Gara da record a Maratona di Siviglia per Giovanna Epis e Stefano La Rosa

Una trasferta spagnola che per entrambi arriva al traguardo con il primato personale. Oggi alla maratona di Siviglia Stefano La Rosa e Giovanna Epis centrano il miglior crono in carriera sui 42,195 chilometri: 2h11:04 e settimo posto per il grossetano e 2h29:38 per la veneziana, sesta. La vittoria è andata al keniano Tuwei Kipsang (2h08:22) e alla marocchina Kaoutar Boulaid (2h25:35, record della gara).

Entrambi alla sesta esperienza in maratona, i due azzurri dei Carabinieri si ritrovano ad avere nuovamente in comune la città che segna il tempo dei rispettivi personal best. Fin qui era stata Amsterdam dove tre anni fa La Rosa aveva corso in 2h11:11, mentre la Epis nel 2017 aveva fermato il cronometro a 2h32:31. A conti fatti si tratta di una sostanziale conferma per il 32enne toscano (7 secondi di PB), mentre la 29enne veneta ha demolito di ben 2 minuti e 53 secondi il precedente limite personale. Liste alla mano è la seconda miglior prestazione italiana femminile degli ultimi dieci mesi dopo le 2h28:34 di Catherine Bertone a Berlino nel settembre 2017. Nello stesso arco temporale, meglio di La Rosa ha fatto solo Daniele Meucci, sesto in 2h10:56 ai Mondiali di Londra.

I PASSAGGI DEGLI AZZURRI – La Rosa a Siviglia ha corso i primi 10 chilometri in 31:14, con un passaggio alla mezza in 1h06:02. L’atleta del tecnico Giuseppe Giambrone ha così guadagnato posizioni e realizzato un negative split di 1h05:02 nella seconda metà di gara (1h33:35 al 30esimo chilometro), ovvero un minuto esatto più veloce della prima. Per la Epis, invece, 35:16 al decimo chilometro per poi approdare al giro di boa in 1h14:28 sempre in orbita top-10. Da qui la veneziana che vive a Legnano (MI) e da un anno si allena con Giorgio Rondelli, è passata in 1h46:28 al trentesimo riuscendo a gestire con intelligenza un finale che l’ha vista chiudere senza il riferimento di avversarie nei paraggi. L’avventura come maratoneta della Epis è iniziata nel 2015 a Firenze (2h39:28), poi Roma (2h38:20) e Francoforte (2h35:37) nel 2016 e Milano (2h34:13) e Amsterdam (2h32:31) nella successiva stagione. Con quella di Siviglia, l’azzurra ha mandato in archivio sei maratone con altrettanti record personali e un progresso rispetto al suo esordio pari a 9 minuti e 50 secondi in un periodo di 27 mesi.

EPIS: “OBIETTIVO CENTRATO!” – “Il mio obiettivo era scendere sotto le 2 ore e 30 – racconta la Epis dopo la linea d’arrivo del suo exploit -. Ancora non mi capacito di esserci riuscita. Che tu sia un podista della domenica o un professionista, la maratona è sempre un’avventura fantastica, un viaggio che ti fa attraversare mille emozioni. Mi avevano detto che ero portata per le lunghe distanze e i 42,195 chilometri sono stati una scommessa che ho fatto con me stessa tre anni fa. Ringrazio Ruggero Grassi che mi ha seguito fino alla maratona di Amsterdam dell’anno scorso, ora la mia guida tecnica è Giorgio Rondelli. Ho 29 anni e sono veneziana doc, ma da quattro anni vivo a Legnano con il mio fidanzato Luca Tocco. Ogni maratona è stata una scoperta e un insegnamento, ho imparato a gestirmi in un crescendo che dal 2015 ad oggi mi ha portato a questo risultato. Sono laureata in spagnolo e a Siviglia mi sono trovata perfettamente a mio agio. Magari quest’estate se dovessi capitare dalle parti di Berlino chiederò una mano per il tedesco a Silvia Weissteiner con cui ho condiviso tanti chilometri di allenamento. Al di fuori dell’atletica – conclude l’azzurra alta 1,64 per 46 chili – ho una grande passione per la cucina, in particolare per i dolci e le crostate. Ovviamente poi mi piace anche mangiarli!”

LA ROSA: “POSSO CORRERE PIU’ FORTE” – “Onestamente – il commento di La Rosa – penso di non aver ancora trovato la gara che mi permetta di esprimere al 100% quello che valgo. La maratona è una distanza sempre più mia e oggi speravo di scendere sotto le 2h11. Sarei dovuto passare più forte alla mezza, ma poi per come si sono messe le cose avrei rischiato di correre fino alla fine da solo. Finalmente riesco ad allenarmi come si deve. Vengo da mesi difficili tormentati da un probema all’anca che sto finalmente tenendo a bada grazie al supporto dei Carabinieri, del Tuscany Camp, del mio coach Giambrone e del dott. Georgios Filippou”.

(Fonte Fidal- Alessio Giovannini)

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