GRASTON TECHNIQUE: LA SALUTE IN MOVIMENTO

_BEN3677[17]Finalmente approda in Europa questa tecnica innovativa inventata negli USA negli anni ’90 per la valutazione e il trattamento dei tessuti molli assistito da strumenti.

Il metodo Graston Technique nasce con l’obiettivo di mobilizzare il tessuto fasciale, rilasciare le sue restrizioni e aumentare i processi riparativi di un determinata zona tissutale. Gli effetti sono: una riduzione del sintomo (in caso di dolore), una maggiore espressione sia di forza sia di flessibilita’ e, dunque, un ridotto rischio di infortuni.

colonna  [19]

IL TESSUTO FASCIALE

Anatomicamente la fascia e’ composta da una serie di membrane di tessuto connettivo che proteggono un organo o un complesso di organi e hanno funzione di nutrimento. Tra i vari, avvolge e sostiene anche i muscoli e per fare si’ che questi possano essere forti e flessibili e’ necessario che gli strati della fascia possano scorrere tra di loro. Infatti, una delle sue funzioni fondamentali e’ la trasmissione di forze: il 30-40% della forza generata da un muscolo viene trasmessa dal tessuto connettivo che lo avvolge.

trapezio[15]COME SI SVOLGE UNA SEDUTA

Gli strumenti sono di 6 tipi diversi in base alla forma della parte da trattare che puo’ essere concava o convessa, grande o piccola e così via. E’ fondamentale il riscaldamento dei tessuti prima di iniziare attraverso un lavoro aerobico per qualche minuto oppure attraverso l’utilizzo di macchinari. Poi si fa una valutazione facendo scorrere con una leggera pressione lo strumento sul tessuto per vedere dove e’ più ruvido, con una consistenza anomala e dove impone maggiore resistenza allo scorrimento. Li’ vuol dire che c’e’ una restrizione fasciale e si deve rimanere piu’ a lungo per un massimo di 30-60 secondi per zona alternando varie tecniche e direzioni di applicazione. In seguito e’ necessario fare 2-3 minuti di stretching dei segmenti trattati, poi per ogni gruppo muscolare, esercizi di rinforzo con tante ripetizioni a basso carico per qualche minuto. Per concludere, di nuovo stretching.

BOX: PER QUALI PATOLOGIE

E’ indicata in:

  • tutte le tendinopatie sia acute sia croniche: epicondiliti, infiammazioni dell’achilleo, del rotuleo, del sovraspinoso (tendine della cuffia dei rotatori della spalla), etc.;
  • sindromi fasciali: fascite plantare, sindrome della bandelletta, dito a scatto, etc.;
  • stiramenti legamentosi: distorsioni di caviglia, dei collaterali di ginocchio, crociati, etc.;
  • cicatrici/aderenze: dopo un intervento, ematoma o strappo muscolare;
  • sindromi da intrappolamento: tunnel carpale, tarsale, stretto toracico, etc.

 

BOX: CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE

  • ferite aperte
  • tromboflebiti
  • ipertensione scompensata
  • infezioni
  • fratture non consolidate
  • tumori vicini alla zona di trattamento

di Bianca Maria Lenci, fisioterapista

One Response

  1. Francesco 17/03/2016

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