Eyob Faniel guida gli azzurri ai Mondiali di Mezza Maratona

In copertina: Eyob Faniel (foto Colombo)

VALENCIA – Sabato 24 marzo è il giorno dei Campionati Mondiali di mezza maratona e saranno le strade di Valencia a decretare le sorti dei titoli iridati sui 21,097 chilometri. Nella città spagnola iscritti oltre 300 atleti, 176 uomini e 139 donne, in rappresentanza di 87 Paesi. Mai così tanti nelle 22 precedenti edizioni della manifestazione, per battere il record di 254 che risale al 1993 nella rassegna svolta a Bruxelles. In questa occasione si aggiungeranno migliaia di runners della “mass race”, più di 14.200 secondo quanto annunciato dagli organizzatori, che portano quindi il totale a superare quota 14.500 partecipanti. L’Italia è in corsa solo a livello individuale con quattro azzurri che partiranno per la Spagna giovedì 22 marzo: il maratoneta Eyob Faniel (Venicemarathon Club), il 23enne Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), la specialista dei 42,195 chilometri Giovanna Epis (Carabinieri) e la tricolore di maratonina Sara Brogiato (Aeronautica). La gara femminile prenderà il via alle ore 17.05, invece 25 minuti più tardi (alle 17.30) sarà la volta degli uomini. Favorito d’obbligo il keniano Geoffrey Kamworor, campione in carica che ha vinto le ultime due edizioni e punta così al tris, mentre nel 2017 si è aggiudicato anche la maratona di New York. Tra le donne la connazionale Joyciline Jepkosgei torna a Valencia dove il 22 ottobre ha stabilito il record mondiale in gara mista con 1h04:51.

GLI AZZURRI – Quattro gli atleti italiani, tutti al debutto in questa manifestazione, ma ognuno con almeno una presenza all’attivo in Nazionale assoluta. Tra gli uomini in gara Eyob Faniel, che nella sua ultima uscita agonistica ha realizzato il primato personale sulla distanza correndo in 1h02:49 il 4 marzo alla mezza di Parigi. Il 25enne vicentino nato in Eritrea, portacolori del Venicemarathon Club, è stato protagonista proprio alla maratona di Venezia della passata stagione, conquistando il successo con 2h12:16. Poi quest’anno, dopo il decimo posto al cross del Campaccio, l’atleta allenato da Ruggero Pertile ha affrontato due periodi di raduno: nel mese di gennaio a Doha, in Qatar, e a febbraio nella sua terra di origine, per tre settimane in quota ad Asmara, dove ha potuto confrontarsi con l’azzurro Daniele Meucci. Nella prova maschile è atteso quindi Lorenzo Dini, vicecampione italiano di mezza maratona e anche di corsa campestre. All’esordio sui 21,097 chilometri, nella rassegna tricolore di Agropoli dello scorso ottobre, il 23enne livornese delle Fiamme Gialle ha chiuso in 1h04:20 mentre a dicembre è stato il leader azzurro agli Europei di cross.

 

Dall’inizio del 2018 si allena a Ostia sotto la guida di Vittorio Di Saverio e si è piazzato decimo alla Cinque Mulini, prima del secondo posto a livello nazionale nella recente Festa del Cross a Gubbio.

Al femminile l’azzurra con il miglior accredito è Giovanna Epis. Nelle sei maratone disputate in carriera la 29enne dei Carabinieri ha sempre centrato il personal best con un progresso costante, fino a scendere sotto le 2 ore e 30 minuti alla maratona di Siviglia del 25 febbraio in 2h29:41. La veneziana che vive a Legnano, attualmente seguita dal tecnico Giorgio Rondelli, ha un crono di 1h13:02 sulla mezza maratona ottenuto nel 2011 a Cremona, avvicinato a Udine lo scorso settembre con 1h13:37. Ad affiancarla Sara Brogiato, campionessa italiana in carica grazie al titolo vinto ad Agropoli con 1h14:48, che rappresenta il suo miglior tempo sulla distanza. Pochi giorni dopo il 28° compleanno (è nata il 19 marzo 1990), la torinese dell’Aeronautica torna a indossare la maglia azzurra come ha già fatto nelle ultime due stagioni agli Europei di corsa campestre. Nella parte iniziale del 2018 si è imposta alla Nove Miglia di Bra (15,4 km in 52:56) prima della sesta posizione nel cross tricolore a Gubbio, ma da qualche mese l’allieva di Gianni Crepaldi ha allungato gli allenamenti con la possibilità di correre una maratona autunnale. Curiosità: sono convocati per questa trasferta i due vincitori (Eyob Faniel e Sara Brogiato) nell’edizione inaugurale della Rome Half Marathon Via Pacis, svolta a metà settembre.

