Squalificato uno spingitore, il giudice pugliese colpisce ancora

di Cesare Monetti

(Barletta) – Una squalifica assurda, l’ennesima. In Puglia c’è qualche problema nel sistema Giudici Gara per le gare Fidal e questo vuole essere un articolo di denuncia affinché ai piani alti dal Presidente Federale del Comitato Regionale o la Fidal centrale o i responsabili maggiori del Gruppo Giudici Gare, insomma qualcuno che può, prenda provvedimenti. Perché così non si può andare avanti, perché in questa maniera una persona in particolare (superfluo fare nome e cognome) sta fermando un movimento, sta remando contro.

Da un parte i runner con il loro entusiasmo e la loro voglia di libertà e di godersi una domenica di gare, di sfide con il cronometro o con sé stessi . Il popolo dei runner ,è bene ribadirlo, dà un grosso contributo economico all’atletica italiana, sì…compresa quella in pista, quella che va alle Olimpiadi per intenderci.  Quindi merita rispetto totale. Sempre. Invece in questo caso viene bistrattato e schiaffeggiato, ferito, ma non di certo annientato. Ce ne vuole per bloccare tanta voglia d’esserci.

Dall’altra parte un Giudice che fa il padre padrone, che fa lo sceriffo sentendosi il ‘capo della domenica’, che intende far rispettare il regolamento di gara fino in fondo ma alla fine lo fa solo per le cose che dice lui e neanche troppo bene.

In mezzo ci stanno gli organizzatori che devono sottostare ai Giudici ma che amano coloro che sono venuti a correre la loro corsa podistica e che quindi alla fine essendo in mezzo, ben poco possono fare.

L’ultimo danno, gravissimo, è accaduto ieri alla Pietro Mennea Half Marathon, a Barletta, città natale del mitico velocista. A denunciare il tutto la reporter di PhotoToday e giornalista Francesca Soli, accreditata ufficialmente e dunque sul traguardo nel momento del fattaccio. Questo l’articolo post gara sul suo blog personale (Leggi qui),

Così in poche parole il fatto denunciato da Francesca Soli: “…Poi l’arrivo di un gruppo di spingitori. Un padre, Nicola, che assieme ad alcuni amici spingeva la carrozzina del figlio diversamente abile. “Sai, lui si diverte come un pazzo a fare le gare con me”, mi ha detto poi al telefono quando l’ho chiamato. Ma poco prima del traguardo la moglie di Nicola, che li aspettava, si è lascia sfuggire il cagnolino, “perchè quando vede mio figlio il cane diventa matto e gli vuole saltare in braccio”. Nicola è riuscito ad afferrare il guinzaglio, ma sotto l’arco la doccia fredda. “Lei di qui col cane non può passare, io la squalifico”. E via spintoni, e probabilmente anche un calcio perchè io stessa ho sentito il cane guaire.

Se non avete capito lo ridico io in mezza riga: Il Giudice ha squalificato uno spingitore perchè il cagnolino ha voluto correre con il suo padrone disabile!

Si è vero l’ha squalificato perchè ha tagliato il traguardo con il cagnolino ed è vietato, ma rimane che la questione a mio avviso è gravissima, ha colpito al cuore una persona che ha corso con il cuore in mano e le lacrime agli occhi, che sognava da settimane quel momento, ha colpito tutti coloro che durante la gara e a lato strada l’hanno salutato ed incitato. Ha colpito ed affondato un runner forse per punirne cento? Ha colpito ed ha ucciso un movimento che nel sud Italia si sta lentamente smuovendo e questo è il modo peggiore per bloccarlo nuovamente. Gli organizzatori lavorano un anno per trovare corridori e sponsor e poi tutto è in mano a simili personaggi che si sentono erroneamente protagonisti.

Già era accaduto, con lo stesso giudice sia chiaro, il 17 dicembre scorso a Francesco Cannito di essere squalificato per aver corso con il vestito da Babbo Natale e la relativa finta barba a coprirne il volto, un episodio assurdo quando in tutta Italia in quelle settimane centinaia i runner che correvano così vestiti competizioni ufficiali Fidal.  Cannito , pugliese, ha deciso che non correrà mai più una gara in Puglia e questo è il  primo effetto negativo riportato perchè inieme a lui altri stanno boicottando le gare pugliesi.

Ma non  è finita qui, ieri ancora l’amico  donatore di sorrisi e colore ‘Neno’ Bragalini, vestito come sempre da clown, (e quando dico sempre intendo dire che tutte le domeniche fa maratone in tutta Italia vestito così, servizio Pacer compreso) ha discusso ferocemente sul traguardo con il solito Giudice che lo voleva squalificare.

Ma per cosa poi?

Per aver messo il naso da Clown?

Per non aver avuto la divisa ufficiale della sua squadra Fidal?

Se così fosse ci può anche star bene, ma allora ieri a Barletta andavano squalificate almeno 1500 persone perchè la maggior parte dei partecipanti ha corso con la t-shirt omaggio ufficiale del pacco gara dedicata a Mennea e al suo record. Insomma il regolamento non è stato applicato, il Giudice fa il brillante solo quando gli conviene, con chi gli conviene. Le regole o le si fanno rispettare sempre oppure meglio lasciar correre.

Già proprio così, meglio lasciar correre e lasciare la libertà al popolo dei runner di vestirsi, divertirsi, correre con passeggini, figli e cagnolini sul traguardo. Quindi da ora in poi che si guardino i regolamenti per le cose reali ed importanti, come i controlli antidoping e non solo.

Il popolo dei runner solo una cosa chiede: La libertà.

(Si prega dunque di prendere provvedimenti. La Puglia vuole tornare a correre).

Foto di Francesca Soli/PhotoToday.it)


 

 

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  1. ANTONANGELO 26/02/2018

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