TRIATHLON, ALLEATO CONTRO LA SCHIZOFRENIA

Si chiama Progetto Triathlon e nei prossimi diciotto mesi impegnerà circa tremila addetti: nasce dalla convinzione che lo sport, ancor più se multidisciplina, possa favorire la socialità, l’integrazione e le capacità cognitive dei pazienti schizofrenici.

La notizia che sta rimbalzando sul web è di quelle che non possono passare inosservate: secondo Emilio Sacchetti, Presidente della Società italiana di psichiatria, la nuova frontiera per la cura della schizofrenia sarebbe, infatti, stata individuata nella pratica del triathlon. «L’attività fisica – ha spiegato il Professor Sacchetti – potrebbe essere uno strumento efficace per ridurre e migliorare una situazione compromessa dei pazienti. Negli ultimi cinque, sei anni numerosi studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico può avere un effetto positivo e benefico sui sintomi, sul quadro complessivo e sulle performance cognitive dei pazienti

Il Progetto Triathlon, che nei primi diciotto mesi impegnerà circa tremila persone tra specialisti ed operatori sanitari, sarà caratterizzato da una serie di attività promosse dal Dipartimento di Salute Mentale che accompagneranno i pazienti schizofrenici fino alla nascita del Primo campionato di Triathlon a squadre della salute Mentale.

«Il carico di questa patologia cronica, che inizia dalla tarda adolescenza, è molto pesante, per questo è fondamentale intervenire sulle tre dimensioni del problema, quelle organizzativa, clinica e sociale, che sono l’obiettivo del progetto Triathlon», ha chiarito Alberto Siracusano, ordinario di Psichiatria all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ che ha confermato come l’attività fisica potrebbe risultare più efficace, e soprattutto duratura, rispetto alla terapia antipsicotica.

«Il progetto Triathlon promuove l’integrazione del paziente e la formazione degli operatori sul tema del trattamento integrato e personalizzato – sottolinea Silvana Galderisi, Professoressa Ordinaria di Psichiatria, Università degli Studi di Napoli SUN e Presidente eletto European Psychiatric Association –; il triathlon propone un reale cambio di passo nella gestione delle malattie psicotiche: i trattamenti non sono più volti solo a migliorare la sintomatologia, ma finalizzati al recupero della persona e a migliorare la sua qualità di vita. Per questo, nell’ambito della dimensione clinica, la formazione degli operatori riguarderà non solo la diagnosi e il trattamento farmacologico, ma anche la riabilitazione cognitiva, che facilita il recupero funzionale, e la psicoeducazione, volta a migliorare il clima famigliare e a ridurre lo stress del paziente e dell’assistente sanitario».

Da questo momento in poi, quindi, il petrarchesco ‘Canta che ti passa‘ (“Perché cantando il duol si disacerba”, Canzoniere XXIII, 4), potrà essere sostituito da un più realistico… ‘Corri, che ti passa‘!

Matteo Trombacco

Lascia un commento

Freelifenergy
Il recupero e la regola delle 4 R
Utilizzare la menta per combattere il caldo e migliorare la performance
Come combattere il caldo e incrementare la prestazione negli sport di endurance
#pastaparty
#pastaparty è con Jhay per Huawei Venicemarathon Runtoday VIP
Stefano Baldini, 15 anni fa l’ORO olimpico ad Atene. Video
#Pastaparty intervista Costantin Bostan: in stampelle sulle strade del Passatore. E non solo!