C’è una 12 ore con tanti chilometri in più. Quale e perché?

Capita per caso di guardare una classifica di una gara di ultramarathon a tempo, una 12 ore, una di quelle senza finish-line. Vince chi percorre più chilometri in un periodo di tempo prestabilito.

COME FUNZIONA – In genere si corre sempre sullo stesso anello e con un chip viene misurato il numero di giri. Di solito poi quando la gara sta per terminare allo scoccare della dodicesima ora (scandita, in genere, da uno sparo che avvisa e da uno che segna la fine della competizione) ad ogni partecipante viene chiesto di lasciare il proprio pettorale nel punto in cui si trova. Vengono, quindi, misurate le distanze dall’inizio del giro per poterle sommare al numero di giri registrati dal chip. Addizioni e moltiplicazioni e la classifica viene facilmente stilata.

Generalmente, i partecipanti lamentano una discrepanza, un difetto di km registrati rispetto a quelli riportati in classifica. Si tratta di un errore del gps ma, naturalmente, fa fede la misurazione ufficiale.

E se capitasse il contrario? Se invece il giro non fosse misurato correttamente o per un caso i chip sbagliassero a calcolare i giri?

Abbiamo analizzato la classifica della 12 h di Franciacorta disputatasi lo scorso 13 Aprile, si svolge su un giro asfaltato e pianeggiante di 1366 metri a Provaglio d’Iseo (Bs). La classifica finale riporta 90 concorrenti, di cui 66 uomini e 24 donne.

Ad una analisi rapida saltano all’occhio numeri interessanti, soprattutto i primi uomini e donne hanno corso per una distanza notevole. La curiosità ha portato ad una analisi più approfondita, fatta di numeri ed è emerso un dato sorprendente: tra i 66 uomini, ben 28 hanno realizzato il proprio personal best così come ben 8 tra le 24 donne.

Si tratta, quindi, del 42% degli uomini e del 33% delle donne o, se volete, del 40% dei partecipanti. Questo sì che è un record, perché è davvero insolito che il 40% di tutti i partecipanti possano migliorare la propria miglior prestazione in una singola gara in un solo giorno.

LE DONNE – Se entriamo nel dettaglio, 8 delle 24 donne in classifica non hanno uno storico di partecipazione ad una 12 ore, erano esordienti in questo tipo di competizione, pertanto se le escludessimo dall’analisi risulterebbe che 8 su 16 hanno migliorato la propria prestazione, cioè il 50%. Il record, così come il MISTERO, è ancora più grande.

GLI UOMINI – Analogamente, 16 dei 66 uomini erano alla loro prima partecipazione, anche qui se li escludessimo avremmo che il 56% (28 su 50) hanno realizzato il proprio personal best. Ora più che di record potremmo parlare di vera MAGIA.  

QUANTI KM? Parlando in chilometri, in media le donne si sono migliorate di 9,5 km mentre gli uomini di circa 11 km. Osservando la tabella sottostante che riporta tutti i primati realizzati quel giorno fa scalpore ad esempio che tra gli uomini vi siano differenze e miglioramenti anche di 20, 28 o addirittura 34km. Come è possibile che una persona abbia fatto la 100km del Passatore in oltre 17 ore ed in una 12 ore di poche settimane prima percorra ben 87,5km?

Tra le donne invece abbiamo miglioramenti di 11, 18 o 22km, davvero non male passare dai 70km ai 91,5km considerando che sulla 100km si ha un crono medio di 15 ore. Qualcosa non torna.

E’ possibile che ci sia stato un errore da qualche parte?

Forse un errore di calcolo del numero dei giri e/o di misurazione del percorso?

Come al solito non intendiamo accusare nessuno nello specifico ma ci pare corretto dare rilievo a queste discrepanze, ovviamente la redazione di Runtoday è a disposizione anche dell’organizzazione per andare a misurare il percorso e a fare verifiche più approfondite.

3 Commenti

  1. Paolo Ravioli 24/07/2019
  2. Ivan 24/07/2019
  3. giuliano 25/07/2019

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