Alice Betto torna in gara: “Ogni rientro è sempre più bello e ho sempre più voglia”.


L’azzurra, testimonial Sziols Sunglasses, sabato impegnata a Bermuda, tappa World Series

Alice Betto is back. Ancora una volta, l’ennesima. Dopo un’altra sosta che l’ha tenuta qualche tempo  ferma dalle gare e dagli allenamenti l’azzurra torna questo sabato 27 Aprile in gara a Bermuda.

“Rientro in gara per questa seconda tappa del World Triathlon Series, ad Abu Dhabi nella tappa d’esordio non ho potuto gareggiare, non stavo ancora bene – fa sapere Alice Betto, atleta testimonial Sziols – Oggi non sono al massimo della forma, ma c’è tanta, tantissima voglia di esserci e poi da qualche parte bisogna pur iniziare”.

Incontrerà atlete di grande livello, Gran Bretagna in forze con Holland, Stanford, Learmonth Taylor-Brown; al via anche le americane Zaferes e Spivey, la francese Beaugrand, il trio giapponese Ueda, Ide, Takahashi, l’australiana Gentle mentre sarà assente la beniamina di casa Flora Duffy, ancora alle prese con i postumi di un infortunio al tendine.

Per l’atleta lombarda, che da qualche anno vive a Roma, amante di pizza e gelato, di danza classica e nuoto, laureata all’Accademia di Brera il passato è glorioso con uno splendido podio, 3^ posto, ad esempio nel 2017 a Leeds sempre in World Series, e ancora una medaglia di bronzo agli Europei di Kidzbhuel sempre nel 2017, ma anche doloroso e frammentato con tante soste per infortuni vari.

Anche questo inverno ancora ferma, cosa è accaduto?

“A gennaio mentre entro in raduno ho accusato una micro frattura da stress al perone, è seguito un periodo di due mesi e mezzo senza corsa e senza fare carichi in bici. Una sosta non da poco in un periodo cruciale della preparazione”.

Con che spirito sarai in gara sabato?

“La storia mi ha insegnato che quando ho meno aspettative mi sento più leggera e do il meglio. Cerco belle sensazioni, consapevole dei miei limiti di questi giorni dettati da una preparazione limitata, con l’obiettivo di arrivare al top della forma nelle gare successive”.

Come giudichi le due tue ultime stagioni?

“Il 2017 è stato positivo, sono molto soddisfatta. Nel 2018 ho posizionato l’asticella ancora più in alto, come normale che sia ma non tutto è andata come doveva. Ora si rientra, ma ogni volta che riparto mi sembra sempre più bello, forse la continuità alla fine ti appiattisce e non ti accorgi più dei brividi che questo magnifico sport ti sa regalare”.

Tokyo 2020 è già nel mirino?

“Certamente sì. Si cercano i punti di qualificazione che sono possibili fino a maggio 2020. Il livello italiano è cresciuto molto e noi atlete siamo costrette a dare sempre il massimo. Una concorrenza interna che ti porta ad avere più qualità e che non ti dà una qualificazione scontata per le Olimpiadi. C’è da lavorare e tanto”.

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