CLAUDIA GELSOMINO: LA CORSA, TRA IERI ED OGGI. E ‘DOMANI’? DOMANI SARA’ CAMPIONATO ITALIANO DI MARATONA SUL LAGO MAGGIORE

La Campionessa Italiana di Maratona 2014 domenica sarà al via della SPORTWAY Lago Maggiore Marathon, che assegnerà il Titolo Nazionale 2016: con lei abbiamo parlato della sua carriera, delle sue motivazioni e di come sia cambiato, negli ultimi anni, il mondo del running.

Domenica Claudia Gelsomino sarà una delle top runner al via della SPORTWAY Lago Maggiore Marathon, valida come Campionato Italiano Assoluto Fidal di Maratona. Accanto a lei, che è già stata Campionessa italiana sui 42k a Milano nell’aprile del 2014, la keniota Mary Arenkwony Maiyo, la favorita per la vittoria assoluta, e Paola Salvadori, la classe ’72 che le contenderà il Titolo italiano. Senza dubbio Claudia quest’anno ha dato ampie dimostrazioni di essere una delle più forti e vincenti interpreti del running nostrano, soprattutto sulle distanze dei 21k e dei 10k, dove è diventata una vera e propria “cannibale”.

Alle sue spalle, Claudia ha una decennale carriera agonistica fatta di grandi vittorie e belle soddisfazioni, nonostante la sua vita sia sempre stata vissuta in equilibrio tra le troppe ore di lavoro ed i ‘ritagli’ di tempo per potersi allenare: “Adesso, rispetto a quattro o cinque anni fa – spiega Claudia –, come atleta mi sento più sicura dei miei mezzi, nel senso che affronto le gare pensando a come sono andati gli allenamenti e, quindi, non troppo, ma un po’ più tranquillamente sì. Come donna, inoltre, la corsa mi ha insegnato a non mollare mai in qualsiasi ambito e situazione.”

Al giorno d’oggi il running è fatto di belle pubblicità motivazionali, con atleti fisicati, materiali tecnici e tecnologici che somigliano sempre più a tute spaziali… inoltre ora alla corsa sono state dedicate riviste, trasmissioni televisive e radiofoniche, fiere, conferenze, siti internet… ma com’è cambiato il podismo negli ultimi anni? Inoltre, si sente sempre più spesso parlare di doping, anche e soprattutto tra gli amatori…

“Sicuramente rispetto ad una decina d’anni fa – risponde Claudia –, ovvero quando io ho iniziato a correre, il running era molto meno frequentato, molto meno ‘chiacchierato’ e sicuramente non così di moda… anzi! Diciamo che se ora una persona corre alle 6:00 di mattina o la sera con la lampada frontale, è considerata cool… all’epoca per lo più ci vedevano come dei pazzi… Discorso a parte ‘merita’ il doping, che io personalmente non riesco nemmeno a concepire… non lo giustifico tra i professionisti di qualunque sport, men che meno tra gli amatori!”

E per quanto riguarda il movimento del running femminile, a che punto siamo? “Già qualche anno fa le donne che praticavano il podismo erano abbastanza numerose, ma negli ultimi anni il loro numero è veramente cresciuto in modo esponenziale… In fin dei conti si tratta di uno sport piuttosto economico che si pratica all’aria aperta: inoltre, già dopo la prima volta che sei uscita a correre senti che stai meglio… dopo la seconda non vedi l’ora che arrivi la terza volta… ed a quel punto entri in quel vortice di endorfine di cui non puoi più fare a meno”.

Lasciamo Claudia ai suoi ultimi preparativi in vista della Maratona di domenica con un’ultima domanda: quanto conta nel running la motivazione? “Le motivazioni – chiosa – contano veramente tanto: la testa fa muovere tutto ed io, per ora, ne ho ancora molte. Certo, sono cosciente del fatto che prima o poi qualcosa potrà cambiare, ma per ora non ci penso proprio… e mi concentro sulla gara di domenica!”

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