Siamo stanchi e sfufi: Petro Mamu era dopato, Francesco Puppi è Campione del Mondo.

di Cesare Monetti

Non so bene se c’è da essere felici. Beh sì certo, dovremmo esserlo, perché l’azzurrino Francesco Puppi che ci aveva entusiasmato a Premana non è più semplicemente il vice campione del mondo, ma il vero numero uno della specialità, la medaglia d’oro. Il mondo della corsa in montagna è suo.

Felice di questo? Sì per lui e per il suo staff, per l’aver fatto una grande gara in quel giorno, ma a noi cosa rimane? Rimane l’ennesima delusione di questo mondo dell’atletica che spesso, troppo spesso, si scopre sporca. Quante volte ormai festeggiamo un risultato e alla fine mesi o anni dopo scopriamo che tutto era falso, sfalsato, finto, orrendamente sporco, estremamente deludente.

La colpa questa volta è dell’eritreo Petro Mamu che comunque tutti, Francesco Puppi per primo in un elegante post sulla sua pagina facebook (Leggi qui), avevamo applaudito e riconosciuto campione. Nossignori, così non è. Ancora una volta dobbiamo fare i conti con chi gioca sporco, dobbiamo finirla di credere fino in fondo nel risultato di una gara, ormai di qualsiasi gara, marcia, maratona, trail o ultratrail, corsa in montagna, dai 100 metri alle 24 ore su pista. Montagna, deserto o pianura. Niente e nessuno si salva, i furbi sono ovunque, campioni del mondo o semplici amatori. Non possiamo più davvero gioire e appassionarci, non possiamo più applaudire e credere in nessuno come tifosi e non possiamo più annunciare nessuno come campioni in qualità di giornalisti.

Ma a questo punto, perchè festeggiare il successo di un atleta subito dopo la gara decretandone vittoria, allori, grandi qualità e infine scoprire il raggiro? Non è meglio far svolgere la gara e dire: ‘Signori, ne riparliamo fra 3 mesi quanto avremo fatto i dovuti controlli a sangue, urine, cuore e soprattutto la coscienza? Sarebbe molto meglio. Festeggeremmo una volta sola e definitiva e con la persona giusta.

Certo ora Puppi si fregerà del titolo di campione del mondo ma a Mamu chi glielo dice che ci ha rovinato una grande giornata. Ve lo immaginate a Premana cosa sarebbe successo se Puppi avesse tagliato per primo davvero il traguardo? La immaginate la festa delle migliaia di tifosi che erano accorsi sulle montagne a tifarlo? Niente, ci hanno tolto questa gioia e la cosa è senza prezzo.

Bisogna cambiare tutto, i test antidoping post gara sì vanno bene, smascherano qualcosa, però bisogna prevenire, bisogna fare in modo che se uno è dopato venga trovato prima e gli venga impedito di correre? Siamo stufi di non sapere a chi credere e di festeggiare a vuoto.

Questo il comunicato ufficiale Fidal:

L’Associazione Mondiale di Corsa in Montagna (WMRA) ha comunicato che, come annunciato dalla IAAF, l’eritreo Petro Mamu è stato squalificato per nove mesi a partire dal 19 settembre 2017, in seguito a un caso di positività al controllo antidoping disposto in occasione dei Campionati Mondiali svolti a Premana, e che tutti i suoi risultati dal 30 luglio 2017 sono stati cancellati.

Perciò il nuovo podio dei Campionati Mondiali di corsa in montagna lunghe distanze porta al primo posto l’azzurro Francesco Puppi, atleta comasco allenato da Tito Tiberti e tesserato per l’Atletica Valle Brembana che si era piazzato secondo sul traguardo dietro a Mamu, e quindi alla medaglia d’oro individuale oltre a quella a squadre.

La nuova cerimonia di premiazione è prevista nel corso della prossima edizione della rassegna iridata, in programma a giugno in Polonia.

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