CARLOTTA MONTANERA, LA RUNNING MOTIVATOR

L’avevamo conosciuta qualche anno fa quando lavorava in ufficio, correva e teneva un bel blog, RunningCharlotte, che parlava appunto di running con un occhio al femminile… ci siamo incontrati in occasione della Giulietta&Romeo 2015, la Mezza invernale veronese. L’abbiamo ritrovata Running Motivator ed abbiamo deciso di intervistarla per capirci qualcosa di più… Fino a pochi anni fa il trend era quello di abbandonare la città e trasferirsi in campagna o montagna, di lasciare il lavoro in ufficio e tornare a fare i contadini… ora parrebbe che la nuova ‘moda’ sia quella di abbandonare un lavoro non soddisfacente e di dedicarsi allo sport in generale, al running in particolare…
rsz_img_6716Carlotta, quando hai deciso che il running oltre che la tua passione sarebbe diventato la tua professione?
In realtà tanto tempo fa, ma bisogna trovare il coraggio per ammetterlo. Ogni tanto mi si dice “cosa hai studiato a fare se poi dovevi correre?” La cultura sportiva in Italia è carente e lo sport è vissuto come una parte “opzionale” della vita. Invece vi posso garantire che io senza sport non sarei la persona che sono. E cioè non sarei me stessa.
DEM-EnternowCosa vuol dire essere Running Motivator? Come si svolge il tuo lavoro?
Il Running Motivator è una persona che ti accompagna nelle prime fasi della presa di coscienza di te. Molte persone si nascondono dietro a tante scuse “non ho tempo”, “non sono capace”, “non ho il fisico”. Il Running Motivator vanifica queste scuse e ti fa capire, accompagnandoti, che puoi farcela e poi, quando diventi consapevole della tua potenzialità, ti lascia andare per la tua strada. Running Motivator è un movimento di persone che aiutano le altre persone a cambiare la propria vita attraverso il movimento. Non è un allenatore, non dà tabelle, non consiglia piani di allenamento, né di forma fisica. Semplicemente ti accompagna e ti aiuta, proprio quando pensi di non poter proseguire. L’idea nasce da Giuseppe Tamburino nel 2012. Trovate tutto su www.runningmotivator.it
image-221Quali difficoltà hai dovuto affrontare nel passaggio dall’ufficio all’outdoor?Nessuna. E’ stato un processo naturale. Le difficoltà possono essere economiche, perché il running non è uno sport dove i soldi arrivano facilmente. Siamo abituati a pagare gli istruttore di atletica pochi euro, gli allenatori anche niente. Ma seguire la passione non dà ripensamenti.
Ti manca qualcosa della tua precedente vita?
No!
Ci racconti la giornata tipo di un running motivator?
Corriamo anche 3 o 4 ore al giorno. Spesso lentamente, cioè non alla nostra velocità. Io passo molte ore ad occuparmi della promozione del movimento ed a seguire i nuovi Running Motivator. Non esistono orari. I tuoi orari sono quelli delle persone che accompagni. Ma è una passione, non un sacrificio (io non ho perso un etto 😉 )!!!

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