Maratona di Torino, gara al sicuro ma la polemica non si placa.

Non si ferma la querelle tra organizzatori presenti e passati degli eventi piemontesi: lo svolgimento delle gare è comunque al sicuro.

Team Marathon, con una lettera inviata alla Sindaca di Torino Chiara Appendino, fa chiarezza e risponde alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Luigi Chiabrera, presidente dalla Turin Marathon S.r.l., nelle settimane scorse.  Lo stesso Chiabrera qualche giorno fa aveva scrittto alla sindaca, chiedendo di intervenire per gestire la diatriba dopo aver dato le motivazioni che lo avevano portato a risolvere il rapporto con Team Marathon. Aveva anche accusato i suoi ex collaboratori di aver copiato i suoi eventi, cambiando loro il nome.

Per il 2019 tutto sta cambiando: la Maratona di Torino diventa ’42 km Team Marathon’ e la Tuttadritta si chiamerà ‘T Fast 10K’, in programma domenica 14 Aprile. Chiabrera detiene la proprietà dei vecchi marchi e aveva annunciato l’unione con Base Running. 

Questa la lettera aperta alla Sindaca da parte di Simone Oneglio, Alessandra Viano e Luca Vergnano, i tre soci titolari di Team Marathon:

Gent.ma Sindaca,

a seguito della lettera inviataLe dal signor Luigi Chiabrera e dagli articoli usciti in questi giorni sui quotidiani siamo a scriverLe la presente al fine di chiarire alcuni aspetti delle dichiarazioni fatte da chi ancora una volta cerca di utilizzare la Pubblica Amministrazione per scopi assolutamente privati di natura economica.

Team Marathon è una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata che è nata il 3 dicembre 2015 e formata da ex dipendenti e collaboratori della Turin Marathon S.r.l., licenziati (per usare un termine meno giuridico e più vicino alla realtà dovremmo scrivere lasciati a casa) il 31 dicembre 2015 dal signor Luigi Chiabrera, nel caso dei dipendenti con lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ovvero, e ci teniamo nuovamente a sottolinearlo, per cessazione di tutte le attività; ai collaboratori, invece, è toccato un modus diverso ovvero una semplice stretta di mano. 

Per meglio comprendere la nascita di Team Marathon è bene precisare che a maggio 2015 siamo stati convocati dal signor Luigi Chiabrera ad un incontro nel quale ci proponeva di entrare in società trasformando la nostra posizione da dipendenti e collaboratori ad amministratori delegati dell’azienda Turin Marathon, un chiaro tentativo di non pagarci più gli stipendi e di avere forza lavoro che portasse avanti le sue gare. Non accettando la “proposta” ha provveduto entro fine anno a mettere fine a tutti i rapporti contrattualizzati e non, proponendo come unica alternativa all’ASPI un affitto di ramo d’azienda.

Non vogliamo dilungarci descrivendo approfonditamente in questa lettera gli orari massacranti a cui siamo stati sottoposti per l’organizzazione degli eventi, ferie e permessi a cui spesso abbiamo rinunciato, ore lavorate (e non retribuite) che superano quelle contrattuali (in certi momenti si è arrivati anche a totalizzare il doppio delle ore mensili), famiglie sacrificate dai weekend passati in giro per il Piemonte e per l’Italia a fare promozione… Tutto questo per cosa? … Niente!

Delusi quindi e amareggiati ci siamo guardati negli occhi chiedendoci cosa avremmo potuto fare della nostra vita e a quel punto abbiamo deciso di andare avanti e di accettare. Perché, a differenza di quanto afferma il signor Luigi Chiabrera, siamo titolati ad organizzare gli eventi?Nel contratto oltre a marchi di proprietà di Luigi Chiabrera (non di Turin Marathon), strutture e spazi di Cascina Marchesa (3 uffici, manica spogliatoi e cortile interno) era previsto l’utilizzo esclusivo da parte di Team Marathon del codice della Federazione Italiana di Atletica Leggera TO118, di proprietà di Turin Marathon, in conseguenza del quale avremmo potuto operare attività in continuità alla gestione della stessa (all’epoca Turin Marathon Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata e da gennaio 2016 Srl) a cui erano ancorate le date, le licenze e le autorizzazioni.Il regolamento della Federazione Italiana di Atletica Leggera prevede che per poter cedere il proprio codice federale occorre da parte della società cedente operare una fusione o procedere allo scioglimento della stessa a favore della società subentrante. Non essendo perseguibile nessuna delle due strade, Team Marathon ha dovuto provvedere con le proprie forze e i propri mezzi ad ottenere date, licenze e autorizzazioni che ad oggi, proprio per questo, restano in capo a Team Marathon stessa.Veniamo descritti come persone che combuttano silenziosamente con FIDAL Piemonte, si prestano a plagi, generano confusione per indurre gli atleti a credere di partecipare ad eventi che non rispetteranno le aspettative. La verità invece è che siamo dei professionisti che si attengono a regolamenti ben precisi.La nostra attività, dopo la firma del contratto, si è subito scontrata con la realtà oggettiva dei fatti che già supponevamo: “l’ombra del Patron” con un’eredità di rapporti troppo compromessi per essere sanati in pochi mesi. Armati di pazienza ed umiltà ci siamo presentati dagli attuali partner istituzionali, sponsor e società sportive per farci conoscere e spiegare il nostro modo di vedere e vivere lo sport (una società nuova che antepone lo sport e gli atleti alle logiche di interessi personali).Come anticipato, negli ultimi due anni abbiamo dovuto ricostruire rapporti con società Torinesi che da anni risultavano assenti e che hanno deciso di tornare solo dopo aver ricevuto  assicurazioni e certezze sul cambio reale di gestione.I buoni rapporti… A tal proposito ancora oggi ricordiamo con dispiacere l’intervento fatto in qualità di “persona libera” (come lui stesso si è definito pubblicamente in quella circostanza) alla conferenza stampa di presentazione della 30^ Turin Marathon Gran Premio La Stampa tenutasi il 3 ottobre 2016 a Palazzo Chiablese dove alla presenza di Istituzioni, sponsor, atleti élite e pubblico ha potuto ancora una volta dar vita al suo spettacolo personale criticando la Federazione Italiana di Atletica Leggera Nazionale e Piemontese (rappresentata al tavolo dal Vicepresidente nazionale, Col. Vincenzo Parrinello), sponsor e Istituzioni stesse che erano presenti in quel momento, vanificando ulteriormente i nostri tentativi di ricucire rapporti.Tornando ai giorni nostri e al tema della presente, vogliamo precisare che la Turin Marathon Srl è una società NON affiliata ad alcuna Federazione Sportiva, Ente di Promozione Sportiva e non è presente nel registro delle società sportive del CONI quindi prima di interpellare la Pubblica Amministrazione sottoponendo problematiche inesistenti relative all’organizzazione di eventi, si dovrebbe avere la titolarità per farlo.

