100KM PASSATORE: Squalificato, un anno dopo il passaggio in auto si scusa e confessa. Ma è sincero?

di Cesare Monetti

Alla 100 km del Passatore del 2018 Luca Gelati conclude la gara facendo registrare parziali di tempi degni quasi del migliore Calcaterra.

Ma questa non è più una notizia.

O meglio…della sua squalifica si era saputo, ma se ne parlava sottovoce, diversamente da tutti gli altri casi dello stesso tipo.

Luca è ufficialmente squalificato dalla gara ed escluso dalla classifica, ma lui dice in giro che non è vero, che c’è un errore prendendo in giro sé stesso e tanti amici. E non subisce così ulteriori sanzioni disciplinari.

Luca per tutto un anno corre tutte le domeniche, viene preso sotto l’ala dei Pacer Gli Originali, un gruppo di volontari che, con grande professionalità e spirito sportivo, sacrifica la propria gara per garantire un ritmo di gara a chi voglia seguirli. Luca conquista nel 2018 addirittura il titolo di “miglior pacer dell’anno”.

Luca non ha mai confessato di essere salito in macchina al Passatore del 2018. Alcuni conoscono la storia nei dettagli, perché solo quello che non si fa non si sa e capita che una persona la racconti ad un’altra e così via.

Luca non l’ha ancora raccontata, ma ha corso il Passatore 2019, si vocifera addirittura che abbia corso con un pettorale in omaggio-gratuito e se fosse vero sarebbe gravissimo: premiare un autostoppista non sarebbe una bella immagine.

Luca nei giorni precedenti al Passatore 2019 ha avuto la faccia tosta di pubblicizzare la sua presenza dicendo a tutti che avrebbe fatto il Pacer delle 18 ore con tanto di palloncini in bella vista, invitatava tutti a seguirlo, come fosse un bell’esempio da seguire colui che solo un anno prima aveva barato. Il problema è che gli stessi organizzatori di pacer non ne hanno mai utilizzati e mai hanno voluto averli. In pratica si mette in bella mostra e sfrutta per una sua pubblicità personale privata l’immagine della 100km del Passatore invece di abbassare la testa e battere i piedi fino al traguardo in silenzio.

Poche ore prima della gara, grazie anche a Runtoday LEGGI QUI L’ARTICOLO e a diversi post su facebook accusatori, si fa strada la notizia che Luca lo scorso anno ha barato, Luca si indigna e scrive che si tratta di una illazione.

Sorvegliato speciale per il 2019, corre e arriva al traguardo sotto le 19 ore, ma probabilmente la lunga notte del Passatore lo conduce a più miti consigli e confessa la malefatta del 2018 con un post che è durato sulla sua pagina facebook solo poche ore. Riceve sia consensi che insulti, poi cancella il post, così chi non lo ha letto non ha modo di esserne sicuro, oppure come dice lui, per lasciarsi tutto alle spalle.

La prima questione è spinosa: Luca avrebbe mai confessato se non fosse stato messo alle strette? Sembrerebbe quasi che abbia confessato per evitare una gogna mediatica, ma queste sono supposizioni.

La seconda questione, ancora più spinosa, è se sia giusto che questa confessione sia giudicato un bel gesto. In altri termini, Luca ha commesso un reato (e non lo ha neppure confessato, nemmeno ai propri amici più stretti ingannandoli e dicendo bugie per un anno intero) ma non ha scontato nessuna pena, a differenza di Domenico Mirra e Flavio Taverna (per citarne alcuni), anzi, ha continuato imperterrito a correre moltissime gare, persino da pacer.

A quanto sembra, lui avrebbe atteso di correre il Passatore 2019 per liberarsi di questo peso e lavare col sudore la macchia del reato. Incline con questa tesi, dopo aver rilasciato la sua dichiarazione, anche il post è sparito, proprio per lasciarsi tutto alle spalle.

Luca, quindi, ha deciso nel 2018 di commettere un reato e ha anche stabilito come scontare la pena, peccato che non corrisponda affatto a quella che avrebbe dovuto scontare se la giustizia avesse seguito il normale corso…

Va perdonato e abbandonato all’oblio per sempre il suo gesto o l’ombra nera del suo passaggio in auto rimarrà per sempre un gesto nel suo curriculum di sportivo e di uomo?

One Response

  1. Simona 31/05/2019

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