Maratona alla Filippide, l’abbiamo corsa per voi. E questo è il giudizio…

Domenica 4 Agosto si è corsa la 12esima edizione della Maratona alla Filippide, organizzata da Guglielmo “Mimmo” Causarano e la società sportiva “ASD No al Doping Ragusa”, partenza alle 4.30 di mattina dalla Antica Stazione di Chiaramonte Gulfi e arrivo a Punta Secca, località marina divenuta famosa per la “Casa del Commissario Montalbano”, personaggio dei gialli del compianto Andrea Camilleri.

Facciamo un breve passo indietro per ricordare che Filippide era un emerodromo, cioè apparteneva ad un corpo militare di Atene che aveva il compito di correre anche per un giorno intero. Filippide, inviato a Sparta per chiedere aiuto corre poi a Maratona per combattere contro la flotta Persiana e dalla stessa Maratona parte per comunicare ad Atene che la battaglia è vinta. Dunque, i km percorsi da Filippide sono stati molti (ma molti) più di 42,195 nel totale, ma a dare il nome alla competizione è la corsa che lo ha portato da Maratona ad Atene.

Che sia una maratona particolare è evidente già dal fatto che la partenza è al mattino presto, certamente per evitare il gran caldo siculo che, altrimenti, stroncherebbe le gambe a tanti podisti. Ma la vera particolarità di questa manifestazione consiste nel fatto che i podisti non possono utilizzare strumenti di geolocalizzazione e/o misuratori del tempo e dello spazio, nonché strumenti di riproduzione musicale. In pratica, i maratoneti corrono in una condizione di isolamento spazio-temporale con l’unico riferimento dell’alba. Quindi nessun gps, nessun orologio, nessun cartello chilometrico.

Naturalmente sono predisposti i cartelli per indicare la giusta strada ed i ristori, molto più frequenti di una maratona classica, ma localizzati casualmente, in modo da non dare indicazione al podista. Sempre a proposito dei ristori, sono stati sempre abbondanti e, con lo spirito di Filippide, erano costituiti da alimenti naturali, acqua e frutta secca o di stagione a farla da padrone. Volontari in numero più che sufficiente e gentilissimi!

Filippide, infatti, non avrebbe trovato altro lungo la sua strada e, certamente, non avrebbe avuto indicazioni spazio-temporali o la musica a fargli compagnia. In pieno spirito, quindi, la manifestazione ha cercato di ricalcare le orme dell’ateniese. Non troverete, dunque, pacco gara o premi, la medaglia viene prodotta in materiali naturali e riporta l’iniziale “F” in greco. Si abbina alla medaglia un diploma che riporta il tempo impiegato e la posizione in classifica. A questo proposito, ricordiamo che è una maratona omologata ed il tempo viene correttamente registrato dai giudici.

La sensazione dunque provata durante la gara è totalmente diversa rispetto alle consuete maratone dove sappiamo tutto e tutto è programmato: sappiamo la velocità a cui dobbiamo viaggiare, quanto manca alla fine o al ristoro, facciamo calcoli su calcoli. In questa maratona invece è tutto da gestire, non sai il ritmo gara e quindi non puoi esagerare oppure magari stai andando troppo lento, la sensazione è che i 42km non finiscano mai anche se poi scopri all’improvviso appena vedi il faro sul mare che ormai ci sei. E’ strano, diverso. E per questo forse ancora più emozionante e bello, sicuramente da provare. La mente è sicuro più libera, bisogna ascoltarsi molto di più, capire come si sta procedendo e avere convinzione totale di arrivare in fondo.

Il percorso scende dolcemente verso il mare, il paesaggio è molto bello e si transita anche all’interno del Castello di Donnafugata. Si tratta di un percorso per lo più asfaltato ma con brevi tratti di sterrato discretamente impegnativo.

Durante la gara, giudici travestiti da runner partecipano silenti alla competizione, per individuare eventuali “furbetti” che abbiano strumenti tecnologici a supporto. Non sono presenti corridori imbucati, pare che su questo aspetto l’organizzazione sia stata molto severa in passato, ottenendo il giusto risultato.

La consegna dei pettorali avviene in uno dei numerosi musei per i quali Chiaramonte Gulfi è famosa, musei che è possibile visitare gratuitamente esibendo il pettorale. Noi abbiamo visitato quello degli strumenti musicali ed abbiamo beneficiato anche di una guida.

Il deposito borse è stato ben organizzato, ampio e protetto. Poiché si tratta di una maratona in linea, sono state organizzate anche le navette di cui si poteva usufruire con un prezzo simbolico.

Costo pettorale e viaggio – Il costo del pettorale è esiguo ed i servizi offerti lo giustificano, anzi a dirla tutta non sembra che possano coprirli. All’arrivo, infatti, un ristoro finale eccezionale ed un buono per un gelato in piazza completano lo straordinario senso di ospitalità. Si può arrivare in aereo, atterrando al vicino aeroporto di Comiso a Ragusa oppure a Catania, o in auto. Noi siamo arrivati in auto e, ai classici costi, abbiamo dovuto aggiungere quelli del traghetto (circa 75 euro a/r).

Attenzione al fatto che la gara è cresciuta tantissimo e che è previsto un numero massimo di partecipanti, se volete esserci iscrivetevi per tempo.

GIUDIZIO GLOBALE – Ottima organizzazione, non possiamo che complimentarci con Mimmo e la sua società per averci fatto sentire la vera ospitalità e per il lavoro svolto negli anni per far crescere una manifestazione alla quale consigliamo, ai maratoneti, di partecipare almeno due volte nella vita, la prima per arrivare alla “Casa del Commissario Montalbano” e la seconda, in coincidenza con le Olimpiadi, per arrivare in un tempio greco.

E’ scontato dire che, al termine della gara, vi troverete in una regione meravigliosa da tutti i punti di vista, godetevela!

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