TAGLIA, RITIRA LA MEDAGLIA E FA FINTA DI NULLA: VI DICO PERCHE’ HO RAGIONE IO

Lo ammetto subito, così chi mi ha insultato e sbeffeggiato in questi giorni si rasserena un po’ l’esistenza: forse nel mio post sono stato un po’ irruento, sanguigno. Anche volgare. Di questo mi scuso, certamente. Anche con la diretta interessata. Non avrei dovuto forse usare alcuni termini, ma la delusione e l’arrabbiatura (uffa non posso dire altre parolacce…) erano forti. Però non cambio idea su ciò che ho scritto e su chi ho accusato. Che non è la singola persona, con questa persona ho voluto ‘accusare’ tutti coloro che ogni domenica in tante gare la fanno sporca tagliando e barando. Che sia doping nelle vene o che sia una strada più corta o percorsa in auto verso la finish-line.

Penso anche che a qualcosa sia servito, quanto meno a parlarne, ad alzare il tappeto e a far uscire un bel polverone ancora un volta. Certo non è la prima volta che scoppia la polemica in tal senso e, purtroppo, di certo non sarà l’ultima. Però domenica scorsa alla Scorrendo con il Liri ho vissuto per la prima volta sulla mia pelle una cosa del genere. Certo, ero alla prima mia ultramaratona, le altre le ho vissute da giornalista, da spettatore, da assistente in gara, ma mai da runner. E la cosa cambia, certo che cambia. Il mio nervoso è salito alle stelle. Qualcuno, anzi qualcuna che farebbe bene a guardare un pochino di più ai fatti suoi, ha scritto che ‘non sono un atleta’ perché ho corso una sola ultramaratona. Dunque, sappiatelo voi ‘solo maratoneti’ delle 42km. Se non correte almeno una ultra ogni domenica, non siete definibili ‘atleti’.

Ora torniamo però a quella maledetta domenica di pioggia, dove io ho accusato qualcuna di aver barato e di averla fatta franca, ben sapendo però che sotto c’era qualcosa che non tornava affatto sulla sua condotta di gara. Ho scritto ‘un passaggio in auto’ pensando alla cosa più plausibile e anche meschina, alla fine è venuto fuori che ha tagliato una parte del percorso. Non ho messo la cosa corretta è vero, però dai…non ci sono andato lontano. I giudici le hanno dato solo mezz’ora di penalità in classifica e niente squalifica, chissà perché.

In questa settimana in tanti mi hanno dato ragione e supportato, tanti altri hanno detto che mi sono inventato tutto perché sempre la protagonista dell’episodio è conosciuta da anni nell’ambiente e ha sempre dimostrato fair-play. Bene, ben venga. Un errore di percorso e di tagliare può anche capitare, soprattutto domenica scorsa con una organizzazione di basso livello e un temporale che davvero impediva di vedere bene le varie segnalazioni.

Ora vi farei leggere le parole di un altro podista in gara che ha postato e scritto questo e che ha visto in prima persona quanto è successo:

Buonasera a tutti, dopo aver letto i vari post, mi sento di commentare anche io, avendo assistito personalmente all’accaduto ed essendo colui che ha indicato ai commissari Fidal l’anomalo cambiamento di posizione della sig.ra Rocchi tra il km 35 ed il km 42. Vorrei far chiarezza sui fatti, non sulla verità, che è esclusiva della sig.ra Rocchi e di nessun altro…Premettendo il tempo tremendo e l’assenza totale dell’organizzazione senza alcun rilevamento intermedio, nè cronometrico nè a vista, che permetteva a chiunque di fare come voleva….Al Km 35 circa la sig.ra Rocchi era in ottava posizione donne ad 8 min dalla settima (la runner che seguivo io..) al Km 42 circa la sig.ra Rocchi è diventata quarta donna con circa 7 minuti di vantaggio sulla runner che stavo seguendo. Immediatamente al ristoro in cui era presente anche uno dell’organizzazione, ho rappresentato alla sig.ra Rocchi che forse aveva sbagliato percorso. Probabilmente non essendosi accorta dell’errore, ha negato la circostanza. Dopodichè mi trasferisco all’arrivo per attendere chi seguivo e comunico l’accaduto al giudice Fidal, indicando il numero di pettorale dell’atleta. All’arrivo, la sig.ra Rocchi, al giudice Fidal che chiedeva spiegazioni ha negato di aver sbagliato strada ed a continuato a negare per diversi minuti, soltanto dopo l’insistenza mia e di altri testimoni ha iniziato a considerare la possibilità di aver sbagliato strada. Se non c’ero io, la sig.ra Rocchi, non avrebbe detto nulla. Eppure bastava che controllasse l’orologio se segnava 65km o meno….La sig.ra Rocchi, e su questo voglio essere chiaro, non ha mai ammesso spontaneamente l’errore, come mi è sembrato di aver letto nel post di Matteo Simone. Quello che mi dispiace leggere è che le persone prendono le parti senza conoscere i fatti, demonizzando o santificando i protagonisti. Grazie

