TRAGEDIA STRAMILANO, UN’ALTRA DOMENICA DA NECROLOGIO: MA DI CHI E’ LA COLPA?

di Cesare Monetti

Sempre più spesso il lunedì mattina dobbiamo metterci a scrivere articoli che parlano di tragedie. E questa sta diventando una cattiva abitudine, purtroppo. A Brescia settimana scorsa si è sfiorata la tragedia, evitata solo grazie a due ‘runners-angeli’, ieri a Ferrara ancora attimi di paura per Sara che si è sentita male e dovrebbe ora essere fuori pericolo, mentre a Milano, nella grandiosa Stramilano purtroppo il 29enne Fabio Capello non ce l’ha fatta. Un altro decesso in gara, che ammutolisce la festa, rende nero un giorno di sole.

Ma perchè succede questo? Nonostante in Italia i controlli medici siano davvero rigidi forse quasi come in nessuna Nazione nel mondo, accadono queste tragedie. Che sia chiaro, accadono in Italia come in altre parti del mondo, anzi forse in Italia accadono in misura molto minore rispetto ad altre parti, però tutto questo aumenta la polemica per capire di chi sia la colpa. Sempre che di colpa ovviamente si voglia parlare.

E’ dei controlli che non sono sufficienti?  E’ colpa degli organizzatori che dovrebbero inserire un sistema di emergenza ancora più efficiente o tempestivo?

Oppure è colpa di tutti noi che corriamo che davvero spesso, troppo spesso, andiamo oltre il nostro limite fisico? Forse sì, dovremmo darci una calmata e non fare gli impiegati sedentari in settimana e poi trasformarci in maratoneti keniani la domenica. Ma è davvero la ricerca del limite che può portare a queste tragedie oppure ‘sarebbe successo comunque’? Sarebbe accaduto anche sul divano? Oppure se fosse andato più piano e tranquillo?

Non c’è una risposta, così come è giusto non fermarsi ma andare avanti. Oggi piangiamo certamente un altro runner che è mancato ed è giusto rendergli omaggio e ricordarlo nel migliore dei modi. Ma è anche giusto domandarsi quante vite stiamo salvando grazie alla corsa, o anche solo al jogging, che si diffonde. Quante patologie in meno, quanti obesi in meno in giro, quante vite riacquistate sia fisicamente ma anche mentalmente. Tantissimi magari in depressione grazie alla corsa hanno ritrovato loro stessi e hanno oggi un motivo nuovo di vita. Quanti fumavano e ora hanno smesso?

Da un lato purtroppo dunque qualche persona che purtroppo non ce la fa, dove abbiamo solo il conteggio ufficiale nelle competizioni , ma chissà di quanti casi non abbiamo conoscenza perchè accadono negli allenamenti settimanali, magari in solitaria in un parco al buio, dall’altro lato migliaia di vite riacquistate.

Non c’è da fare un bilancio, una vittoria o una sconfitta sul piatto della bilancia se pesa di più una persona deceduta o mille vite salvate, c’è sicuro da fare ancora più attenzione e che ognuno faccia il proprio. Tutti quanti. I medici con tanta attenzione nei controlli, gli organizzatori tutti predisponendo un servizio adeguato di emergenza e anche noi runner nel gestirci meglio, senza fare pazzie o gli eroi la domenica e magari allenandoci meglio e di più in settimana, magari ancora se possibile seguiti da un coach professionista che saprà meglio indicarci le nostre qualità  e di sicuro i nostri limiti.

Ciao Fabio!

 

One Response

  1. francesco 21/03/2016

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