EKIRUN: A TU PER TU CON DARIO ROGNONI, UNO DEI VINCITORI 2016

Lui è senza dubbio uno degli atleti di punta, e di riferimento, del Cus Pro Patria Milano, la squadra che l’anno scorso si è imposta nella Ekirun, la Staffetta giapponese competitiva e non che anche quest’anno, ma il 2 luglio, animerà il cuore della città meneghina. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più…

42,195k da correre in Squadre di sei membri, maschili, femminili o miste, con, come ‘testimone’, una fascia: è il format dell’Ekirun, Staffetta competitiva e non in stile giapponese che si terrà dalle ore 18:30 di domenica 2 luglio nel cuore di Milano, intorno all’Arena Civica ed al Parco Sempione. Caratterizzata da sei frazioni tra i 5k ed i 10k, la Staffetta, sia la competitiva che la non competitiva, sarà cronometrata, con tanto di parziali delle singole frazioni.

Tra gli elementi più curiosi della Staffetta giapponese il testimone, caratterizzato da una fascia da indossare a tracolla chiamata tasuki che dovrà essere passata al compagno di Squadra all’interno del box di 10 metri assegnato al Team e posizionato sulle corsie esterne della pista dell’Arena Civica.

Ma come ci ha raccontato Dario Rognoni, uno degli atleti di punta della Squadra del Cus Pro Patria Milano che l’anno scorso ha stravinto la competitiva Fidal, quel che più conta, in un evento di questo tipo non è tanto il vincere, ma l’esserci… perché prima che una gara, l’Ekirun è un pretesto per trascorrere assieme ad amici, parenti, o anche ai colleghi, qualche ora di sport e divertimento.

Dario, cosa ti ha spinto a prender parte all’edizione 2016 della Ekirun Milano?

Las Ekirun era una gara a cui la mia Società, il Cus Pro Patria Milano, teneva molto, in particolare il nostro presidente, Alessandro Castelli. Si correva nella nostra città e per di più ci avrebbe consentito di correre al di fuori dei classici contesti competitivi, con la possibilità, quindi, anche di fare gruppo come squadra.

Cos’è stata la cosa più bella dell’edizione 2016 della tua Ekirun?

Devo dire che tutto il contesto è stato particolare ed unico: il cambio delle staffette, fatto con questa fascia da indossare, è stata senza dubbio una novità divertente… ma ricordo con molto piacere anche la premiazione, in occasione della quale abbiamo ricevuto un bellissimo origami.

La vostra era una squadra piuttosto eterogenea: vi conoscevate già tutti? Come ti sei trovato?

Corriamo tutti per la stessa Società e siamo seguiti dallo stesso allenatore, Giorgio Rondelli… inoltre ci alleniamo tutti assieme al Campo XXV Aprile: gli unici due che non vediamo spessissimo sono René Cuneaz, che abita ad Aosta, ed Alessandro Turroni, che vive a Verbania. Infatti l’Ekirun è stata anche un pretesto per passare qualche ora tutti insieme

La tua opinione sul format Ekirun?

Sicuramente si è trattato di un evento sportivo, e ludico, nuovo, bello e divertente.

Ekirun, più importante vincere o esserci? Quest’anno parteciperete?

La Staffetta è soprattutto un modo per ritrovarci e stare insieme in un contesto di corsa e divertimento, quindi la cosa più importante è esserci e vivere appieno la giornata. Quest’anno non so ancora se la squadra parteciperà: il calendario di questo periodo è fitto di gare e non è mai semplice far combinare gli impegni di tutti… ma speriamo!

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