La Volkswagen Prague Marathon promette di essere un grande spettacolo sportivo

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Un campione intenzionato a difendere il proprio titolo da un agguerrito parco di sfidanti, una gara femminile con otto maratonete sotto le 2:30, l’ultima possibilità per i corridori di ottenere i tempi di qualificazione olimpica: sono questi alcuni degli argomenti principali della 22a edizione della Volkswagen Prague Marathon del prossimo 8 maggio.

Partendo dalla sua prima edizione del 1995, la Volkswagen Prague Marathon figura ora tra le maratone dotate del più alto livello di qualità al mondo, ed è il gioiello della RunCzech Running League, che comprende sette IAAF Gold Label Road Races, il massimo tra tutti i paesi del mondo. Da una partecipazione di 985 corridori nella sua prima edizione, gli organizzatori avranno ancora una volta una capacità di 10.600 iscritti per la gara di quest’anno, con i pettorali tutti esauriti lo scorso anno dopo l’apertura delle registrazioni.

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“La Volkswagen Prague Marathon è una storia di incredibile successo”, ha affermato il suo fondatore, Carlo Capalbo, presidente del comitato organizzatore e di recente nomina presidente della IAAF Road Running Commission. “Devo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile tutto ciò. RunCzech ha ora avuto in totale oltre 845.700 corridori nei suoi 22 anni. Possiamo essere molto orgogliosi di ciò”.

A guidare il campo maschile sarà il keniano Felix Kipchirchir Kandie che nella gara dello scorso anno, superato un mal di gola e partito con un ritmo blando, ha poi vinto in 2:08:32, sopravanzando di 18 secondi Evans Chebet vincitore nel 2014. Kandie ha migliorato il suo record personale (PR) in 2:07:07 nella maratona di Valencia lo scorso autunno. Il 29-enne partecipa a questa gara dopo aver testato la sua forma nella Sportisimo Prague Half Marathon del mese scorso giungendo sesto in 60:04.

Ma affinchè la capitale ceca possa diventare ancora la “terra di Kandie”, egli dovrà dribblare una serie di contendenti desiderosi di strappargli il titolo. Il leader che darà la carica è il vincitore della Prague Marathon del 2010, Eliud Kiptanui, che lo scorso autunno ha dimostrato di essere ancora tra i maratoneti leader nel mondo, ottenendo il suo PR di 2:05:21 a Berlino, un tempo leggermente più veloce del suo record di gara di Praga di 2:05:39.

Tra gli altri corridori che hanno assaporato la vittoria a Praga e che cercheranno di detronizzare Kandie figurano i keniani Peter Kirui, vincitore della Prague Half Marathon nel 2014, Patrick Terer, vincitore della Prague Marathon (2:08:07) dello stesso anno, e Daniel Wanjiru, che si è aggiudicato le ultime due edizioni della Prague Half.

In totale il parco maschile vedrà 11 atleti con PR sotto i 2:08 quindi, condizioni atmosferiche permettendo, si potrebbe ipotizzare un tempo vincente molto veloce.

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Per quanto riguarda le donne, il parco atlete comprende un gruppo di contendenti in grado di stravolgere le gerarchie nel processo di selezione olimpica dell’Africa orientale. In cima a tale elenco figurano le etiopi Biruktayit Degefa Eshetu e Marta Lema.

La 25-enne Eshetu dovrebbe risultare abbastanza familiare agli appassionati americani di podismo essendosi sempre classificata tra le prime quattro alla Chevron Houston Marathon negli ultimi tre anni, prestazioni che comprendono un PR di 2:23:51 che gli è valso il terzo posto nel 2015 e la vittoria in 2:26:07 nella gara di gennaio.

Anche la 26-enne Lema parteciperà alla gara in gran forma dopo aver ottenuto il suo PR col secondo posto alla Xiamen Marathon in gennaio (2:24:32) ed un sofferto quarto posto alla RomaOstia Half Marathon del mese scorso (67:58).

