Tre Campanili Half Marathon, bellissima… e durissima!

C’è chi sostiene che lo sforzo per portarla a termine sia equiparabile a quello necessario a concludere una classica Maratona stradale… Chi, dopo averla corsa, promette che non la correrà mai più… almeno fino all’anno successivo… Chi taglia il traguardo sanguinante, chi completamente stremato… Ma chi accomuna tutti, è la soddisfazione di essere finisher della Tre Campanili Half Marathon di Vestone, che il 3 luglio scorso ha festeggiato i dieci anni di vita. Dieci anni che l’anno vista crescere, trasformandola in quella che è ora, una delle più apprezzate e partecipate corse in montagna, e non solo del territorio bresciano.

Duro, durissimo il percorso che parte e si conclude nel centro storico del piccolo Borgo valsabbino: dopo i primi 6,5 chilometri di asfalto, dove la salita è abbastanza leggera e costante, senza strappi e completamente corribile, inizia ‘il bello’, caratterizzato dai successivi 15 chilometri di sterrato immerso nel bosco e disegnato su single track sassosi e ripidi. Che il percorso sia in salita o discesa, a contraddistinguere questa gara è proprio la ripidità: pressoché bandito il piano, la gara è contraddistinta, dopo il primo quarto su asfalto, da circa un’altra decina di chilometri in salita e da tutta l’ultima parte in cui la discesa porta senza respiro all’arrivo.

Una gara che tiene in tensione dall’inizio alla fine, questa Tre Campanili, caratterizzata da un meraviglioso panorama naturale, che tuttavia spesso si fatica ad ammirare: ma che emozione trovarsi in partenza fianco a fianco con una quindicina tra i più forti atleti italiani e non, come Giorgio Calcaterra, Said Boudalia, Francesco Puppi, Ivana Iozzia, Nikolina Sustic, Giovanna Ricotta, Sonia Opi, Gloria Giudici, Monica Seraghiti o Anna Zilio! Ed è proprio quando ti trovi di fronte l’Olimpo della Corsa in Montagna, che capisci che la gara sarà veramente dura.

Una gara, in effetti, che tutti gli appassionati dovrebbero correre, almeno una volta nella vita. Per i panorami fantastici, il percorso impegnativo e suggestivo, l’organizzazione impeccabile… ma anche per l’enorme ospitalità degli abitanti di queste zone. Appuntamento, quindi, al 2017, in attesa di un nuovo record di partecipanti e di finisher.

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