Invece assistiamo alla ripetizione di vecchie impostazioni figlie di “relazioni” e modus che portano persino a creare alleanze con i suoi “antagonisti” storici al fine di ottenere ancora una volta l’egemonia sulle manifestazioni podistiche torinesi. Una lettura più approfondita potrebbe far trasparire invece che l’unica società sportiva torinese in grado di far fronte ad una richiesta economica di affitto di ramo d’azienda pari a 5.000 oltre iva (in questi anni abbiamo versato più di 200.000 euro) potrebbe essere solo Base Running che ad oggi non ha titolo di rivendicare alcunché.Parliamo di numeri e di grande organizzazione. Si mette in discussione la nostra professionalità citando gli anni d’oro della Maratona in cui LUI era l’organizzatore. Per ragioni ad oggi ancora dubbie, in quanto abbiamo avuto modo nel tempo di sentire sue versioni differenti, decise (contro il nostro parere di dipendenti e collaboratori) di anticipare la data della maratona da metà novembre ai primi di ottobre. Questa importante e strategica decisione dimostrò un successo tale da portare la maratona da 3.545 classificati (anno 2014) a 1.574 (anno 2015): un vero suicidio podistico criticato da tutto il mondo del running.Team Marathon ha raccolto la Maratona di Torino conscia del grande lavoro che ci sarebbe voluto per riportare la manifestazione agli antichi fasti (quantificata in anni) e forse in modo anche un po’ ingenuo, ha deciso di portare avanti questo sogno, ovvero di far rinascere la nostra Maratona dedicandole tutte le attenzioni che meritava, ricostruendo i rapporti, approcciando anche gli sponsor che avevano abbandonato l’evento non più appetibile e facendo capire al popolo dei runners che lo spirito sportivo era ritornato.La vera questione, invece, che a nostro avviso è l’unica che Luigi Chiabrera dovrebbe relazionare alla Città di Torino, è l’utilizzo del bene che ha in concessione ovvero Cascina Marchesa. E’ di dominio pubblico che l’80% delle attività legate a questa struttura riguardino la ristorazione e l’hotellerie, attività peraltro svolte da società terze che affittano da una società diversa da Turin Marathon Srl, unica concessionaria degli spazi pubblici.Al nostro ingresso in struttura tutte le attività sportive di Turin Marathon sono cessate e da quel momento di fatto è diventata una società immobiliare che direttamente o indirettamente tramite società terze, affittava i locali di Cascina Marchesa concessi dalla Città di Torino ad un canone annuo pari ad Euro 53.65, con un ritorno di affitti percepiti di circa 240.0000.00 annui, senza svolgere di fatto alcuna attività sportivo-ricreativa e di interesse pubblico.Più volte, inoltre, c’è giunta all’orecchio la voce che ha spacciato la nostra attività come facente parte dell’attività del “gruppo Turin Marathon”. Da questa affermazioni noi prendiamo fortemente le distanze in quanto non esiste accordo siglato o verbale che ci leghi a un “gruppo Turin Marathon”. Siamo SCAPPATI da Cascina Marchesa abbandonando qualsiasi progetto sul running legato alla struttura a causa delle richieste economiche da parte di Turin Marathon sempre più alte ed ingiustificate ed oggi vederci attaccati per l’ennesima volta, ostentando interesse comune come argomentazione, non è credibile.L’interpellanza su Cascina Marchesa e la legittimità delle date in calendario FIDAL a noi concesse mettono in discussione la fonte di reddito del Sig. Luigi Chiabrera che oggi a nostro avviso deve fare i conti con la verità e la trasparenza di un gruppo di persone che non ha timore di confronti ufficiali con Istituzioni e magistratura, certi della veridicità di ogni singola parola scritta in questo documento.

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