AMO PARIGI… MA C’E’ QUALCOSA CHE NON VA

di Matteo Trombacco

La Semi de Paris è sempre una gara meravigliosa: 21k all’interno del centro della Ville Lumiére, tra monumenti, parigini festanti ed educati ed ottima organizzazione… o forse non proprio…

Domenica 6 marzo si è corsa la Sémi Marathon de Paris: 21k con partenza ed arrivo nell’Esplanade del Château de Vincennes. Dopo un venerdì di nevischio ed un sabato di pioggia, la domenica è stata baciata da un bel sole, nonostante la temperatura assolutamente invernale ed un bel vento freddo. La scelta di Parigi non è stata casuale, ma fortemente voluta: tanto l’amore per quella che è da vent’anni la mia città d’adozione che, due ore dopo l’apertura delle iscrizioni, a settembre 2015, avevo acquistato il pettorale. Inutile dire che dopo ‘ben’ due ore il mio pettorale aveva come numero ventunomila e rotti…

Ho anticipato che amo questa città perché, dopo aver corso a Parigi… ecco, ho qualcosa (purtroppo) da dire ai petulanti detrattori delle nostre ‘garucce’ nostrane. A quelli che, per intenderci, definiscono gli eventi podistici italiani mal organizzati, costosi, mal gestiti… paragonandoli a quelli esteri, dipinti come eccellenti dimostrazioni di meticolosa precisione e perfezione. A mio avviso confondendo l’emozione della corsa all’estero e la bellezza di una città magari mai vista prima con la Magnificenza (anche organizzativa!) della gara in sé. Ma queste, di fatto, sono cose ben distinte.

Amo Parigi, ma due ore dopo l’apertura delle iscrizioni ho pagato ogni chilometro corso 2,14 euro: quarantacinque euro per una Mezza Maratona non sono proprio pochi. Un esempio su tutti: iscrivendomi alla Maratona di Roma avrei pagato 1,19 euro al chilometro, ovvero cinquanta euro. E Roma, come Parigi, è una grande capitale europea con numerose criticità dal punto di vista della mobilità, della gestione del traffico, delle risorse umane e degli atleti.

Amo Parigi, ma sono abituato a trovare quattro ristori durante una Mezza Maratona, ovvero uno ogni 5k: qui i ristori erano solo tre, al sesto, all’undicesimo e al sedicesimo chilometro. Più o meno. Belli ricchi, per carità, ma completamente a base di acqua, frutta fresca e frutta secca: con due gradi di temperatura in Italia ti danno il té caldo. Qui il té caldo c’era, hanno detto, ma solo abbondantemente dopo l’arrivo e (forse) per i primi… fatto sta che al mio arrivo, con un vento che tagliava la faccia, le bevande calde erano state sostituite da Coca-Cola ghiacciata.

Amo Parigi, ma per 45,00 euro di pettorale mi aspettavo, oltre alla solita maglia tecnica, che poi è pubblicità che ogni runner porta con sé, non proprio un oggetto gratis, quindi… mi aspettavo, dicevo, un pacco gara degno di tale nome e non un porta foto magnetico, delle caramelle Haribo, uno schizzo di crema defatigante ed un bel po’ di pubblicità… ah, e niente sacca per gli indumenti. Ricordo che, dopo aver corso i meravigliosi 21k della Garda Trentino Half Marathon, il cui pettorale era costato Addirittura 23,00 euro, mi avevano regalato un pacco gara che ci avevo mangiato e bevuto una settimana intera, tanto era zeppo di prodotti gastronomici di ogni genere.

Amo Parigi, ma solo nei primi 5k della gara ho rischiato di venire travolto tre volte da attraversatori indisciplinati e menefreghisti: ovvio, come presidiare completamente 21k nel centro di Parigi? Ho sul groppone una dozzina di Mezze, ma gli attraversamenti del pubblico non erano stati più di un paio… e sì che Milano, Roma, ma anche Verona hanno le stesse criticità di Parigi, ovvero lo stesso numero di chilometri cittadini da presidiare…

La medagliaAmo Parigi, ma la medaglia della Sémi Marathon de Paris è francamente la più brutta che abbia mai ricevuto dopo una 21k: non paragonabile a quella di cartone di Torino di un paio di anni fa, ma se in qualcosa si è risparmiato, quello è stato senza dubbio nel design della medaglia. Al ritorno l’ho messa accanto a quella della Gensan Giulietta & Romeo Half Marathon 2016 e… non c’era francamente paragone!

Amo Parigi, ma entrato nel meraviglioso Expo, che distava dalla metropolitana solo venti minuti a piedi, si millantavano 65mila iscritti: a quella cifra arrivavano i punti ritiro pettorali. Un paio d’ore prima della partenza il messaggio dell’organizzazione ha parlato di 46.999 più me, quindi 47mila. I giornali, il giorno successivo, hanno comunicato il dato reale: 37mila. E pensare che se in Italia qualcuno aggiungesse un centinaio di podisti verrebbe linciato o accusato di chissà quale atteggiamento contro natura…

Amo Parigi, la amavo e continuerò ad amarla. L’anno prossimo ci gareggerò ancora, ad ottobre, quando si terrà la 20k de Paris, ma non per l’organizzazione, non per il pacco gara o la medaglia, nemmeno per i ristori o l’assistenza o per il prezzo per nulla modico. Ci parteciperò per il semplice fatto che amo Parigi. 

Nella foto: l’arrivo della Sémi Marathon de Paris.

Occhiali: X-Kross by Sziols.

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