VINCENZA SICARI, LA CAMPIONESSA CHE STA PERDENDO LA VITA

di Cesare Monetti

Conosco Vincenza, l’ho vista in tante gare e poi io c’ero a Torino sulla finish-line di quella maratona di Torino 2008 che vinse con grande fatica e determinazione. Arrivò quasi ferma sul traguardo, straziata ma felice. Vomitò dalla fatica se non ricordo male. Fece 2h29’50, tempo utile, appena sotto il 2h30’00 richiesto per andare alle Olimpiadi. E ci andò.

E ora? Oggi la sua pagina facebook è piena di mimose e di messaggi di incoraggiamenti. Ma ora è tutto cambiato, da qualche tempo è alto ma inascoltato il suo grido di dolore. Vincenza, è inutile negarlo, sta andando incontro alla morte, con una malattia che ormai l’ha debilitata, anzi no…direi annientata.

Ma di cosa è malata Vincenza? Ecco questo è il punto. E’ proprio questa la cosa ancora più straziante. Il fatto è che non si sa quale malattia stia vincendo sulla enorme forza di volontà dell’olimpionica. «Vi prego aiutatemi. Il mio è un calvario, sto andando incontro alla morte. Ed ogni minuto che passa capisco che è una sensazione terribile…» il suo grido di dolore in queste settimane.

Ha girato diversi ospedali, dal Sacco di Milano a quello di Legnano, ma non hanno diagnosticato nulla di certo, hanno interrotto le ricerche, le hanno detto che non vale la pena fare ricerca per una sola persona. In questo momento la 37enne lodigiana è inchiodata ad un letto in Ospedale a Pisa. Nessuno può, anzi nessuno vuole davvero aiutarla. “Le istituzioni? Certo, ho sentito anche il ministro Lorenzin –  le sue parole – mi ha detto di chiamare la direttrice sanitaria della regione Toscana, ma qui non si muove nulla”. Inquietante la quasi assoluta indifferenza del mondo dello sport: «Non ho ricevuto alcuna telefonata da parte della Fidal e quando ho chiamato il Centro Sportivo dell’esercito, per il quale ho corso a piedi nudi anche di notte, mi hanno risposto “chiama Malagò”. Il presidente del Coni, almeno lui, ha capito, e si è interessato. Gli avevano garantito la massima assistenza quando sono stata ricoverata a Roma e invece nulla. E lui mortificato mi ha detto: “Cosa devo fare?”

Alla fine la reale situazione è che nulla si smuove. E i giorni passano e le condizioni di Vincenza peggiorano sempre di più.

Quando e come è iniziato tutto questo? Nel 2013 andava ancora tutto bene, qualche gara e poi è arrivato il buio. Febbre, sensazione di spossatezza, fino a non riuscire neanche a camminare nel giro di breve. Impensabile per una maratoneta. La diagnosi dice ‘malattia degenerativa neuromuscolare’ e poi tutto si ferma lì. Ospedali e viaggi in cerca di soluzione in giro per l’Italia: Roma, Genova, Crema, ma niente. Anzi da Roma le hanno pure detto che costava troppo per il servizio sanitario nazionale, che non poteva rimanere in ospedale e che il posto-letto andava liberato. Ovviamente da parte del legale di Vincenza Sicari è scattata la querela. Ma quelle sono carte, sono lotte economiche che francamente ora servono a poco. Quello che rimane è quella diagnosi e una tac che parla di tumore al timo, ma poi non si sa nulla di più.

Ora è a Pisa, inerme nel suo letto d’ospedale ad aspettare chissà che cosa, forse la morte, visto che ormai pesa meno di 40 chili e non riesce più a muoversi in alcuna maniera. Gli rimane la fede e la sua forza di volontà, grande e immensa che in passato le ha fatto vincere gare e medaglie ma che ora significa sopravvivenza. Si ma fino a quando? Chi può fare davvero qualcosa per Vincenza, lo faccia subito.

3 Commenti

  1. Franco Ruffino 09/03/2016
  2. Luca 09/03/2016
  3. cinzia simonetti 28/03/2016

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