La tecnologia Nike che fa paura alla IAAF

Si chiamano Zoom Vaporfly Elite e sono le nuove concept shoes di Nike per tentare di abbattere il muro delle 2h in Maratona.

Paese che vai, usanza che trovi, verrebbe da dire. E così succede che anche di fronte ad un semplice paio di scarpe da running si sollevino polemiche, con tanto di schieramenti contrapposti stile opliti pesantemente armati di verità rivelate ed oggettivi (???) punti di vista. Certo, di semplice quel paio di scarpe ha poco, oltre ad essere, e questa volta sì, sul serio, oggettivamente esteticamente terrificante… per intenderci, peggio pure delle scarpe create dal famigerato duo Diard e Mermoud.

Stiamo parlando delle nuovissime Nike Zoom Vaporfly Elite, una scarpa dotata di una soletta ricurva in fibra di carbonio, chiamata ZoomX Midsole, in grado di aumentare la restituzione della forza elastica dal terreno e di diminuire l’energia utilizzata nel movimento: con questa scarpa, che è stato provato sarà in grado di migliorare del 4 per cento le prestazioni degli atleti top, la Nike tenta nuovamente di scendere in Maratona sotto il muro delle 2 ore.

Di fronte a questa, per il momento, concept shoe c’è stata, però, la levata di scudi della IAAF che ha espresso forti dubbi sulla legittimità della nuova tecnologia messa in campo da Nike, tanto che la Zoom Vaporfly Elite, e soprattutto la soletta ZoomX Midsole, saranno presentate allo IAAF Council London del 13 aprile, dove verranno messe sotto i riflettori per verificarne la ‘legalità’ o meno. Nel frattempo da Nike pare ci sia serenità, in quanto, si dice dall’azienda, le solette non possono in alcun modo essere ritenute “supporti iniqui.”

Al di là, tuttavia, dei dialoghi sopra i due massimi sistemi dell’universo, il dubbio che sorge spontaneo è fin dove l’innovazione tecnologica possa spingersi e dove debba fermarsi… e, soprattutto, perché impedire in uno sport di velocità l’introduzione di una miglioria che lo potrebbe rendere ancor più veloce? Non potrebbe, invece, essere che proprio questa soletta di carbonio rappresenti il nuovo elemento fondamentale per tutte le scarpe da running del futuro? Perché, detta così, pare come se l’Agcom avesse vietato l’introduzione di internet ultraveloce perché utilizzava la fibra, tacciando quest’ultima di essere un supporto iniquo.

In fin dei conti se un’azienda brevetta un’innovazione tecnologica, qualora funzionante, da che mondo è mondo primeggia, costringendo tutte le altre ad inseguire prima e ad allinearsi poi… ma questo si chiama libero mercato… Cosa dite? Che se questa innovazione prendesse piede, all’inizio ci sarebbe troppa disparità tra i top runner? Difficile, considerando che ai veri top runner queste scarpe sono già state date, anzi, ognuno di loro le ha già ricevute completamente personalizzate. E quindi, di cosa stiamo parlando?

Matteo Trombacco

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