La strada è di tutti!

Matteo Trombacco

Che il divieto di occupazione della carreggiata per attività sportive ed allenamento sia quantomeno assurdo, è abbastanza chiaro per tutti… tuttavia molto spesso sono proprio i runner ed i ciclisti che non si rendono conto dei propri comportamenti sbagliati, pericolosi e… menefreghisti.

“I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione”: è l’Articolo 190 del Codice della Strada, quello utilizzato dall’Amministrazione comunale di Gorle, nel bergamasco, per installare un cartello stradale che vieti “l’occupazione della carreggiata per attività sportive ed allenamento”.

È la notizia apparsa qualche giorno fa su L’Eco di Bergamo e che ha scatenato il disappunto degli appassionati di running. Sarebbero molte le cose che si potrebbero dire a tal riguardo e, da runner a runner, sarebbe anche molto facile schierarsi contro tale decisione. Ma seppur di principio la solidarietà non possa mancare, tuttavia nasce anche un altro e più alto pensiero: se esiste una legge, in teoria dovrebbe essere rispettata. E se non va bene, al limite dovrebbe essere cambiata. Ma in uno Stato di diritto, finché una legge è in vigore, andrebbe rispettata: non erano contenti i fumatori di non poter più fumare nei locali pubblici, ma lo hanno dovuto fare… come tutti, volenti o nolenti, abbiamo dovuto accettare le cinture di sicurezza, il casco in moto, il caschetto per i minorenni sugli sci, il tesseramento obbligatorio per poter partecipare alle gare competitive…

Ovvio, quando c’è una legge ci sono quelli a favore e quelli contrari… Da runner sono infastidito, da questo divieto, considerando i marciapiedi effettivamente pericolosi e scomodi, per correre. Ma da automobilista sono infastidito quando mi trovo davanti podisti che “non sanno correre per strada”, che tengono il lato sbagliato, che indossano le cuffiette, che non sono abbastanza visibili… ed ancor più quando mi imbatto in squadre, quasi falangi persiane impenetrabili, di ciclisti affiancati impossibili da superare e sempre pronti ad offendere se gli si fa notare che no, quella non è loro, ma una strada pubblica…

maxresdefaultOrdunque, di fronte a tutta questa abnorme cafonaggine, frutto di un mix tra IGNORANZA del Codice della Strada e MENEFREGHISMO nei confronti di TUTTI GLI ALTRI utenti della strada, il pensiero dominante è quello secondo cui no, non dovrebbero esistere cartelli di divieto come quello messo a Gorle… ma che un fermo pugno di ferro da parte delle Autorità nel sanzionare chi “occupa pericolosamente la carreggiata”, sarebbe assolutamente auspicabile.

Perché, poi, alla fine, come per il divieto di fumare, passato giustamente come norma salutistica, anche la regolamentazione alla circolazione dei ciclisti e dei pedoni non è che sia propriamente un capriccio, ma ‘semplicemente’ un modo per tutelare i cittadini, sia pedoni che automobilisti. Però, ovviamente, siamo sempre pronti a puntare il dito, mai ad additarci come ‘colpevoli’.

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