I BIG – L’uomo-faro nella gara maschile è inevitabilmente Geoffrey Kamworor, che si è messo al collo gli ultimi due ori mondiali non solo nella mezza maratona (2014 e 2016) ma anche nel cross (2015 e 2017). Il 25enne keniano ha poi trionfato nello scorso autunno alla prestigiosa maratona di New York. Sulla distanza ha un record personale di 58:54, ma il più veloce ai nastri di partenza sarà Abraham Cheroben, nato in Kenya e con passaporto del Bahrain, che è il terzo di sempre con 58:40 a Copenhagen nel mese di settembre quando riuscì a precedere il keniano Jorum Okombo (58:48). La squadra del Kenya difende il titolo per team (al via cinque atleti per nazione con tre a portare punti) e presenta anche Bedan Karoki, argento nel 2016, il vicecampione mondiale di corsa campestre Leonard Barsoton e Barselius Kipyego, due volte vincitore nella mezza maratona ceca di Usti nad Labem (PB 59:14). Attenzione all’etiope Jemal Yimer, quinto sui 10.000 ai Mondiali di Londra e autore di un eccellente debutto sulla distanza un mese fa alla mezza di Ras al-Khaimah dove si è piazzato secondo in 59:00.

 

Per gli USA in azione Lenny Korir, terzo della storia in campo nazionale con 59:52 nel 2017 a Nuova Delhi, e l’eterno Bernard Lagat, 43 anni di età, alla sua prima volta con una rappresentativa statunitense su strada (personale di 1h02:00 il 14 gennaio a Houston) dopo aver vinto cinque titoli mondiali su pista, tra indoor e all’aperto. Da seguire lo svizzero Julien Wanders, 22 anni appena compiuti, che si allena in Kenya e l’11 febbraio a Barcellona ha abbassato il limite europeo under 23 con 1h00:09.

La detentrice del record mondiale Joyciline Jepkosgei va in caccia del suo primo titolo iridato. E la 24enne africana ci prova nella città che l’ha vista realizzare la sua ultima impresa con 1h04:51, appena un secondo meglio del crono di 1h04:52 da lei corso a Praga il 1° aprile, sempre nel 2017. Il sesto record in meno di sette mesi: nella capitale ceca l’atleta keniana era stata la prima donna di sempre sotto l’ora e cinque minuti con un poker di migliori prestazioni mondiali, anche su 10 km, 15 km e 20 km di passaggio. Poi ancora a Praga, il 9 settembre, prima volta al femminile in meno di mezz’ora nei 10 km su strada con 29:43. Sarà al via insieme alle compagne di team Mary Wacera, che ha l’obiettivo del terzo podio individuale consecutivo (argento nel 2014 e bronzo nell’ultima edizione a Cardiff nel 2016), Fancy Chemutai, leader mondiale dell’anno con la vittoria di Ras al-Khaimah in 1h04:52 a un secondo dal record, e Ruth Chepngetich per cercare la conferma del titolo a squadre. L’Etiopia schiera soprattutto Ruti Aga, che ha vinto quest’anno a Houston in 1h06:39 mentre nel 2017 è stata seconda alla maratona di Berlino con 2h20:41 e nel 2018 in quella di Tokyo (2h21:19). Poi la statunitense Jordan Hasay (1h07:55 alla mezza di Praga e 2h20:57 alla maratona di Chicago), mentre la squadra del Giappone ha vinto nove bronzi di fila nelle ultime nove edizioni e punta a tornare sul podio. Il record mondiale in una mezza maratona con sole donne appartiene ancora all’olandese Lornah Kiplagat, 1h06:25 nella rassegna iridata del 2007 a Udine.

IL PERCORSO – Partenza alla Città delle Arti e delle Scienze, il celebre complesso architettonico che sarà anche la sede dell’arrivo previsto in una passerella sull’acqua. Il tracciato è quindi diverso rispetto alla gara che si corre in autunno, ma sarà comunque totalmente pianeggiante toccando alcuni dei luoghi caratteristici di Valencia, che si è autoproclamata “Ciudad del running” per la sua vocazione alla corsa grazie al clima mite e agli spazi verdi: Politecnico, Palazzo della Musica, Museo di belle arti, giardino botanico, Instituto Valenciano de Arte Moderno, Torres de Serranos, giardino La Glorieta e parco Gulliver. Sarà la seconda volta dei Mondiali di mezza maratona in Spagna, dopo l’edizione del 1996 a Palma di Maiorca vinta dall’azzurro Stefano Baldini.

(Fonte Fidal)

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