TAPIS ROULANT: SI’, NO, FORSE…

Tra cambi di ritmo in stile fartlek e possibilità di correre in qualunque stagione ed in qualunque ora, alla scoperta del famoso attrezzo cardio da palestra.

Per chi sia abituato a correre per strada o tra i boschi, è spesso un ‘attrezzo infernale’, utilizzato solo da coloro che frequentano le palestre. Per chi lo utilizza, è un ‘eccellente attrezzo’ per allenarsi senza il rischio di prendersi un malanno o venir investiti. Stiamo parlando del tapis roulant, un macchinario che molti runner ‘tirano fuori dall’armadio’ nei momenti più freddi o più caldi dell’anno… In inverno, infatti, il numero ridotto di ore di luce ed il gelo spingono molti runner a cercare un po’ di tepore tra le mura di una palestra, nella quale poter comunque continuare i propri allenamenti… in estate sono utili per contrastare afa e calore eccessivi…

Se per molti non è un’ipotesi nemmeno lontanamente considerabile, infatti, il tapis roulant può effettivamente essere un alleato del runner: certo, è più noioso della corsa all’aperto, costringe ad un movimento in parte innaturale, in quanto il nastro trascina la gamba, impedendole di effettuare una spinta corretta, e grava maggiormente sui quadricipiti, sulle ginocchia e sulle caviglie.

Di contro, però, offre una superficie di appoggio meno dura dell’asfalto, consente di allenarsi in qualunque momento ed in modo estremamente rilassato: il non dover stare attenti ‘a dove si va’, consente l’utilizzo di auricolari per ascoltare musica, ma anche di guardare una trasmissione in televisione, rendendo quindi l’allenamento meno noioso. In alternativa, molti tapis roulant consentono di impostare degli allenamenti estremamente vari, che costringeranno l’atleta a numerosi cambi di velocità ed inclinazione che, oltre ad essere utili, terranno impegnata la mente.

Per rendere, tuttavia, gli allenamenti sul tapis roulant più completi è utile completarli con una serie di esercizi per le gambe ed i quadricipiti, come squat ed affondi, dare al tappeto un’inclinazione tra il 2 ed il 5 per cento per consentire al corpo una più naturale inclinazione in avanti, ed inserire cambi di ritmo.

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