23^ ACEA MARATONA DI ROMA: L’ETIOPIA VINCE TUTTO

Lo sprint finale dell’etiope Shura Kitata Tola, che ha sfiorato il record della corsa con 2:07:30; la fatica negli ultimi chilometri dell’etiope Rahma Chota Tusa, che è riuscita a bissare la vittoria dello scorso anno in 2:27:23; la sbandata nella curva finale di Alex Zanardi, che ha rischiato fino all’arrivo per il suo sesto successo a Roma, coronato da un tempo di 1:10:06 che è incredibile, viste le condizioni meteo. Sono queste le immagini che resteranno della 23^ Acea Maratona di Roma, che oggi, in via dei Fori Imperiali, ha visto al via oltre 16 mila runners provenienti da 131 nazioni e circa 60.000 partecipanti alla Fun Run di 4 chilometri.

Zanardi, 50enne ex pilota e ora atleta paralimpico bolognese, aveva già vinto a Roma nel 2010, 2012, 2013, 2014 e lo scorso anno con il record della corsa di 1:09.15. Tempo che poteva essere alla sua portata anche oggi, se non ci fosse stata la pioggia.

 LA CRONACA DELLA GARA MASCHILE

La gara maschile era partita a un ritmo indiavolato: 14:49 i primi 5 km, 29:39 al 10°, 44:47 al 15°, con una proiezione finale di 2:05. A metà gara il gruppo dei primi, guidato dalle lepri Koech, Kimeli e Kipruto, è passato in 1:03:25, ancora sotto il ritmo del record della corsa di 2:07:17 del 2009. Dopo il 30° km (1:30:21) e l’abbandono da parte di tutte le lepri, davanti sono rimasti in quattro: oltre al vincitore Tola, anche il keniano Dominic Kipngetich Ruto e gli etiopi Werknesh Aboye Seyoum e Solomon Lema Biratu. L’allungo decisivo di Tola è stato al 35° km: gli ultimi km sono stati incredibili, tanto che sul rettilineo finale in piazza Venezia ha addirittura lottato per il record, mancato per soli13”, ma facendo segnare il suo primato di oltre un minuto e mezzo e il secondo tempo mai corso sui Fori Imperiali. Il 20enne etiope ha staccato nettamente tutti i rivali, che sono andati in crisi. Ruto, keniano di 26 anni, già terzo l’anno scorso, ha dovuto lottare nel finale per chiudere in 2:09:10 e per non farsi recuperare dai connazionali Benjamin Kipngetich Bitok e Mathew Kipsaat, poi arrivati rispettivamente terzo (2:09:16) e quarto (2:09:19). Per tutti i primi cinque, Seyoum compreso (2:09:27), è arrivato il nuovo record personale, a conferma che il percorso della maratona di Roma può garantire grandi risultati.

Il primo atleta italiano all’arrivo è stato Ahmed Nasef, 42enne di origine marocchina e campione italiano in carica, che gareggia per l’Atletica Desio: dopo una prima metà gara in 1:06:53, ha concluso in 2:16:40, conquistando il settimo posto, davanti al frusinate Carmine Buccilli (2:19:35)

LA CRONACA DELLA GARA FEMMINILE

La gara femminile è stata completamente diversa. Fin dall’inizio il ritmo non è stato velocissimo, tanto che a metà gara erano ancora in otto in testa dietro alla lepre Kenensa Kedir Rosa. Subito dopo, però, al 23° km, Tusa ha fatto il vuoto, con una serie di km sotto i 3’20”. Un allungo che le ha permesso di conquistare subito mezzo minuto sulle inseguitrici, ma che poi ha pagato nel finale. Addirittura gli ultimi km li ha chiusi intorno ai 4′, tagliando il traguardo in 2:27:23, che migliora comunque il 2:28:49 dell’anno scorso.

Tusa, 23enne che vive e si allena ad Addis Abeba, ha promesso dopo la gara che ritornerà a Roma anche l’anno prossimo per fare il tris, come la sua amica e compagna di fatiche Firehiwot Dado, prima nel 2009, 2010 e 2011.

Alle sue spalle, dopo più di quattro minuti, sono arrivate le sue connazionali Mestawot Shankutie Tadesse (2:31:41) e Abeba Tekulu Gebremeskel (2:32:08). La prima italiana al traguardo è stata la 29enne romana Eleonora Bazzoni, che ha concluso in 2:45:37.

 LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

TOLA (vincitore): Sono molto contento di questa vittoria. Ero ben allenato e fiducioso. Il mio coach Haji Adilo mi aveva detto che potevo correre anche sotto le 2:07, ma il mio manager Hussein Makke mi ha detto che era importante vincere. Il ritmo è stato molto veloce fino a metà gara, poi è un po’ rallentato. A un certo punto ho deciso di accelerare ed è andata bene. Nel finale ho cercato di correre più velocemente possibile per fare il tempo migliore. Non è stato facile correre sotto la pioggia.

RUTO (2°): L’anno scorso era arrivato terzo e quest’anno speravo di vincere, ma quando il ragazzo etiope ha accelerato non sono riuscito a seguirlo. Ho provato a correre veloce, ma scivolavo sui sampietrini. Non è stato facile correre sotto la pioggia. L’anno prossimo mi piacerebbe tornare a Roma per vincere.

BITOK (3°): Sono contentissimo perché sono arrivato 3° e ho migliorato il mio primato personale. Quando i primi hanno aumentato il ritmo, io ho deciso di tenere il mio passo e nel finale sono riuscito a rimontare.

NASEF (7°), 1° ITALIANO: Fino a metà gara sono rimasto nel secondo gruppo, poi il ritmo è rallentato. Nel finale sono riuscito a riprendermi, ma ho corso a lungo da solo e non è facile. Speravo di chiudere intorno alle 2:13-2:14, ma con la pioggia non è stato possibile.

 TUSA (vincitrice): Ero arrivata qui a Roma con l’obiettivo di vincere per la seconda volta e non ho mai avuto dubbi. La gara è iniziata a un ritmo non troppo veloce e allora poco dopo la metà ho pensato che dovevo andare. Nel finale ho fatto molta fatica a causa della pioggia, ma ero tranquilla perché sapevo di avere uno o due minuti di vantaggio sulle inseguitrici. La vittoria dell’anno scorso mi ha dato molta fiducia in me stessa. Con i soldi del 2016 mi sono comprata una casa a 25 km da Addis Abeba, dove mi alleno con il mio tecnico Haji Adilo. Con il premio di quest’anno la farò più bella e più grande. L’anno prossimo vorrei vincere per la terza volta consecutiva a Roma, come fece la mia connazionale e compagna di allenamenti Firehiwot Dado.

 HANDBIKE

ZANARDI (vincitore): “Il meteo ha complicato certamente le cose, ma correre a Roma è sempre un privilegio. Io mi ero preparato bene e fino a metà andavo fortissimo, ero 45 secondi sotto il tempo dello scorso anno. Dopodiché è crollato il cielo, è caduta giù un sacco d’acqua e nelle curve bisognava rallentare moltissimo. Il tempo complessivo è leggermente superiore al 2016 ma era l’anno olimpico e mi ero preparato perfettamente. Sono felicissimo, correre a Roma non solo è bellissimo perché è la città più bella del mondo, ma porta anche bene”.

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