Io avrò sbagliato nei modi e nei termini, ma mi sembra dunque che qualcuna abbia compiuto un errore ancora più grave, ovvero quello di cercare di farla franca. E ancora qui in questo articolo che la difendeva asserisce a non aver fatto nulla di sbagliato e di aver ‘avvisato subito l’organizzatore’. Niente di più falso, testimonianze dirette e testimonianza come da testo sopra mi confermano che la mia versione sulla sua malafede era corretta.

Perché non tornare indietro?

Perché se decidi di arrivare comunque il traguardo non ha voluto abbassare il pettorale in segno di “ritiro”?

Perché ha negato l’evidenza anche ai ristori appena dopo il ‘taglio’ ben sapendo di avere testimonianze contro di lei?

Perché ha continuato a negare l’evidenza davanti ai giudici di gara?

Perché in questa settimana ho ricevuto decine di messaggi da persone diverse, letto centinaia di commenti, e mai, dico mai, la protagonista si è vista bene di contattarmi? Il mio cellulare ce l’ha mezzo mondo, messenger è aperto notte e giorno, una risposta non l’ho mai negata a nessuno, tanto più un confronto. Ma questo silenzio, mi ha fatto e continua a farmi molto strano.

Non voglio mettere sulla graticola nessuno, nessun capro espiatorio, prima di lei sono stati centinaia ad essere stati falsi in gara. E con questo episodio mi piacerebbe che questo mal costume finisse. Che poi basterebbe mettere dei chip dove tutti sono reperibili e visibili anche online in modalità live come accade già in tante gare, basterebbero dei tappeti di rilevamento chip oppure dei giudici in più parti del percorso ovviamente in modalità segreta e a sorpresa. Questo è il minimo dello standard che nel 2017 desidererei, anche a costo di pagare qualcosa in più al momento dell’iscrizione, felice di farlo per una organizzazione di qualità e a garanzia di una gara ‘vera’ e uguale per tutti fino in fondo.

Concentriamoci su questo dunque, l’episodio è passato ma non possiamo dimenticarlo o fare finta di nulla. Che lei venga squalificata o le sia confermata solo mezz’ora di penalità a me poco cambia, anzi direi nulla. Quel che mi dà fastidio è che alla fine una persona possa farla franca, salga su un podio ed essere festeggiata, venga difesa a spada a prescindere dai fatti.

Mah…forse mi sarò sbagliato ancora una volta come ho già fatto tante volte in vita mia. Però a pensar male a volte ci si azzecca. Ora come ho messo le mie scuse, sarebbe bello ricevere anche un po’ di scuse da tutti coloro che in questi giorni mi hanno insultato da più parti…

P.S. Ovviamente sono sempre a disposizione per un colloquio con la diretta interessata così come le mie pagine sono a sua disposizione.

Lascia un commento

Attualità Cross Eventi Interviste&Personaggi Trail Ultramaratona
Federica Dal Rì conquista il tricolore e l’Agsm Veronamarathon
EKIRUN 2017 PER IL TERZO ANNO IL SOL LEVANTE ILLUMINA MILANO
TUTTE LE GARE FIRMATE TDS DI DOMENICA 19 NOVEMBRE
Abbigliamento Accessori Calzature
SCOPRI FOCUS E PHOTOCROMATIC, LE LENTI RETINA SHIELD DI SZIOLS
Con le 361° Stratomic…vado un grado oltre
BV SPORT sbarca nelle OCR, le gare di corsa a ostacoli