London Marathon, favoloso Kipchoge!

Poker di Kipchoge con il record della corsa di 2h02:37.

Vittoria e poker londinese per il primatista del mondo Eliud Kipchogein 2h02:37, seconda prestazione assoluta sui 42,195 km, secondo l’etiope Mosinet Geremew 2h02:55 (record nazionale sottratto a Kenenisa Bekele), terzo il connazionale Mule Wasihun in 2h03:16, entrambi col miglior crono all-time per un secondo e un terzo classificato. Quinto Mo Farah, vicinissimo al proprio record europeo in 2h05:39, preceduto anche dall’altro etiope Shura Kitata (2h05:01). Gara donne vinta dalla keniana Brigid Kosgei in 2h18:20, settima prestazione all-time davanti alla vincitrice uscente Vivian Cheruiyot (2h20:14) e alla etiope Roza Dereje (2h20:51).

Questi i passaggi di Kipchoge: 14:23, 29:01, 43:42, 58:25, 1h01:37, 1h12:38, 1h27:04, 1h41:55, 1h56:20. Il keniano ha guidato per tutta la corsa assieme a un nutrito gruppo di avversari, rimasti in quattro dopo due terzi di gara (con Geremew, Kitata e Wasihun) e in tre negli ultimi cinque chilometri (staccato Kitata). Rachik è rimasto sempre nel gruppo dei migliori inseguitori dei leader, attorno alla decima-tredicesima posizione, arrivando nel tratto finale a superare prima l’ex primatista del mondo Wilson Kipsang, poi lo scozzese Callum Hawkins, a lungo in duetto con Rachik nella gestione della gara.

C’è gloria anche per i coprotagonisti della grande maratona di oggi: l’etiope Mosinet Geremew, secondo in 2h02:55, ha tolto il record nazionale a Kenenisa Bekele e diventa il secondo performer di sempre scendendo sotto il vecchio record del mondo di Dennis Kimetto (2h02:57), limato di ben oltre un minuto a Berlino da Kipchoge in 2h01:39 lo scorso anno. Settima prestazione all-time per il terzo classificato, l’altro etiope Mule Wasihun, in 2h03:16. Per entrambi il “best ever place” per un secondo e un terzo classificato. Il succo del duello tra Kipchoge e Mo Farah è andato via via scemando dopo che il britannico ha perso metri importanti rispetto al keniano. Per Farah il quinto posto in 2h05:39, non troppo lontano dal record europeo di 2h05:11 che detiene dalla maratona di Chicago, e la magra consolazione dell’ennesimo “european best” stabilito al passaggio del 25simo chilometro in 1h27:28, tre secondi più veloce del transito londinese del 2018.

Nella gara femminile la vittoria va a una delle favorite, Brigid Kosgei in 2h18:20, settima prestazione di sempre (nona assoluta) e primato personale che abbassa il 2h18:35 con il quale la keniana si era imposta nell’ultima maratona di Chicago. Vittoria suggellata in progressione, ispirata dopo il 25esimo chilometro dall’azione della Kosgei e della vincitrice uscente Vivian Cheruiyot, battuta ma seconda in un eccellente 2h20:14. Impressionante la seconda parte di gara della Kosgei, un 1h06:42 mai visto dopo una prima parte condotta in un più che saggio 1h11:38. Crono superlativi anche per la terza, l’etiope Roza Dereje (2h20:51), Gladys Cherono (2h20:52) e per la grande sconfitta Mary Keitany (2h20:58), che ha fallito l’ipotesi di poker di vittorie sul Tamigi, riuscita invece a Kipchoge. Sesta l’esordiente statunitense Emily Sisson in 2h23:08, settima la veterana 42enne australiana Sinead Diver in 2h24:11. Prima delle europee, ottava, la portoghese Rocha in 2h24:47. In totale, quindici specialiste sotto le 2h30.

Fonte: FIDAL
Marco Buccellato

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