100 km del Caribe, tra giungla e mare

Conclusa con successo la 3^ edizione

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Io c’ero dentro la gara, ho visto e sentito tutto. Ecco il mio racconto.

Prima tappa, primo via della 100 km del Caribe. Si inizia con 10 km, così, tanto per assaggiare. Sulla bella spiaggia di Cabarete si sono schierati sotto l’arco della partenza i podisti agguerriti armati di allegria e buone gambe, perché sulla sabbia, si sa, non è facile correre. Per primi sono partiti i camminatori, tra gli applausi del pubblico, mentre mezz’ora dopo è toccato ai runners. Una brezza marina ha alleviato il caldo di queste latitudini e subito, dopo pochi metri, il tracciato ha portato a correre sotto un ombroso palmeto di terra battuta che ha permesso una buona falcata. Il serpentone colorato ha messo in fila gli atleti delineando da subito le posizioni del crono finale. Si scende poi in spiaggia per tornare di nuovo su sterrati dove si è collocato il primo e unico ristoro. La seconda metà è tutta spiaggia e si cerca di correre il più possibile vicino al bagnasciuga per riuscire a trovare la sabbia compatta che risponde meglio alla spinta del passo. I kite surf a volteggiare nel cielo. Ed ecco la Meta, l’arco dell’arrivo, la festa, la musica e gli applausi.

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La seconda tappa è a Porto Plata, con arrivo a Santa Maria del Torres. In una giornata calda-umida, i runners hanno affrontato 17,5 km, tra guadi fangosi e sterrati accidentati, e 1.500 m di dislivello armati delle loro borracce cariche di acqua e integratori. Raggiunta la cima, una statua del Cristo a braccia aperte sembra accogliere i podisti stanchi.

Terza tappa, Sosua, Monckey Jungle: 18 km nella giungla, 18 km di umidità. Bellissima però, quasi tutta corsa all’ombra, in continui saliscendi non troppo impegnativi e corribili, se non da tutti almeno sicuramente dal gruppo di testa. Anche in questa occasione, come per le precedenti tappe, partono per primi i camminatori, seguiti dai runners. Organizzazione impeccabile quella della 100 km del Caribe, con due ricchi ristori lungo il percorso, il primo al 5° e il secondo all’11° km, inframezzati da altri punti acqua volanti forniti dai quod e dai fuoristrada lungo tutto il tracciato. Anche le segnalazioni del trail da percorrere sono stati perfetti, impossibile perdersi se non per la meraviglia dei paesaggi. All’arrivo un bagno nel piccolo laghetto è stato il giusto premio dopo tanta fatica.

A Las Terrenas si è svolta la 4^ tappa, anzi, il temuto “tappone” di 44,5 km, in un susseguirsi di panorami mozzafiato: dal Salto de Limon, la bellissima cascata nel verde lussureggiante, ai diversi guadi da fare attraversando un fiume in più punti, tanto da sentirsi degli autentici Indiana Jones. La faccenda si complica quando un fitto gruppo di mangrovie non permette il passaggio via terra e costringe i runners a passare via mare per un paio di km. La raccomandazione è quella di seguire in modo fedele le bandierine poste dai tracciatori onde evitare di sprofondare in acqua; in questo modo si è immersi fino a metà coscia, o fino alla cintola, dipende dalla propria statura. Seguono tanti km corsi in spiaggia, quelli finali, in un susseguirsi di zone selvagge alternate ad altre attrezzate con sdraio dove i bagnanti applaudono il passaggio degli atleti che, inorgogliti, trovano le energie per lo sprint sotto l’arco del traguardo.

Dodici i chilometri alla fine dell’impresa e i 100 km del Caribe saranno completati. C’è chi invece sceglie la formula parziale, quella di correre solo questa tappa in un sabato mattina qualunque; e quindi tantissime sono le adesioni locali, che allungano il serpentone colorato di podisti sulla Playa Moron e che subito piega verso l’interno per affrontare un paio di salite (le ultime per chi corre ormai da 5 giorni). Attraversato un palmeto, eccoci di nuovo in spiaggia. Ormai si vola, l’arrivo è vicino, si sente già la musica dagli altoparlanti: con quel che resta di energia nelle gambe si sprinta sul rettilineo finale che traguarda la finish line sfalciando sulla sabbia ma ormai non importa, siamo arrivati. Chi ha già concluso la sua fatica si è buttato in mare per un bagno ristoratore e incita ogni arrivo. Premiati due italiani: la forte campionessa in carica Alice Modignani Fasoli e l’outsider nel trail Pasquale Rutigliano al suo esordio nell’off road, anche se il suo 2:20’ in maratona e il suo 1:04’ nella mezza avrebbero dovuto suggerirci qualcosa. Musica e allegria con le coloratissime ballerine che danzano sul palco per festeggiare la conclusione dell’evento, mentre all’ombra delle palme un eccellente servizio massaggi spazza via la stanchezza.

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di Silvana Lattanzio

Photo credit: Pierluigi Benini

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