Con i non vedenti di #blindrunnerproject alla 12^ Ivars Tre Campanili Half Marathon

C’è sempre qualche novità nella Ivars Tre Campanili Half Marathon. Ogni anno. Quel vulcano di Paolo Salvadori, Presidente di Atletica Libertas Vallesabbia, organizzatore insieme a tutto il suo staff della mezza maratona internazionale in programma questa domenica 1 Luglio a Vestone (Bs), Vallesabbia, ne pensa sempre una nuova. Ad esempio qualche anno fa ha introdotto i ‘pacer’ per la prima volta in Italia in una gara in montagna, poi erano arrivati i cartelli motivazionali lungo il percorso con l’ausilio di uno psicologo. E per questo 2018? Al via ci saranno gli atleti non vedenti di Blind Runner Project. Che detto così sembra semplice, invece bisogna fare un respiro, chiudere gli occhi un attimo e pensare davvero: correre 21km sui sentieri di montagna tra discese e salite, tra buche e avvallamenti, senza poter vedere assolutamente nulla. E’ una sfida, una difficilissima sfida, ma soprattutto è un messaggio a tutti: gli atleti non vedenti possono fare grandi cose e hanno diritto di correre come tutti noi. In sicurezza.

Daniela Fiordalisi e Massimiliano Loda

Daniela Fiordalisi e Massimiliano Loda

Tutto è nato qualche anno fa durante il CorrixBrescia, i ritrovi nati per dare la possibilità a persone, con la passione per la corsa e il movimento, di incontrarsi e condividere allenamenti. Si volle crescere e far realizzare questa passione anche per un gruppo di persone cieche, in collaborazione con UCI, che hanno iniziato a partecipare agli allenamenti tutti i giovedì unendosi ai gruppi di corsa. Il tutto è cresciuto ed ora il ‘gruppo’ conta circa 10 atleti non vedenti e circa 30 guide che si alternano per allenarsi insieme, correndo anche fino a 4’30” al km che senza vedere non è poca cosa. Sono state fatte diverse competizioni ed ora l’esperimento della Ivars Tre Campanili Half Marathon.

A parlarcene è il portavoce di #blindrunnerproject Massimiliano Loda: “Voglio ringraziare l’organizzazione per questa grande possibilità che ci viene data. A Vestone saremo sei atleti non vedenti e due guide per ognuno, questi i nomi: Daniela Fiordalisi, Marco Zingarelli, Piera Loda, Davide Foglio, Carlo Giardino ed infine Luca Colosio, quest’ultimo è anche affetto da autismo ma ha già fatto anche la Maratona di New York. A Vestone non sarà affatto facile. Mettetevi nei panni di chi deve affrontare tutto al buio assoluto. Bisogna evitare e segnalare il singolo filo d’erba. Pietre, radici, tutte le difficoltà su sterrato si moltiplicano. Se in generale corriamo affiancati a chi guidiamo uniti al laccetto al polso, qui nei sentieri stretti non sarà possibile. Abbiamo fatto degli esperimenti sui sentieri della Maddalena magari mettendoci dietro e tenendo le spalle di chi guidiamo ma non è facile. Abbiamo provato altrimenti mettendoci davanti. Anche solo 1km la fatica è immensa. Poi ogni atleta non vedente è diverso, come stile di corsa, come coraggio, come scioltezza. Non stiamo parlando di auto o robot, sono persone e ognuna è diversa anche nella propria visibilità. C’è chi non vede nulla o chi delle ombre, gli ipovedenti, non esiste una persona uguale all’altra”.

Loda sa di quel che parla, ha molta esperienza come guida: “Non è solo far capire dove mettere i piedi, inciampare è davvero facile. Bisogna raccontare tutto, un atleta non vedente non sa distribuire la fatica, non vede la salita quanto è impervia e lunga. Non ha idea di quando finisca così come ad esempio in discesa con la velocità che aumenta tutto è ancora più pericoloso”.

Ma c’è di più perché il progetto non è fermo al ‘sistema gare’ ma c’è in atto un bando europeo fatto dall’Asd Liberavventura per fare qualcosa di concreto per la sicurezza degli atleti quando si allenano in strada o piste ciclabili insieme ad altre nazioni come Spagna o Francia, la sola pettorina non è sufficiente, non basta: “Serve una cartellonistica completa che ci protegga – continua Loda – un linguaggio comune per gli automobilisti o i ciclisti che devono sapere che ci siamo anche noi e sul perché ad esempio su strada corriamo affiancati lungo la carreggiata e non in fila indiana. Nel 2017 abbiamo fatto la mezza maratona a Valencia, nel progetto c’è la Maratona di Valencia nel 2020, è la città più avanti per i non vedenti. Mi risulta che in Europa siano 550mila gli sportivi tra runner e triatleti, in Italia sicuramente qualche decina di migliaia. Meritano tanto di più soprattutto in tema di sicurezza”.

1 EURO PER solidarietà –Quest’anno ci sarà un motivo in più per partecipare alla IVARS Tre Campanili Half Marathon: per ogni iscritto sarà infatti devoluto 1,00 euro alla ricerca per combattere la SLA, tramite l’Associazione Fulvio Cimarolli.

 

VISITA ALLA ROCCA D’ANFO – Incastonato nella Valle Sabbia, il Lago d’Idro divide la Provincia di Brescia da quella di Trento: è qui, esattamente ad Anfo, sulla sponda occidentale dello specchio lacustre valsabbino, che sorge l’omonima Rocca, un sistema di fortificazioni militari di circa cinquanta ettari fatto edificare nel XV secolo dalla Repubblica di Venezia e successivamente ampliato in epoca napoleonica.

Proprio nella giornata di sabato 30 Giugno, alla vigilia della IVARS Tre Campanili Half Marathon la Rocca d’Anfo potrà essere visitata gratuitamente dai primi trenta ‘più veloci’ che, iscritti alla 21k offroad di Vestone, avranno effettuato la prenotazione alla visita.

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