TRA I MAGREDI CON LA REGINA DEL MAGRAID

Oggi, sabato 19 marzo, si è tenuto il primo allenamento di gruppo tra i Magredi in vista del Magraid 100k del 17 – 19 giugno 2016: a guidare il gruppo di runner, Paola Mariotti, che di ‘Corse nella Steppa’ ne ha già corse e vinte tre! L’abbiamo raggiunta qualche giorno fa per farci raccontare qualcosa di più di questa gara unica ed affascinante.

Questa mattina alle ore 9:00 circa è partito il primo allenamento di gruppo attraverso i Magredi, un angolo di Friuli-Venezia Giulia in provincia di Pordenone la cui conformazione, e clima, tanto lo fanno assomigliare alle zone steppose dell’Europa orientale. È qui che dal 17 al 19 giugno si terrà l’edizione 2016 del Magraid 100k Correndo nella Steppa. Ne abbiamo parlato con la Regina dei Magredi, Paola Mariotti, che questa splendida gara l’ha gareggiata e vinta ben tre volte!

Paola, da chi e perché è nata l’idea degli allenamenti di gruppo tra i Magredi?

L’idea è nata inizialmente da me… non mi fidavo ad andare da sola su un territorio cosi vasto… non si sa mai. Il territorio è così impervio che farsi male e un attimo… cosi chiesi ad un amico ‘virtuale’, Marzio Salvador, se poteva uscire con me visto che preparava anche lui il Magraid. E così quest’anno è nata l’idea di qualche uscita di gruppo… per la nostra sicurezza, ma anche per condividere assieme la fatica.

Anche perché i Magredi sono caratterizzati da un terreno molto particolare: compatto, ma sassoso… e, quindi, dove allenarsi per una gara di questo genere, se non proprio qui?

La corsa sull’asfalto, contrariamente a quanto si possa pensare, aiuta molto in questo tipo di competizioni perché, dalla mia esperienza, ho visto che avere un po’ di velocità e di ritmo costante ti permette di avere una gestione migliore in questo tipo di territorio che è unico e diverso da tutte le altre gare ultra.

Quanto tempo serve, secondo te, ad un atleta mediamente allenato per preparare il Magraid 100k?

Tre, quattro mesi… con un impegno costante e continuo, possono bastare per riuscire a terminare questo tipo di competizione… È dura da correre e “di testa” ti mette a dura prova perché quando entri nel greto dei fiumi e ti trovi a dover correre chilometri di sassi con un cambio di temperatura rapido devi stare calmo e concentrato… è una bella sfida con se stessi. Quest’anno, poi, sarà ancora più duro perché, otre alla tappa Marathon di 55 km, il giorno dopo ce ne saranno altri 35…

Cosa rende il Magraid una gara così affascinante?

Questa è una competizione unica nel suo genere: stare a contatto per tre giorni con gli altri atleti e condividere tutto è estremamente bello. Il territorio è a dir poco affascinante ed offre dei panorami unici: ricordiamo che si corre in una zona protetta con flora e fauna uniche. È un’esperienza che lascia il segno e che aiuta a conoscere meglio se stessi.

Ed il Campo base? Quali i tuoi ricordi più vividi del tempo trascorso lì?

Del campo base ricordo le notti insonni, tante, tante e tante risate… e la disponibilità e generosità di tutti i volontari del campo. Ricordatevi che in Friuli SIETE SEMPRE OSPITI DI GENTE UNICA!!!

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