atene e Pechino si è dovuta accontentare del terzo posto con 4.70 alle spalle della cubana Yarisley Silva, che ha saltato 4.75 ma ha commesso un numero maggiore di errori rispetto

Valerie Adams, che la federazione neozelandese si era incredibilmente dimenticata dimenticata di iscrivere, ha perso la sua imbattibilità nelle grandi manifestazioni dopo l’oro di Pechinoe il doppio oro mondiale contro la bielorussa Nadezhda Ostapchuk che ha realizzato una serie eccellente con una punta di 21.36 e altri cinque lanci oltre i 21 metri. Nella più grande gara olimpica degli ultimi 24 anni è da ricordare anche il 20.48 di Yevgeniya Kolodko che è valso la medaglia di bronzo.  

Yuliya Zaripova ha corso una gara di testa vincendo la finale dei 3000 siepi in 9’06”72 davanti alla tunisina Habiba Ghribi (9’08”37) e l’etiope Sofia Assefa (9’09”84).   

In una giornata terribile per l’atletica italiana sconvolta dalla notizia della positività al controllo antidoping di Alex Schwazer, ci ha pensato Marzia Caravelli a riportare un po’ di fiducia e speranza nell’ambiente azzurro qualificandosi brillantemente per le semifinali nei 100 ostacoli in 13”01 alle spalle di Lolo Jones in 12”68. Hanno brillato in modo particolare Sally Pearson, regale come sempre con 12”57 e Kellie Wells (12”69). Gloria Hooper ha fatto il suo debutto olimpico correndo la batteria dei 200 femminili in un discreto 23”25 nella batteria vinta dalla tre volte campionessa del mondo Allyson Felix in 22”71. La migliore è stata Sanya Richards Ross in 22”48.

Ha fatto il debutto anche David Rudisha che ha corso passeggiano in 1’45”90 ma ha destato buona impressione ancheil campione del mondo juniores Nijel Amos del Botswana che si candida per il podio.

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