RICCARDO, IL CAMPIONE ITALIANO DI CROSS CON LA SINDROME DI APERT

di Matteo Trombacco

Running, amicizia ed una grande forza di volontà: sono questi gli elementi che hanno fatto di Riccardo Savio il Campione Italiano di Corsa Campestre. E dire che fino ad un anno fa non aveva mai corso…

PARABIAGO, MILANO – Nato nel 2003 con una malattia rara, la Sindrome di Apert, un disordine genetico causato dalla mutazione di un gene causa di molte anomalie fisiche, mentali, cognitive e linguistiche, Riccardo Savio, tredicenne di Parabiago, piccolo comune del milanese, ha dovuto subire, nella propria vita, numerosi interventi chirurgici. Interventi dai quali è uscito con sempre maggior determinazione e voglia di vivere… le stesse che lo hanno accompagnato in tutti questi anni, belli e difficili, e che ad inizio aprile scorso l’anno visto trionfare ai Campionati italiani CSI di Corsa Campestre di Cesenatico, dove ha vinto il titolo di Campione Italiano di Cross categoria Disabili Fisico – Sensoriali Giovanili Maschili.

Un risultato eccezionale, quello conseguito da Riccardo, soprattutto considerando che fino allo scorso anno non aveva mai né corso né gareggiato. Era, infatti, in seconda media quando la scuola gli aveva proposto di partecipare agli 80 metri piani alle Olimpiadi scolastiche: da quel momento Riccardo ha cominciato a correre, gareggiare e vincere, divenendo prima Campione provinciale, poi Campione regionale ed, infine, Campione nazionale!

“Qualche mese prima dei Nazionali – racconta papà Massimiliano – Riccardo non aveva potuto partecipare al Campionato Scolastico Nazionale di Roma in quanto la scuola non era economicamente in grado di sostenere la trasferta, ma nonostante la delusione iniziale ha continuato a correre ed, anzi, ha chiesto di essere iscritto in una società di Atletica Leggera. Conoscevo già Gianni Colombo, Presidente ed Allenatore dell’Atletica Ravello, che lo ha tesserato come Cadetto: da quel momento Ricky ha cominciato ad allenarsi due volte alla settimana per un totale di quattro ore, gareggiando, tra fango e gelo, a Como, Mantova e Bergamo…”

Quando Massimiliano mi ha chiesto di poter tesserare Riccardo nell’Atletica Ravello ho voluto prima di tutto parlarne con tutti i ragazzi, spiegandogli la situazione – ha riferito Gianni Colombo – e loro hanno accettato immediatamente e di buon grado! Ora si è creato un bellissimo gruppo coeso, fatto non di compagni di squadra, ma di veri e propri amici! Una delle cose più belle di Riccardo è la determinazione che ci mette in tutto quello che fa: la sua diversità non è un problema, ma uno sprone in più a far sempre meglio!”

Ma la gioia di Riccardo non sta tanto nelle medaglie conquistate e nelle vittorie ottenute, quanto soprattutto negli amici che ha incontrato in questa sua nuova avventura: “Siamo rimasti colpiti dall’affetto e dalla simpatia che tutti i suoi compagni di squadra gli hanno rivolto fin da subito – spiega Massimiliano -: per la prima volta in vita sua Ricky si è sentito parte di un gruppo… i ragazzi lo chiamavano, gli stavano vicino, lo coinvolgevano e sostenevano. Ora Riccardo è felice, si allena con piacere e lui, che era così cagionevole di salute, non si è mai ammalato in tutto l’inverno! Ovviamente si rattrista, se una gara va male, ma né da parte della società né da parte nostra c’è alcun tipo di stress… la corsa per Riccardo è semplicemente un dolce antidoto alla propria malattia…”

E, quindi, che dire se non Grazie Riccardo, perché sei l’ennesima dimostrazione che lo sport, l’amicizia ed il credere in se stessi sono in grado di farci superare quasi ogni ostacolo… e, soprattutto, che solo aspirando alle cose impossibili l’uomo è in grado di ottenere quelle possibili…

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