RUNNING: 5 FALSI MITI DA SFATARE

Spesso si tratta di spiegazioni semplicistiche, dettate da vecchie convinzioni o da pressapochismo: sta di fatto che il nostro corpo è una macchina perfetta e complessa che va gestita in modo attento e scrupoloso, soprattutto quando viene sottoposto a lunghe e continue sessioni di corsa. Per questo motivo è meglio sapere di cosa si parla, onde evitare di creare o procurarsi infortuni e danni.

 

Spesso non conta che il runner sia neofita o esperto, perché certe ‘leggende metropolitane’ sono dure a morire. Di cosa stiamo parlando? Semplicemente di alcune credenze ‘popolari’, convinzioni spesso errate, quando addirittura non dannose, legate al mondo del podismo. Magari niente di drammatico, per carità, ma per dovere di cronaca, ed amore della verità, sfatiamo qualche ‘mito’, senza la pretesa di ricavarne l’elisir di lunga corsa, ma con la convinzione che, anche nel running il pressapochismo debba essere sostituito da conoscenze vere e consulenze professionali.

 

Il giorno dopo di una gara o di un allenamento intenso, le gambe dolgono: non si tratta di acido lattico, che normalmente si riduce drasticamente già un’ora dopo lo sforzo, bensì di microtraumi sia meccanici che biologici, per i quali, tra l’altro, il massaggiatore non è particolarmente consigliato né indicato.

 

Prendere un energetico prima della gara: l’assunzione di un gel o di una barretta energetica blocca il rilascio del glicogeno e dei grassi, rischiando di compromettere addirittura la prestazione.

 

Correre piano per dimagrire: correndo lentamente si vanno a bruciare i grassi, correndo velocemente, invece, si consumano i carboidrati. In entrambi i casi si brucia, ma per ottenere un dimagrimento è necessario associare alla corsa, lenta o veloce che sia, una dieta che diminuisca le calorie giornalmente assunte.

 

I globuli rossi del runner hanno una vita media breve a causa dei microtraumi generati dalla corsa: nonostante ciò sia assolutamente vero, per combattere l’anemia del podista non bisogna assumere ferro che, di contro, rischia di accumularsi nel fegato provocando danni epatici.

 

La prestazione è il risultato di un ottimo allenamento: purtroppo quest’idea è vera solo fino ad un certo punto. Allenarsi bene è fondamentale per migliorarsi in ogni cosa, ma non può consentire a chiunque di ottenere qualunque risultato. Nel running, come in tutti gli altri sport, esiste una predisposizione naturale, unita alla genetica, che fa in modo che i campioni siano tali. E poi ci sono tutti gli altri, che potranno allenarsi finché vorranno, ma che potranno arrivare solo a determinati risultati…

 

Matteo Trombacco

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