ALEX SCHWAZER: E ADESSO NON MI FIDO PIU’ DEI CAMPIONI

E adesso non mi fido più. La notizia di Alex Schwazer oggi è stata come un pugno in pieno stomaco, di quelli che non ti lasciano i lividi ma che fanno male, che ti tolgono il respiro e ti tolgono l’ossigeno al cervello. Alex sembrava il volto pulito dell’atletica, l’alfiere gagliardo in un mondo che sembra sempre più vacillare con keniani che sfuggono ai controlli antidoping lassù negli infiniti altopiani, con atlete russe squalificate due anni dopo (vedi la medaglia europea di Anna Incerti) con sprinter pompati all’inverosimile.

di Cesare Monetti

E invece anche Alex è cascato nella rete del doping, Epo si dice in queste ore, e l’ha ammesso subito, prendendosi le colpe e scagionando tutto il contorno. 


Ho visto l’ultima volta Alex in Aprile, una video intervista prima della staffetta benefica alla Maratona di Milano, abbiamo parlato a lungo, abbiamo scherzato, era euforico, fiducioso, contento. La testa era tornata…e così anche le sue gambe. Solo un paio di settimane prima aveva piazzato una 20km da paura con tanto di record italiano e pochi giorni dopo una 50km da 3h40’ che gli avevano dato il pass definitivo per Londra. 

Alex quando ci parli è il ragazzo che non ti aspetti: simpatico, guascone, gran sorrisi, educazione che sconfina nella timidezza. Uno insomma di cui ti fideresti a occhi chiusi, uno che ‘se lo dice lui che ha vinto pure un grande oro a Pechino’ è senz’altro vero ed io mi fido. E invece no, non avrei dovuto fidarmi, non avremmo dovuto fidarci. Né io, né i milioni di tifosi che hanno sempre creduto in lui e in quella sua immensa classe e voglia di far fatica. Non possono più credere in lui i tanti bambini e le tante mamme che compravano le merendine della famosa pubblicità di cui Alex è testimonial. 

Niente più ragazzo Kinder, si chiude. Alex ha tradito tutti e tutto. Anche la Federazione che forse sapeva e forse no che però ora si affretta a dire che condanna l’operato del marciatore altoatesino. Ho chiamato Alex qualche giorno prima del fatidico giorno 30 luglio, il giorno del controllo a sorpresa, e non sono riuscito a parlarci. Telefono spento per giorni e giorni, niente risposte ai messaggini, finché la manager Giulia Mancini mi ha detto che era in Germania alla ricerca della tranquillità più assoluta. Interviste: neanche a parlarne, Alex è in trincea, concentrato. No cari, Alex forse stava sfuggendo a tutti e tutto, forse anche al più normale ed atteso dei controlli. Che l’ha incastrato, che l’ha colto con le mani nella marmellata, perché il dolce gusto di un oro olimpico da assaggiare per la seconda volta era troppo forte. Così ha scelto la via di fuga, la scorciatoia che tanti altri campioni hanno già provato in passato e anche nel presente. Inutile fare i nomi, la lista sarebbe lunga lunghissima, da Pantani a Ben Johnson e tanti tantissimi altri. 

Ora non mi fido più di Alex ma non mi fido più di questa atletica o se vogliamo dello sport d’alto livello in generale. Più volte abbiamo esultato, gioito e pianto per grandi campioni sul podio di qualsiasi disciplina per poi scoprire qualche settimana dopo che il tutto era falso, sporco, fasullo, una grandissima presa in giro. L’atletica è bene saperlo è piena di doping, così come il nuoto e l’ormai conclamato doping di Stato sulle nuotatrici cinesi dalle prestazioni stratosferiche, Phelps chissà, la Pellegrini. Non mi fido più dello sport, come detto qualche mese fa per il calcio bisognerebbe avere la forza ed il coraggio di fermare tutto e tutti. Ripartire con regole più chiare, con molti meno soldi in palio ovunque, forse il vero demonio di questo mondo sportivo che oggi ha il lutto al braccio. Impossibile fermare lo sport, ‘The Show must go on’ si dice sempre, eppure qualcosa bisogna fare perché ogni anno sempre di più scopriamo qualcosa che non va nel sangue di qualcuno. 

Oggi per fortuna i controlli ci sono, ancora pochi forse, però sempre di più sono le delusioni. E come facciamo a dire ad un bambino che Alex deve essere il suo idolo, lui si che con sudore e fatica ha conquistato l’Olimpo e tu che hai 10 anni devi e puoi diventare come lui. Io non me la sentirei più di andare in una scuola a dire che bisogna imitare un campione così. Se poi questo viene fuori che è dopato? Abbiamo fatto del bene o del male a questi bambini? Con Alex è finita l’atletica italiana di queste Olimpiadi, zero medaglie zero, prestazioni modeste da parte di tutti quanti, Valeria Straneo esclusa. 

Già la Straneo, colei che da un anno viene additata da tanti come la dopata della maratona. Mi chiedono spesso…è pulita la Straneo? Io dico di si, mi fido. Mi sono sempre fidato di lei da che la conosco. Eppure questa sera, e forse in futuro, non mi fido più di nessuno, perché Alex mi ha fatto un colpo davvero basso. Forse meglio lo sport amatoriale, niente Olimpiadi, medaglie d’oro e palate di soldi, ma un bella coppa e un cesto di salami e vini per chi vince la gara della domenica. E il lunedì tutti a lavorare, felici della medaglia di latta vinta al giro sotto casa. Inutile bleffare in quei casi, inganneresti solo te stesso. Non bambini, tifosi, amici, giornalisti, sponsor: come Alex Schwazer, ex marciatore.

2 Comments

  1. Anonymous 08/08/2012
  2. Anonymous 27/08/2012

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