RUNNING IN THE RAIN? SÌ, NO, FORSE…

Ti svegli la mattina e, ancor prima di aver completamente aperto gli occhi, quello che giunge alle tue orecchie è il rumore della pioggia, quel che senti sul corpo, il fresco pungente di un’alba umida. Ti arrotoli nel tepore delle coperte: piove, peccato, volevo andare a correre…

Cosa? Cosa stai farneticando? Forza, wake up, smell the coffee and go out running!

Ci possono francamente essere condizioni proibitive per andare a correre, su questo non c’è il minimo dubbio, ma la pioggia – nubifragi esclusi, ma quelli, per lo più, non avvisano prima di palesarsi e, solitamente, colpiscono quando siamo ad almeno 10k da qualunque segno di vita umano o riparo – ma la pioggia, dicevo, non è (quasi mai) una di queste.

Allenarsi con la pioggia, infatti, è propedeutico al gareggiare con la pioggia: trattandosi di un’attività che si pratica all’aperto, il running prevede la possibilità, in alcune stagioni più che in altre, di correre in condizioni climatiche non ottimali… il caldo soffocante d’estate, il freddo in inverno, la neve, la pioggia, il vento… sono tutti elementi imprescindibili del podismo. Per tutto il resto ci sono le palestre, con i loro condizionatori, riscaldamenti e tapis roulant… per carità, niente di male, ma quello è un altro sport.

Correre con la pioggia, inoltre, può essere estremamente piacevole: nello specifico, a me correre sotto la pioggia dà una carica in più! Le gocce che battono sul viso, che bagnano le braccia e le gambe – “E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani” -, le scarpe che fanno esplodere pozzanghere d’acqua ed un certo qual sentirsi un po’… ‘eroi’… Perché, ammettiamolo, ma quando usciamo alle 6:00 di mattina con il buio o alle 20:00 con la lampada frontale, quando corriamo in condizioni climatiche avverse o tagliamo il traguardo con un ginocchio scorticato… ecco, è in quei momenti che ci sentiamo come dei novelli Filippide

Per non parlare, poi, del rumore, della pioggia… “con un crepitio che dura e varia nell’aria secondo le fronde più rade, men rade”, un tamburellare metronomico a 180 bpm che spinge le gambe a girare sempre più velocemente!

E quindi… non abbiate paura della pioggia… tornate bambini. Godete del bagnarvi, nel saltellare tra le pozzanghere – fin dalla prima volta sono stato battezzato il “saltapozzanghere”, perché erano ‘tutte mie’! – e ricordate di non vestirvi eccessivamente! Lo spolverino, infatti, vale la pena di usarlo solo se piove molto o in vista di allenamenti molto lunghi… ma se pensate di stare fuori un’oretta, uscite con il vostro solito abbigliamento tecnico, aggiungendo solo un cappellino, la cui visiera vi proteggerà gli occhi, o utilizzando degli occhiali con lenti trasparenti.

20160921_123050IL MIO OUTFITT DURANTE LE CORSE SOTTO LA PIOGGIA

Per quanto riguarda l’abbigliamento, utilizzo i capi a compressione graduata Oxyburn, caratterizzati da una tecnologia in grado di far evaporare velocemente l’umidità riducendo notevolmente il fastidio degli abiti fradici addosso. Ma il mio vero problema è quello della protezione degli occhi, indossando lenti a contatto rigide: ho ovviato al problema utilizzando gli X-Kross di Sziols, il sistema occhiale caratterizzato dalla possibilità di sostituire le mascherine ‘con un rapido click’, oltre che dall’Air Clima Management che facilita l’asciugatura delle lenti.

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