SZIOLS E NICOLA ZUCCARELLO, ASSIEME ALLA 100KM DEL PASSATORE

L’ultramaratoneta padovano sabato 27 maggio sarà per la terza volta al via della 100k del Passatore: con lui i suoi X-Kross di Sziols, ormai divenuti un accessorio fondamentale di tutte le sue corse!

Sabato 27 maggio Zuccarello sarà uno dei 2800 atleti che prenderanno parte alla 100km del Passatore, l’ultramaratona che va da Firenze a Faenza: lui è Nicola ‘Zucca’ Zuccarello, ultramaratoneta padovano del Team Tornado che, dopo le belle prove del 2014 e 2015, quest’anno riproverà ad affrontare la gara. Con lui, i suoi inseparabili X-Kross by Sziols Sports Glasses, dotati di lenti Retina Shield, le fotocromatiche eccellenti in occasione di gare di ultradistanza che partono la mattina e si concludono verso sera e, quindi, soggette a continue variazioni di luce.

Nicola, innanzitutto complimenti per la tua recente vittoria alla 6 Ore di Monselice…

“Beh, iniziamo a dire che ho vinto la 6 Ore di Monselice perché sono stato fortunato: i miei “avversari” hanno avuto problemi a metabolizzare il primo caldo ed io ero davvero stanco dalla 50km di Romagna corsa tre giorni prima, ma, nonostante tutto, ho portato a casa 76km che danno morale”.

Cosa vuol dire correre una 100k? E correre la 100k del Passatore?

“Correre una 100km significa aver chiaro a cosa stai andando incontro: prima delle gambe bisogna avere e preparare la testa. Correre la 100km del Passatore significa vivere un viaggio meraviglioso: io sono stato un discreto finisher nel 2014 e nel 2015, ma tutte le volte che penso a questa gara mi vengono in mente i meravigliosi momenti di silenzio che ho avuto solo per me”.

Ci racconti le tue precedenti esperienze con il Passatore?

“Nel 2014 sono arrivato 17° assoluto, terminando in 8h13′ e risultando il miglior esordiente sulla distanza, nel 2015, invece, ho concluso la gara in 7h45′, vincendo il Titolo Italiano della categoria M35: risultati da 6 in pagella (sono sempre abbastanza severo con me stesso…), si potrebbe fare forse ancora meglio, ma sono felicissimo cosi. Ho sempre avuto un grandissimo difetto: sono poco competitivo”.

Ci racconti un aneddoto legato al tuo Passatore?

“Un momento simpatico che ricorderò sempre è stato in occasione della prima edizione che ho corso, quella del 2014: all’altezza del 90° km, subito dopo Brisighella, un gruppo di signore di una certa età, ricevendo il mio saluto con un bacio, hanno esclamato “ Sei più bello che bravo!”. Ancora oggi mi chiedo se sia stato un complimento o cosa…”

Quest’anno il Passatore ha fatto registrare numeri pazzeschi di iscritti… ma, cosa spinge mezzofondisti con una manciata di Mezze e magari una o due 42k, a buttarsi nelle ultra? Agonismo, moda… cosa?

“La vera e propria moda di passare dalle “brevi” distanze alle lunghe la considero una cosa da pazzi: non si parla solo di esibizionismo, perché si rischia di compromettere anche la salute. Tanti non lo capiscono, pensano sia un gioco affrontare una gara del genere senza la dovuta preparazione… Io sono quasi a quota 100, tra maratone ed ultramaratone, e tutte le volte che devo affrontare anche solo una 10 km sono consapevole del fatto che potrebbe accadere qualcosa. Non è paranoia, è esperienza la mia”.

Come si prepara una gara come la 100km di sabato?

“Il Passatore va preparato con stile: non bisogna per forza pensare di dover solo e soltanto spingere sulla quantità. Lavorare sulla qualità e mantenere la brillantezza sono fattori determinanti per la buona riuscita della preparazione. Di norma io corro sempre 5/7 maratone da febbraio a maggio, più un paio di 6 ore e una 50km con salite: fondamentali i collinari in allenamento”.

Quali le tue aspettative per il Passatore 2017?

“Il Passatore di quest’anno non sono riuscito a prepararlo benissimo, ma non perché non avessi tempo o per infortuni: semplicemente sono un papà felicissimo e, quindi, tante volte ho preferito farmi delle passeggiate con mio figlio, piuttosto che allenarmi da solo. I chilometri non mi mancano ci mancherebbe, ma quest’anno sarebbe una bella impresa riuscire a terminare entro le 8 ore e 30 minuti: conoscersi è fondamentale per un ultramaratoneta, ammettere i propri limiti attuali non è segno di debolezza, ma di saggezza…”

I tuoi materiali indispensabili, per affrontare la gara?

“La gara la correrò con i meravigliosi X-Kross di Sziols: da quando li ho provati non riesco proprio più a correre senza questi occhiali… sono leggeri, comodi, belli e… mi rendono ancora più figo, per la gioia delle over 70 che assisteranno al Passatore!!! Scherzo, come sempre, ma è bello scherzare e non prendersi troppo sul serio: in fondo stiamo semplicemente correndo!”

Per info: www.sziols.it e pagina facebook

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