Dryarn®, lo abbiamo indossato per voi

Fibra Dryarn®: la indossano Marco Olmo nelle sue gare infinite e la giovane bergamasca Marta Zenoni quando corre in pista più veloce del vento, il team SouthGardaBike composto da Paola Pezzo, Gilberto Simoni, Paolo Savoldelli, Claudio Chiappucci, Francesco Moser, senza dimenticare Marzio Deho, Mirko Celestino, Annabella Stropparo e Johnny Cattaneo, ma è anche l’ingrediente principale per tante storie di successo di sci, motociclismo, vela, tennis, calcio e tante attività all’aperto, e ancora pallavolo o equitazione.

E la sensazione generale è che Dryarn® (https://www.dryarn.com/) debba ancora sfoderare le proprie armi migliori.
Già partner di celebri aziende quali Acerbis, Macron, Colnago, Forcetek, CMP, Sixs, Montura, BV Sport, Oxyburn, Alterego, Outwet e tantissimi altri marchi di grande spessore, Dryarn® è un must per lo sport.

Noi di Runtoday.it abbiamo provato la canotta Outwet, sviluppata con la tecnologia Dryarn®, per una lunga pedalata ed una sessione di running. Sessioni molto ‘hot’ viste le temperature di questo periodo.

In entrambe le attività, la canotta Outwet che abbiamo indossato (https://www.outwet.it/prodotto/completo-intimo-tecnico-estivo-uomo/) è stata una valida alleata, nonostante il caldo afoso ci ha permesso di rimanere asciutti. Il capo, infatti, è in grado di assorbire (all’infinito!) copiose quantità di sudore attraverso la traspirazione, garantita da un veloce flusso che permette di rilasciare il sudore rapidamente verso l’ambiente. Questa azione, definita triboelettrica, è fondamentale quando si passa da punti soleggiati ad altri ombrosi. Grazie a questa caratteristica, è eccezionale anche nei periodi più freddi, quando diventa necessario dotarsi di un abbigliamento che preveda più strati, funzionali a mantenere un alto livello di comfort (approfondisci QUI http://runtoday.it/2019/04/19/dryarn-il-segreto-dei-grandi-campioni-nella-tua-etichetta/).
In termini di peso, la canotta Outwet non solo è molto leggera (almeno 30% meno pesante di un capo equivalente) ma, essendo molto isolante, può essere utilizzata senza la necessità di ulteriori strati, consentendo quindi una ulteriore riduzione del peso degli indumenti indossati ed una migliore traspirabilità.

Leggera, confortevole, grazie al suo straordinario meccanismo di traspirazione mi ha isolata dal caldo. Non vedo l’ora di utilizzare capi realizzati in Dryarn® in inverno per beneficiare di questa seconda pelle. L’altra buona notizia è che per una volta il comfort non danneggia l’estetica, fa sapere Daniela De Stefano, campionessa italiana Fidal ultramaratona 100km nel 2018 – così come Cesare Monetti, maratoneta e triatleta, direttore di Runtoday: “Sensazione primaria di leggerezza, intesa sia come peso proprio del capo di abbigliamento, che di freschezza. I tanti fori permettono all’aria di arrivare sulla pelle, sia pedalando che correndo e la sensazione è si di sudare ma di non avvertire questo sudore, di non sentirlo addosso, come se venisse disperso entro pochi secondi. Il corpo è proprio isolato, ‘viaggia’ sempre alla stessa temperatura e questo fa sì che le prestazioni atletiche siano sempre al proprio massimo”.

Cura del capo: si può lavare facilmente in lavatrice, a basse temperature e senza particolari precauzioni, non serve stirarlo, dura nel tempo e, naturalmente, si asciuga facilmente!

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