Sulla loro strada troveranno naturalmente un gruppo di arcirivali keniane. Purity Ring Oripo è a capo di questo gruppo, dopo aver ottenuto un PR di 2:25:09 a Lisbona lo scorso anno. Subito dietro ecco Lucy Karimi, che ha fatto registrare un PR di 2:27:08 a Dubai in gennaio, e che ha testato la propria forma lo scorso mese alla Prague Half Marathon con un PR di 68:43.

Tra le altre atlete da non sottovalutare figurano le keniane Beatrice Jepkemoi Toroitich (PR 2:27:41) e Elizabeth Chepkanan Rumokol (PR 2:29:32), quindi l’ucraina Olena Shukno (PR 2:29:26).

Con la porta per le qualificazione per le Olimpiadi di Rio che si chiuderà l’11 luglio, la gara determinerà il successo o il fallimento per molti atleti aspiranti a competere ai Giochi di questa estate. E pertanto la gara vedrà concorrenti provenienti dal Brasile, Mongolia, India, Israele, Finlandia, Ungheria, Kyrgyzstan, Italia, Croazia, Sud Africa, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Qatar, Eritrea, Portogallo, Irlanda e Paesi Bassi nel tentativo di soddisfare i limiti di Rio: 2:19 per gli uomini e 2:45 per le donne.

In vetta a questa rassegna di speranze olimpiche internazionali figura il brasiliano Marilson Dos Santos. Partecipare a 38 anni alle Olimpiadi di casa rappresenterebbe la degna conclusione di una carriera podistica che l’ha visto trionfare due volte alla New York City Marathon. Questa sarà solo la sua terza maratona dopo la partecipazione alle Olimpiadi di Londra del 2012.

Riguardo l’obiettivo di raggiungere le Olimpiadi, da evidenziare anche il forte interesse locale per gli atleti cechi, soprattutto per Eva Vrabcová, che ha partecipato tre volte alle olimpiadi invernali nello sci di fondo, e che farà il suo debutto nella maratona, nel tentativo di diventare la 35a atleta ad aver mai gareggiato ai giochi olimpici sia invernali che estivi. La trentenne si è classificata decima con un PR di 71:06 alla Prague Half Marathon dello scorso mese.

Per quanto riguarda il settore maschile, Jan Kreisinger, Jiri Homolac, Vit Pavlista e Petr Pechek saranno tutti alla ricerca del tempo di qualificazione di 2:15 fissato dalla Federazione Ceca di Atletica.

Quest’anno la Volkswagen Prague Marathon servirà anche da trampolino di lancio per una serie di nuove iniziative.

Tra queste il Yellow Ribbon Run, con staffette composte da ex detenuti, rappresentanti del servizio penitenziario e direttori aziendali. Ciascuno indosserà una maglietta decorata con un nastro giallo per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che incontrano gli ex detenuti in cerca di occupazione dopo il loro rilascio. Questo sarà il primo tentativo sui generis in una gara in Europa contro i pregiudizi.

Inoltre per la prima volta i corridori di tutto il mondo il giorno della corsa potranno partecipare alla gara ovunque si trovino attraverso la Prague Digital Marathon (http://www.pimdigital.com/en). Basta scaricare l’applicazione Run Social sul telefono cellulare, per poi creare profili e avatar, ed interagire con gli altri corridori presenti sia sul campo sia sui propri tapis roulant.

La maratona di Praga collaborerà per la prima volta con l’associazione benefica Medici Senza Frontiere. La gara vedrà competere 50 corridori, cinque staffette, e una squadra. Tra di loro ci saranno Zdenek Müller, che si è preparato soprattutto in Siria durante una missione di servizio di due mesi, e Tomas Sobek, un chirurgo trauma cranico che gareggia a piedi nudi e che una volta ha completato la maratona con la polmonite.

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