PADOVA: UNA MARATONA, MIGLIAIA DI STORIE

Ogni corsa porta con sé le storie dei tanti piccoli e grandi campioni che affollano le sue strade. È così anche per questa diciottesima edizione della Padova Marathon. Che vivrà, certo, della sfida fra Dal Ri e Maraoui, e del confronto fra i campioni keniani e Dematteis, ma che sarà anche animata dalle tante piccole e grandi storie degli atleti che più raramente si conquistano articoli sui giornali o servizi in tivù ma che, con le loro vicende, rendono affascinante questa disciplina. Sono davvero tanti i podisti che domenica 23 aprile saranno alla partenza dello Stadio Euganeo o a quella della mezza maratona, da Abano Terme. Ne abbiamo scelti alcuni, queste sono le loro storie.

IN GARA 41 NAZIONI. E C’E’ CHI ARRIVA DALL’INDIA

È un evento sempre più internazionale: in totale nelle due prove agonistiche saranno presenti atleti provenienti da 41 Paesi e da quattro continenti. Le nazioni più rappresentate dopo l’Italia sono Ungheria, Germania, Russia e Stati Uniti. Si segnala la presenza di maratoneti provenienti da Canada, India e Messico.

CORRERE MANTIENE GIOVANI

Correre fa bene. E lo può testimoniare meglio di tutti il padovano Giuseppe D’Ascenzo, nato il 7 gennaio 1934: anche quest’anno è lui, con i suoi 83 anni, il più anziano tra gli atleti iscritti. In campo femminile la palma spetta alla veneziana Fiorenza Simion. Delle donne non si dovrebbe mai dire l’età, ma se la si precisa, nel suo caso, è solo per farle i complimenti: è nata il 15 febbraio 1943.

LA MEZZA ASSEGNA I TITOLI ITALIANI “SORDI”

La Padova Marathon varrà anche come campionato italiano, per il terzo anno consecutivo: domenica 23 aprile 2017 Padova tornerà a essere la capitale paralimpica del Paese, assegnando i titoli nazionali FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) di mezza maratona, nella gara organizzata grazie al supporto del Gruppo Sportivo Sordi Patavini e con il patrocinio del CIP, il Comitato Italiano Paralimpico. Una ventina gli atleti chiamati a contendersi la maglia tricolore.

DURANTE, UN PLURICAMPIONE PARALIMPICO NELLA MEZZA

Sul podio in tre edizioni delle Paralimpiadi: Carlo Durante dopo la medaglia d’oro ottenuta nella maratona a Barcellona nel ’92, è stato argento ad Atlanta nel 1996 e bronzo a Sydney nel 2000. E ad Atene, a 58 anni compiuti, è riuscito a cogliere uno straordinario settimo posto sui 42,195 km. Il trevigiano (di Volpago del Montello) Durante però non si ferma e, domenica, sarà in via Previtali per la partenza della mezza maratona. Da rimarcare, nella stessa gara, tra gli amputati T46, anche la presenza di Davide Dalla Palma, azzurro ai Giochi di Londra 2012.

GROTTO, 800 MARATONE E NON SENTIRLE

67 anni, originario di Thiene, Antonio Grotto non ha nessuna voglia di fermarsi, nonostante abbia alle spalle più di 800 maratone e ultramaratone. La numero 800 l’ha corsa lo scorso anno a Malta, venendo celebrato come merita per questo traguardo. Particolare non secondario: non si è ritirato nemmeno una volta, sfrecciando in tutti i 5 continenti negli ultimi 30 anni. E a Padova continuerà a sfidare se stesso.

LA DISFIDA SACERDOTALE

Uno, Danilo Miotto, sacerdote a Rubano, è ormai un habitué dell’evento. Ma non sarà l’unico parroco al via della Padova Marathon dallo Stadio Euganeo. Con lui, sempre nella prova da 42 chilometri, ci saranno anche don Francesco Gallo, sacerdote di Este, e don Carlo Broccardo, sacerdote a Padova, direttore della Scuola diocesana di Formazione teologica.

ALI’ IN GARA CON UNA SQUADRA DI 30 ATLETI

Correre fa anche lavorare meglio. E in casa Alì lo sanno bene. Domenica 23 aprile anche il Gruppo Alì sarà in gara: ai nastri di partenza, tra la 42km e la mezza, ci sarà infatti una squadra di 30 atleti… dipendenti. Tra questi Graziano Salata classe 1961: quella che correrà sarà la sua 18^ edizione. Non ne ha voluta perdere una. Le prime 10 tutte maratone, le ultime 7 e la prossima “mezze”, in questo caso di fianco al collega Ruggero Pertile, che sarà tra gli atleti da battere.

IL CARRELLO DI DOMENICO CORRADIN

Domenico Corradin vive a Nove, vicino a Bassano, e parteciperà tenendo fede al suo slogan “Via il tumore… e di corsa”: «La mia prima maratona, nel 2004 fu proprio a Padova. Non volevo correrla perché negli ultimi giorni mia sorella Antonia, di 50 anni, stava morendo di cancro alle ossa, ma lei mi disse: fallo per me. Gareggiai, la sera le portai la medaglia e dopo poche ore si spense. Ma la cosa non è finita qui. Nel 2015 mi trovano un cancro al pancreas con metastasi. Fui operato a Padova, che ricordo con piacere la professionalità e l’umanità del centro Iov e chirurgia 3. A loro devo la vita. Questo è uno dei motivi per rifare la maratona». Sarà al via dopo che lo scorso maggio percorse i 377 chilometri da Nove ad Assisi di corsa, a tappe di 34 al giorno, trainando un carrello, battezzato “Lupo”. «Perché? Volevo incontrare molti malati per portare speranza e forza. Il carrello mi serviva per portare vestiario e cibo ma è anche un simbolo: contenitore delle esperienze di vita che ho incontrato e allo stesso tempo un peso, quello del tumore, che ti tira indietro. Ma tu corri lo stesso e neanche il cancro ti ferma».

LA SPINTA DI UNITALSI. E DI ALBERTO, STEFANO, LUCA E GRAZIANO

Domenica 23 aprile ad Abano Terme saranno pronti a partire per la corsa 9 portatori di disabilità in carrozzina, spinti da 23 atleti appartenenti a diverse società sportive, tutti assieme per sostenere l’associazione Unitalsi Triveneta (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), e percorrere i 21 chilometri previsti dalla mezza maratona. Ma ci saranno anche due bambine che parteciperanno spinte da Alberto Tonello e Stefano Agostini (United Sport) per Team for Children, Luca Molon spingerà il figlio in carrozzina e il pescarese Graziano Wade lo farà con Roberta Pagliuca (30 anni) disabile motoria. Esempi concreti di come lo sport possa essere uno strumento prezioso di integrazione e di come facendo rete si possano raggiungere grandi risultati.

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