QUEI BUCHI IN CLASSIFICA ALLA MARATONA DI ROMA? COSA SONO?

Spazi vuoti e ‘buchi’ in tanti nomi dei partecipanti stranieri in classifica ufficiale della Maratona internazionale di Roma andata in scena domenica 7 Aprile.

E’ questo quello che si evince scorrendo i quasi 9000 nomi presenti nella lista online e pubblica. Quel ‘vuoto’ alla voce ‘Società sportiva’ che fa venire più di un dubbio. Per gli italiani c’è menzionata la Asd di appartenenza affiliata a Fidal, per tanti c’è la RunCard, per gli stranieri c’è ancora RunCard per alcuni mentre non vi è ‘nulla’ per tanti altri.

Cosa significa questo vuoto? A prima vista e salvo smentite sembrerebbe che questi runner provenienti dall’estero abbiano gareggiato senza RunCard e di conseguenza senza certificato medico andando contro i regolamenti. Perché su alcuni stranieri c’è RunCard e su tanti altri non c’è niente?

Organizzatore principale della Maratona internazionale di Roma quest’anno è stata direttamente la Fidal, ovvero colei che fa i regolamenti che tutte le altre competizioni italiane, grandi o piccole, si devono attenere. Il pensiero, ma è solo un pensiero, è che proprio in questa occasione di organizzazione diretta non sia stato tutto fatto a regola d’arte. E’ solo un pensiero e non una certezza, ma il dubbio c’è ed è forte.

Forse in tanti hanno dunque corso senza certificato medico?

L’annoso problema del certificato medico è un aspetto fondamentale, anche se sarebbe bene dire ‘è un grande limite’ allo sviluppo principale delle nostre maratone. Se meravigliose città italiane come Roma, Firenze, Venezia, Milano fanno al massimo 8mila partecipanti e non 30-40mila come mediocri città estere è colpa quasi esclusivamente del certificato che all’estero non viene usato e che gli stranieri non hanno e non possono fare nel loro Paese. E quindi in Italia non riescono ad iscriversi.

L’aspetto positivo ora è che forse la Fidal organizzando direttamente la maratona abbia vissuto sulla propria pelle questo problema non potendo far iscrivere migliaia di runner esteri e quindi finalmente si adoperi nell’immediato futuro ad eliminare questa regolamentazione restrittiva che blocca i grandi numeri. Bloccare i partecipanti è grave e costoso per tutti noi: blocca turismo e indotto economico che potrebbe esplodere, blocca grandi aziende e sponsor che vedendo 40mila iscritti scenderebbero in campo a sponsorizzare gli eventi. Insomma ora è tutto limitato. Stiamo vivendo sottodimensionati.

Però forse rimane il dubbio che domenica 7 Aprile qualcuno abbia chiuso un occhio, magari usando quella bella frase ‘Chi controlla il controllore?

Cioè…chi può verificare realmente come Fidal abbia gestito le iscrizioni?

Potremmo poi parlare ampiamente del fatto che la Federazione organizzi una gara direttamente andando a fare concorrenza totale ad un’altra gara (Milano Marathon…) anzi altre gare visto che domenica 7 diverse erano tante le competizioni Fidal su strada in Italia, eventi sportivi tutti questi che pagano una tassa assai onerosa proprio a Fidal. Cioè pagano e hanno concorrenza diretta.

Potremmo anche parlare anche di RunCard che a sua volta gestita da Fidal toglie tesserati e fa concorrenze alle società sportive…che sono Fidal e pagano tasse alla Fidal.

Potremmo sì…ma non è questo il momento anche se tutto è collegato. Ora vorremmo solo sapere cosa sono quelle caselle vuote a centinaia di nomi esteri in classifica. …magari ci sbagliamo …però…il dubbio…

8 Commenti

  1. Tonino 13/04/2019
  2. Ugo tetti 13/04/2019
    • Pasquale 13/04/2019
  3. Stefano Badii 13/04/2019
  4. Sebastiano 13/04/2019
    • Cesare Monetti 13/04/2019
  5. Gigi 13/04/2019
  6. Adamo 14/04/2019

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