‘COSE’ DA ULTRA

In occasione dell’apertura della stagione italiana delle ultradistanze, siano esse 6, 12 o 24 Ore, 50k, 100k o 100 miglia, abbiamo chiesto qualche consiglio a due superatleti di endurance, Marco Bonfiglio e Katia Figini.

Con la 6 ore di Pastrengo di Verona di sabato 6 febbraio è ricominciata anche la stagione delle ultradistanze. In Italia abbiamo molti specialisti di questa disciplina, da re Giorgio Calcaterra a Carmine Buccilli, passando per Hermann Achmueller, Marco Bonfiglio, splendido vincitore della Atene – Sparta – Atene, Ernesto Ciravegna o Katia Figini, senza dubbio l’atleta nostrana più vincente sulla sabbia. Sabato 14, ad esempio, si correranno il Sardinia Winter Trail 45k di Montiferru (Oristano), e la Maratona sulla Sabbia di San Benedettro del Tronto 50k, tra i cui partenti ci sarà anche Marco Bonfiglio, del Team Sziols, al quale abbiamo chiesto come è solito preparare le sue ultra:

“Tutti i giorni di tutto l’anno – ci ha spiegato Marco – corro 18, 20km e la domenica un lungo, generalmente una maratona. Non faccio ripetute o altro, esco e corro al ritmo che mi sento in quel momento… spesso un ritmo lento. Quando preparo un’ultra dalle 100 miglia in su, semplicemente per una, due o tre settimane, a seconda della lunghezza della prova, prima della gara eseguo un doppio allenamento: uno la sera dopo il lavoro ed uno di notte… così da abituarmi anche a correre la notte.”

Ma qual è il segreto per correre un’ultradistanza, soprattutto se su un terreno diverso dal solito ed ‘impervio’ come la sabbia? Lo abbiamo chiesto alla specialista dei deserti, Katia Figini: “Se il 70% dell’allenamento resta invariato – ci ha spiegato –, per preparare una 100 km nel deserto è indispensabile modificare il restante 30% del lavoro: bisogna allenarsi con un carico, lo zaino contenente il materiale obbligatorio (coperta termica, almeno un litro d’acqua, una pila, un accendino e un fischietto…), e bisogna imparare a ponderare le energie e preservare le gambe. Correre sulla sabbia è estremamente faticoso: dapprima l’adrenalina non fa sentire alcun dolore, ma, se non si è ben allenati, si rischia una tendinite anche dopo soli 10, 15 chilometri. Per questo è utile svolgere anche allenamenti in palestra, magari con i nastri e la tavoletta propriocettiva. Infine è di fondamentale importanza il materiale tecnico, in primis le scarpe, che devono essere perfette!”.katia figini

Quali le altre ultra distanze di febbraio?

Mentre sabato 20 a Bione (Brescia) si correrà la 24h Monte Prealba Up & Down, 24h, 12h e 6h, domenica 21 febbraio si terranno a Malo, in provincia di Vicenza, la prima edizione dell’AIM Energy Ultratrail e Wild Trail, un ultratrail di 47k con un dislivello positivo di 1.800m, e la China Francigena, ecomaratona di 44k lungo i Monti Cimini (Viterbo), mentre il 28 si correranno la seconda edizione della TerrediSiena Ultramarathon, ad Arluno, Milano, la 6 Ore con L’Abbraccio, a Cerveteri (Roma) l’Illegal Track, ultratrail di 46k con dislivello positivo di 1.900m, ed il Trail Città di Cortona 43k, ultratrail con 2.040m di dislivello positivo.

Matteo Trombacco

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