Sara Meloni, 7 anni fa il record dei 5 km (e non solo) su strada. Ma non è pericoloso?

La 5 km su strada alla Borgo By Night di Finalborgo ha visto tra le fila dei partecipanti Sara Meloni, 7 anni, ed il suo allenatore, nonché papà, Piernicola Meloni.  Sara ha abbattuto il record sui 5 km su strada, che per le bambine di 7 anni apparteneva alla olandese Celine Struijvé, registrato a Deventer il 14 aprile 2019 con 22 minuti e 51 secondi, facendo registrare un crono di 22 minuti e 34 secondi.

Sara ha dato ampie prove delle sue velleità podistiche, lo scorso 1 Maggio 2019 a Borghetto Santo Spirito aveva corso la distanza di 10 km su strada in 44 minuti e 44 secondi, un crono straordinario se si considera che lei stessa aveva corso in 50 minuti questa stessa distanza e che la consacra detentrice del primato europeo. In precedenza, il record apparteneva ad una bambina svedese, Midea Allard, che a 7 anni corse i 10 chilometri in 47 minuti e 58 secondi, a Göteborg il 31 dicembre del 2015. Incredibile ma vero, con il nuovo tempo di 44 min e 44 secondi Sara diventa campionessa del mondo di questa distanza non solo nella sua categoria ma fino agli 11 anni di età.

Si tratta di un amore nato tra le mura domestiche in quanto sia la madre che il padre amano l’atletica e Sara, infatti, partecipa anche a competizioni di marcia. Sara è ormai ben conosciuta perché da diversi anni, con qualsiasi condizione climatica e con una costanza invidiabile, nei mesi invernali prepara le gare di marcia e corre sul lungomare di Borghetto, mentre d’estate si allena in campagna o sui monti di Loano, accompagnata dal padre e dalla mamma in bici.

E’ evidente che Sara rappresenti un connubio tra prodigio e costanza, accompagnati da tanto entusiasmo e abilità tecnica di chi la segue.

Ma siamo proprio sicuri che di questi risultati strabilianti si possa essere solo soddisfatti?

Il padre di Sara ha dichiarato che alla Borgo by Night Sara ha partecipato in un momento di pieno carico e rinunciando al giorno di riposo. Se questo è un “male” per un adulto, possiamo solo immaginare quanto possa essere deleterio per una bambina di soli 7 anni. Mentre suo padre riferisce che le sue straordinarie doti le permettono di recuperare e non andare incontro ad infortuni, c’è chi pensa che deve pur esserci una ragione per cui l’avvicinamento a queste distanze proceda per gradi. Non sono tanti i casi (e forse anche questo la dice lunga) di bambini proiettati in un mondo di podisti adulti, non tanti da poterne ricavare una analisi statistica di come lo sviluppo della muscolatura, delle ossa e delle articolazioni di un bambino possa essere modificato da questo tipo di attività così intensa.

Fa davvero bene ad una bambina correre magari 50km alla settimana?

Sebbene il padre affermi che Sara si diverta molto, bisogna considerare l’ipotesi che questo non accada sempre. Sara, infatti, si allena con qualunque condizione climatica e per tutto l’anno, pertanto la possibilità che non sia sempre desiderosa di farlo è piuttosto concreta.

A chi di noi runner non è capitato di non aver voglia di uscire ad allenarsi? Di aver voglia di coccolarsi al calduccio in inverno o riposare d’estate su un lettino a bordo piscina. E’ vero che senza allenamento non si ottengono risultati, ma un adulto è certamente in grado di discriminare meglio quando concedersi una pausa. Sara, invece, è allenata dal papà, che certamente si comporterà prima da genitore e poi da allenatore, ma inevitabilmente Sara seguirà le sue “direttive” fidandosi totalmente di lui.

Inoltre, Sara è circondata così solo da un mondo di adulti, mentre sarebbe bene che facesse allenamenti con suoi coetanei, per divertirsi insieme, per creare spirito di squadra. Questo è certamente possibile facendo anche atletica. Che non è running. Che non è solo corsa. Atletica è un’altra cosa, soprattutto a 7 anni una bambina dovrebbe provare tutte le discpline dell’atletica leggera. Dalla corsa semplice agli ostacoli, dai salti ai lanci per ampliare il suo bagaglio di atleta, di sportiva e di variazione fisica-muscolare, per non dire intellettiva per poi specializzarsi solamente tra qualche anno.

Senza contare ancora le aspettative, le sue e quelle di chi la circonda, che le potrebbero generare una pressione psicologica non da poco, una abitudine a vincere che potrebbe non perdurare, e non parliamo solo di corsa…

Auguriamo del nostro meglio a Sara e alla sua famiglia, e speriamo che in futuro partecipi a competizioni iridate. Ma c’è tempo. Che ora non corra solamente nel mondo degli adulti.

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