DOPING, ora confessa: “Mi sono iniettato il Bentelan prima della gara. Mi sono dopato”

di Cesare Monetti

Siamo arrivati al punto che fare uso di doping non è più nemmeno una pratica da nascondere.

Di recente compare un articolo online in cui il protagonista, dopo un preambolo in cui spiega le sue problematiche di salute (che se fossero così gravi non sarebbe meglio evitare di correre?), ammette tranquillamente di far uso di cortisone per prevenire la sintomatologia allergica. L’atleta afferma “Il mio salvavita è il cortisone: con due millilitri di Bentelan i sintomi allergici spariscono per almeno dieci giorni”, quindi se il cortisone può prevenire sintomatologie patologiche per dieci giorni, bisogna pensare che sia in grado anche di migliorare le prestazioni atletiche per un certo tempo.

Ed infatti, lo stesso correda questa confessione con tanto di prove cronometriche e afferma di aver corso la 6 ore di Monselice sotto effetto del cortisone “Ma la prestazione degna di nota è stata alla sei ore di Monselice, 48 chilometri sotto l’acqua pari a 114 giri nella corsia di una pista di atletica lunga 422 metri, munito di k-way antipioggia/antivento, cappellino con visiera e maglia a maniche lunghe che ogni tanto strizzavo per alleggerirla dall’acqua piovana. Grande impresa quindi, ma con un piccolo dubbio che prego di non divulgare per evitare che giunga all’orecchio di qualche inflessibile giudice Fidal: quest’anno i sintomi allergici sono comparsi a metà maggio e, per evitare rischi, mi sono fatto l’iniezione di Bentelan due giorni prima della sei ore in pista. Mago della pioggia? Sì, ma un po’ dopato”.

Sconcertante, a dir poco, è che pur di pubblicizzare la propria impresa si sia disposti ad ammettere l’uso di un farmaco proibito, come fosse la normalità. Ancora più sconcertante è che, dopo le diverse centinaia di maratone che dichiarano di aver fatto, non conoscano ancora il regolamento.

Chiariamo, magari una volta per tutte, che non è affatto vero che siano controllati solo i top runner, si veda, uno fra tutti, il recente caso di Tania Caldarella (http://runtoday.it/2019/04/18/doping-sospesa-tania-caldarella-trovata-positiva-a/), non certo una vincitrice, probabilmente colpevole di ignoranza del regolamento.

PROCEDURA TUE – Ciascun podista, all’atto della sottoscrizione della tessera FIDAL, implicitamente accetta di partecipare alle competizioni seguendo le regole. L’argomento doping è stato recentemente dibattuto ampiamente, a causa di recenti e gravi casi che sono stati riscontrati nella comunità podistica. Se ciò non bastasse, il sito http://www.nadoitalia.it/it/nazionale-sportiva.html riporta in maniera precisa come prevenire le sanzioni legate all’ignoranza del regolamento. Vero è che la procedura TUE, attraverso la quale vengono riconosciuti gli usi legittimi di farmaci dopanti, è piuttosto lunga e laboriosa. A ben vedere, per i podisti della domenica, non professionisti, sembrerebbe utile nel caso di patologie croniche (come asma, allergia, ipertensione ed altre), laddove il podista non può fare a meno del farmaco e altrimenti dovrebbe evitare di correre. In tutti gli altri casi, malanni passeggeri, forse la soluzione ideale è evitare di partecipare alle competizioni, non si farebbe in tempo, ad esempio per una influenza, a richiedere la TUE e, partecipando, si rischia la squalifica.

Chiariamolo subito: A nulla serve portare un certificato medico il giorno della gara e magari renderlo noto ai giudici Fidal. Questa non è la procedura corretta, in caso di controllo antidoping si rischia la squalifica.

Forse le associazioni podistiche potrebbero iniziare a pensare ad una formazione del proprio podista, per prevenire i casi in cui l’involontarietà porta alla squalifica in un mondo dove i furbi sono ormai così tanti da stentare a credere alla buona fede anche quando questa sarebbe fuori di dubbio.

Questa la confessione dell’ultramaratoneta sul sito ufficiale Club Supermarathon.

Premessa autobiografica. Fin dalla tenera età ho sofferto di una grave forma allergica causata dai pollini di graminacee e asteracee, due erbacce primaverili che ogni anno diffondono i loro veleni nell’atmosfera da inizio maggio a fine giugno LEGGI QUIhttp://www.clubsupermarathon.it/ultramaratone/4522-sei-ore-in-pista-di-monselice-il-mago-della-pioggia-un-po-dopato.html?fbclid=IwAR29utx9NbDQkwA-Y5UhTbkVTiibZvQpF5p2vqUpG7k3P-7qGUZ3X6Fg8Ik

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