A PRAGA VINCONO ABRAHA ED AYENEW

L’etiope vince con un solo secondo di vantaggio dopo aver ripreso il connazionale Worku ad un chilometro dall’arrivo, mentre la keniota fino a metà gara rischi di abbassare il record del mondo.

Primo Gebretsadik Abraha in 2h08’47”, secondo Bazu Worku in 2h08’48” e terzo Mekuant Ayenew in 2h09’00”: è questo il podio stellare, completamente etiope, dell’edizione 2017 della Prague Marathon, la punta di diamante del progetto italo-ceco di RunCzech che riunisce sette delle più belle e partecipate gare della Repubblica Ceca. Gara che, fino alla Mezza Maratona, ha visto davanti un gruppetto di dieci atleti africani, con tanto di passaggio in 1h04’07”, per poi divenire un duello a due, dal quarantesimo chilometro fino al traguardo, tra Worku, partito in fuga e poi ripreso ad un chilometro dall’arrivo, ed il vincitore Abraha.

Estremamente avvincente anche la gara femminile, che ha visto gli occhi di tutti puntati sulla vincitrice keniana Mekuant Ayenew che, fino a metà gara, con 1h08’24”, era a pochi secondi dal record mondiale: record che non è arrivato, nonostante un eccellente 2h21’57”, crono con il quale la Ayenew ha polverizzato di ben 3′ il suo precedente personal. Alle sue spalle, in 2h22’15”, l’etiope Amane Beriso e, in 2h22’23” la connazionale Tadelech Bekele.

Per quanto riguarda gli atleti italiani in gara, primo tra gli uomini è stato Armando Gabetta, quarantacinquesimo assoluto, trentacinquesimo uomo e secondo nella Categoria MM45 con 2h40’40”, mentre tra le donne la prima classificata è stata Manuela Piccini, 297ª e, con il crono di 3h07’06”, quinta nella Categoria MF40.

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