QUANTO CONTA L’APPOGGIO DEL PIEDE NEL RUNNING?

C’è chi appoggia il tallone, chi l’avampiede, chi corre su asfalto, chi offroad… ma esiste l’appoggio perfetto? Secondo gli esperti no…

Oltre alle ripetute, alle sessioni di stretching ed al fartlek, fondamentale per migliorare la performance del runner è il corretto appoggio del piede, spesso causa anche di noiosi quanto dolorosi infortuni che colpiscono gambe e schiena. Quando si corre, o si cammina, si produce sì un’energia positiva, ma si è anche alla mercé di un’energia negativa che risale lungo tutto il corpo alla velocità di circa 120 chilometri all’ora: e così un decimo delle vibrazioni arriva fino al ginocchio, un ventesimo fino al bacino ed un trentesimo fino addirittura alla cervicale.

QUANDO SI CAMMINA l’appoggio del tallone determina un impatto tra l’80 ed il 100 per cento del proprio peso corporeo, QUANDO SI CORRE, invece, l’energia negativa ‘di rimbalzo’ è dalle tre alle cinque volte quella che si produce camminando: per questo motivo,

10k di corsa equivalgono a circa 40k di camminata.

TALLONE O AVAMPIEDE? Di fatto secondo una serie di studi medici e sportivi, i podisti che appoggiano per primo il tallone sono tra il 65 ed il 75 per cento, mentre tra il 25 ed il 35 per cento sono, invece, quelli che appoggiano l’avampiede.

Di fatto correre sui talloni è molto più traumatico!

ESISTE UN APPOGGIO ‘CORRETTO’? La risposta è no, non esiste un appoggio del piede universalmente considerato il migliore, anche perché numerosi studi hanno dimostrato che

chi corre sull’avampiede sovraccarica meno le ginocchia, chi sul tallone sollecita meno le caviglie.

Più che l’appoggio in sé, quindi, è fondamentale prestare sempre ascolto al proprio corpo, interpretando i dolori ed i fastidi che si percepiscono durante gli allenamenti e, se necessario, valutare di ridurre per un periodo i chilometri o interrompere gli allenamenti: molto spesso, infatti, a

causare i problemi fisici maggiori non è l’appoggio, ma il sovrallenamento e la scarsa attenzione data a dolori e fastidi.

Va da sé che per ridurre i rischi a gambe e schiena sarebbe utile acquistare delle scarpe adatte al nostro modo di correre, magari (ma non necessariamente) completandole con delle solette, ed effettuare corse anche su altri terreni che non siano sempre e solo asfalto.

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