Che brutta figura col mondo: solo 8.500 arrivati per la più numerosa gara italiana 2019

di Cesare Monetti

8500 arrivati alla RomaOstia di domenica scorsa e questo con ogni probabilità potrebbe diventare il migliore risultato di runner che tagliano il traguardo in una gara italiana del 2019. Sì, il totale massimo raggiungibile. Maratone, half marathon, 10km competitive comprese. Perché la nuova Maratona Internazionale di Roma del prossimo 7 Aprile ha già dichiarato che non accetterà iscritti oltre le 10.000 unità, ciò significa che circa saranno 8000 o poco più gli arrivati. Milano, nella stessa data, potrà senz’altro crescere e glielo auguriamo ma difficilmente supererà anch’essa le 8000 persone al traguardo. Tra le grandi potrebbe esserci Firenzemarathon che se superasse magari le 9000 presenze diventerebbe per il 2019 sia la maratona che la gara più partecipata d’Italia. A fine novembre scorso tagliarono il traguardo a Firenze in 7.606, auguriamo a Firenze il meglio, ma superare le 9000 persone non sarà facile.

Numeri piccoli questi elencati, noi italiani le chiamiamo ‘grandi eventi’, però sono gare dalla partecipazione molto scarsa rispetto a quanto accade nel mondo dove spesso ci sono 30-40mila persone al via. Noi ci rallegriamo e facciamo festa se arriviamo a 8500 presenze. Tra l’altro in calo. RomaOstia tanto per rimanere sull’attualità ha fatto 722 persone in meno rispetto all’anno scorso, ben 2813 in meno rispetto al 2014, anno del suo record presenze. Siamo sugli stessi numeri del 2010 quando a Ostia arrivarono 8.505 persone. In pratica uno stallo totale se non vogliamo parlare di calo. Cosa che sta accadendo in tante, tantissime gare italiane. La colpa non è certo del GS Bancari Romani che ci ha messo l’anima. Il problema è ben più grave e di livello nazionale.

Ancora si deve pensare che a giugno non si svolgerà la Mezza maratona in notturna che contava 3500 finisher e che tanti atleti romani appresa la notizia in settimana scorsa si sono in fretta e furia iscritti alla RomaOstia, con ogni probabilità gli 8500 forse sarebbero stati qualcosa in meno ancora.

Ma di chi è la colpa di questo calo? Di sicuro la Fidal è una forte responsabile per diversi motivi, in primis sul discorso certificati medici e anche perché insieme all’Amministrazione comunale romana hanno prima bloccato la Maratona di Roma che bene o male garantiva circa 12-13mila finisher ogni anno con il record fissato nel 2014 a 14.900 arrivati e poi ha fatto scomparire appunto la Mezza maratona serale di giugno.

Come fa una Federazione a pensare di fare cassa organizzando praticamente due gare nella Capitale (maratona e Roma Pacis di settembre) facendo concorrenza sleale? Come fa a non ascoltare tutti gli organizzatori italiani che invece chiedono che venga eliminata la norma del certificato medico obbligatorio?

Come spesso accade in Italia si pensa al proprio piccolo orticello e si perde di vista il giro d’affari milionario che rimane completamente bloccato. Abbiamo le più belle città del mondo, da Roma a Firenze a Venezia potrebbero venire a correre in decine di migliaia attratti dalle bellezze artistiche, potremmo fare concorrenza a Parigi, Vienna, Berlino o Madrid ed invece i runner stranieri rimangono impantanati nel modulo d’iscrizione che richiede anche il certificato medico.

Poi sì certo c’è il fatto che in Italia siamo ben poco sportivi rispetto al resto d’Europa e del mondo, la domenica preferiamo il pranzo dalla suocera rispetto ad un giro di corsa, però è palese che gare ‘non competitive’ e dunque senza certificato medico attraggono facilmente 20-30mila persone come la Deejay Ten, la Color Run e diverse altre.

A denunciare il tutto c’è anche ad esempio Andrea Maggini, organizzatore da sempre della Maratona di Pisa che ancora ieri sul suo profilo facebook ha scritto il reale problema, che mi sento di condividere e che approvo e che riporto qui sotto.

In pratica, tirando le somme, è come se l’Italia che fa gare fosse una Ferrari con il limitatore automatico della velocità a 50 all’ora quando potrebbe sfrecciare a 200km /h con facilità e felicità. 8500 persone per la più grande gara italiana del 2019 è un numero ridicolo, in pratica una mezza tribuna di uno stadio di una inguardabile partita di calcio di serie C fa questi numeri tutte le sante domeniche. Siamo fermi, bloccati, con un giro d’affari che non sboccia e centinaia di posti di lavoro che non si creano…

Questo il post di Andrea Maggini:

“Roma-Ostia 8500 arrivati. Lo stesso giorno Mezzamaratona di Goteborg 42.000 arrivati, poi Parigi, Londra etc per altri 50.000 partecipanti a botta. Ma di cosa vogliamo parlare noi in Italia? La burocrazia delle tessere è letale!! Quanto quella dell’obbligo di certificazione medica porta a questo disastro. Dice la lobby della medicina sportiva italiana e di tanti dirigenti federali ottusi “ma ne va della loro salute!”. E come mi replicano sul fatto che in Italia, nelle maratone, sono deceduti atleti CON (!!!!) il certificato medico agonistico? Rispondo io che se bastasse la certificazione medica, avrebbero assegnato il premio Nobel alla medicina alla FMSI. Ma non è così. E’ la consueta gabella da dare a catene di professionisti. E visto che il problema decessi non si risolve ed i medici sono tutti sotto tiro dopo il caso Astori (deceduto prima di una partita), ecco analisi suppletive (al 99 x cento inutili!!!) anche da 500 euro l’anno con holter etc etc…. prima di rilasciare il certificato medico riparandosi il sedere (come medico sportivo che, ricordo, è figura sconosciuta in ogni altra parte del mondo). Insomma, la morte dello sport per tutti, se non paghi adeguatamente! Se non si torna al naturale gesto della corsa, magari autocontrollandosi e, semmai, dotandosi di una assicurazione personale, o con certificazione valida per 3 anni perlomeno, non ne usciremo più. Nel frattempo attendo che i ‘soloni’ richiedano anche il certificato medico per fare sesso con mogli ed amanti (seconda causa di infarto maschile) e per cacare tutti i giorni (prima causa di infarto per sforzo). Si perchè si tratta di ‘tassare’ le nostre vite, e correre è come respirare …. Andremo a correre tutti all’estero per un danno importante all’economia turistico sportiva italiana prima di tutto (gli stranieri non vengono e gli italiani scappano)”.

6 Commenti

  1. silvio 12/03/2019
  2. Mario Romagnoli 12/03/2019
  3. francesco 12/03/2019
  4. Francesco 13/03/2019
  5. caputo gennaro 13/03/2019
  6. Emanuele 17/03/2019

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