Il pagellone della settimana: il voto più basso? A Giorgio Calcaterra. Il 10? all’ultimo di Parigi

di Cesare Monetti

VOTO 10 – Alla Maratona di Parigi. Ai partecipanti ed ai suoi organizzatori. Evento da 55mila iscritti e 44mila arrivati. Esattamente 4 volte la maratona di Roma. Agli organizzatori perché hanno fatto la sfida nella sfida facendo partire la gara femminile  16 minuti prima, differenza che si era registrata nel 2017 tra il primo uomo e la prima donna. Idea riuscita, il sorpasso di Lonyangata ieri primo in 2h06’25” sulla prima donna Betsy Saina in 2h22’55” è avvenuto all’ultimo chilometro. Un ulteriore premio di 5000 euro era in palio a chi fosse arrivato prima tra i due. Arrivo dunque quasi in simultanea tra uomo e donna e spettacolo totale. INNOVAZIONE

VOTO 10 BIS – Sempre a Parigi Marathon. I due vincitori  Lonyangata e Saina alle 16.20 erano sul traguardo della gara ad accogliere con tanto di fascia di arrivo l’ultimo classificato. Un gesto semplice, che non costa nulla, ma davvero importante e di cuore. Gesto che gli organizzatori italiani dovrebbero copiare. BEATI GLI ULTIMI CHE SARANNO I PRIMI

VOTO 9 – Alla EA7 Maratona di Milano. Certo siamo lontani ancora (e anche tanto) dai numeri di Parigi, Berlino, Londra ed altre big, però quest’anno, ancor più dell’anno passato, si è vissuta un’atmosfera da maratona di livello internazionale. Sarà la Milano sempre più fashion esplosa dopo Expo 2015, sarà l’organizzazione che da qualche anno appare sempre più perfetta, la strada sembra finalmente ben avviata, Milano può e deve crescere ancora tanto. FASHION MARATHON

VOTO 8 – Alle oltre 100.000 persone impegnate in una maratona ufficiale nel mondo ieri. Parigi, Roma, Milano, Rotterdam, Hannover, Bratislava e tante tante altre. Da aggiungere anche la mezza di Berlino e la mezza di Budapest, quella dei Dogi in Italia ma non solo. Il running sempre più sport di massa e sempre più in espansione. Non in Italia, sia chiaro.

VOTO 7 – A Laura Gotti. Campionessa italiana 50km nel 2017, parrucchiera nella vita, ieri ha tagliato il traguardo a Milano in 2h33’22”, con un miglioramento di ben 5  minuti rispetto al suo 2h38’22” siglato a Reggio Emilia a dicembre. Ha soli 26 anni e potrebbe diventare un’altra potenziale azzurra per Berlino agli Europei o chissà per altre eventualità. Quel che è certo è che un’altra atleta di livello amatoriale riesce a raggiungere i livelli top di professioniste affermate stipendiate dai gruppi sportivi militari.

VOTO 6 – Appena sufficiente il crono finale del vincitore di EA7 Milano Marathon l’etiope Seifi Tura. 2h09’04” che di per sé è un gran tempo ma non certo ciò che ci si aspettava. Ha corso in 2h09’ a Seul in novembre, ha corso in 2h04’44” (magnifico) a Dubai a Gennaio, ieri è arrivato con poca benzina nel finale. Sicuramente stanco da cinque mesi corsi al massimo. Ha 19 anni e ha tempo per diventare un grandissimo. Se EA7 Milano Marathon vuole davvero arrivare a segnare tempi da maratona Top Mondiale dovrà trovare atleti forti (non uno solo) che possano stimolarsi in gara e che abbiano preparato Milano come unico vero grande obiettivo della stagione. Facile? No, per niente. Tutto questo costa tanti soldi. Ma ne vale la pena per fare un importate ulteriore salto di qualità.

VOTO 5 – Milano cresce, seppur di poco, passando da 5.300 a 5.500 arrivati. Crolla invece Roma. L’anno scorso 13.300, quest’anno 11.700. Tante e diverse le motivazioni di questo crollo. Nel 2016 erano stati 13.800. Si sono perse oltre 2mila persone in due anni. Parigi sta a 55mila iscritti e 44mila finisher. Come detto 4 volte tanto. E anche in Francia c’è l’obbligo del certificato medico. RETROMARCIA

VOTO 4 – A chi ancora che si lamenta la domenica pomeriggio postando il proprio orologio gps affermando che Milano, o Roma, o la Stramilano o chissà quale gara è più lunga. Ieri a Milano a tanti ha segnato oltre 43km. Normale. Il gps ha almeno il 2% di errore per ogni chilometro, inoltre le tante persone obbligano a fare le curve ‘al largo’ senza stringere, percorrendo decine di metri in più ad ogni svolta. Bisogna sapere che i misuratori, con tanto di rotella metrica, passano ad esempio nelle curve proprio attaccati ad esempio al gradino del marciapiede in misura millimetrica. 42,195km è la misura più corta possibile per quel tragitto. Questo il pensiero del misuratore. Un partecipante può allungare ma non potrà in alcun caso accorciare. Quindi RELAX&RUN

VOTO 3 – A quanto ha fatto Giorgio Calcaterra. O meglio. Fermi tutti. Lui è stato un grande come e più di sempre. E’ partito per ultimo, dietro a 12mila persone ed ha concluso dopo la 100esima posizione in 2h42’. Enorme. Ma l’idea pensata dagli organizzatori non è stata nuova. Nella stessa maratona di Roma Migidio Bourifa, ex azzurro e nemmeno più in attività da tre anni, fece la stessa impresa ma anche con un pregevole fine benefico. Ovvero la donazione da parte di uno sponsor di 1 euro per ogni persona che Migidio avesse sorpassato. E ora invece il grande Giorgio? Solo sorpassi, selfie e strette di mano. Tutto qua. Giorgio può fare di più e deve fare di più. Re Giorgio è molto più grande di tutto questo. Quindi il voto non è per lui  ma per la ‘svogliata’ gestione del tutto. SPRECATO

 

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